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Positano Fashion Day, vince Raffaella Petraccaro foto

Positano – Ieri sera in Piazza dei Racconti è tornata a sfilare la grande moda “che Positano ha sempre saputo realizzare”, sono le parole del consigliere con delega alla Cultura, Giuseppe Vespoli che con Michele Lettieri, presidente dell’Accademia della Moda Iuad di Napoli, ha lavorato in questi ultimi mesi alacremente per dare luce al progetto “Fashion Day”, che il Sindaco Giuseppe Guida ha supportato insieme all’intera Amministrazione. Il Sindaco Guida e i suoi collaboratori erano consci di quanto il comparto moda sia fondamentale per Positano non solo per il prestigio ma anche per la risorsa economica che esso ha rappresentato e rappresenta. Una scelta quanto mai felice quella di Vespoli, Guida e Lettieri visto il rimbalzo del tessile confermato da una crescita del 24% nel primo trimestre 2021, sono dati di Giulia Crivelli giornalista del “Il Sole 24 Ore”, che nello speciale dedicato alle imminenti sfilate di moda a Milano, sottolinea come il mondo dell’Haute couture italiano sia ripartito alla grande con entusiasmo e fiducia, le stesse prerogative che hanno caratterizzato l’evento celebrato ieri in Piazza dei Racconti. In sintesi, attraverso una convenzione stipulata tra il Comune di Positano e l’Accademia della Moda, si è dato vita ad un progetto volto alla promozione e valorizzazione delle peculiarità del territorio, sottolineando la grande tradizione della “Moda Positano” con l’obiettivo di permettere agli studenti accademici di entrare in stretto contatto con il mondo dell’abbigliamento locale, dove capi di alta qualità da decenni portano alto il nome della Perla della Costiera. Gli allievi dell’Accademia sono stati chiamati a presentare ieri sera i capi realizzati negli atelier positanesi, per essere giudicati da una giuria di esperti, al migliore tra loro è stata assegnata una borsa di studio di mille euro finanziata dal Comune di Positano. Gli studenti dell’Accademia che hanno partecipato a questo primo progetto sono stati: Gennaro Avilia, Alessia Autiero, Francesco Coscia, Giulia De Gaetano, Laura Di Mattia, Raffaella Petraccaro, Viviana Buhne, Teresa Caldarelli, Clelia Capocasale, Chiara Caira, Carolina Chef, Chantal Lauriello. Le boutique e le maison che hanno messo a disposizione i propri laboratori sono state: Mastro Moda, Vanilla, Casa Mastro, Stella Moda, Boutique Luisa, Blitz, Josephine, Queen Moda, Louise, Theodora, mentre a giudicare le realizzazioni degli allievi della Iuad, ieri sera c’erano i giornalisti: Matteo Varriale di NSS magazine, Davide Blasigh di Style.corriere.it, Riccardo Terzo di Vogue, Manuela Ravasio per Marie Claire, Alessandro Ferrari di Panorama, Erminia Pellecchia de Il Mattino. A vincere è stata la beneventana di Torrecuso Raffaella Petraccaro, laureanda al corso di laurea triennale in Design della Moda che abbiamo avuto il piacere di intervistare.
A nome di tutta la redazione di Positanonews le faccio i complimenti per la vittoria, l’abbiamo vista emozionata, ed è stato ancora più bello l’abbraccio finale tra tutti voi, un po’ com’è capitato nelle recenti Olimpiadi, avete gareggiato in una sana competizione basata, a quanto si è visto anche stasera, sulla professionalità e la stima reciproca.
– Sì, ci siamo sostenuti a vicenda. Anche nelle piccole cose, tipo con il mio collega Francesco, che stava nella mia stessa sartoria, ci organizzavamo per gli spostamenti. Io alloggiavo a Nocelle e può immaginare che spostarsi ogni giorno dalla zona alta qualche difficoltà la comportava. Aggiungo però che a Positano ho trovato un ambiente molto accogliente. La stessa cordialità e disponibilità che ho goduto portando avanti il mio progetto nel laboratorio  “Mastro Moda”, mi sono divertita e ho lavorato benissimo,  anche la sarta, Giovanna, mi è stata di grande aiuto. Un ambiente quello di Positano molto accogliente oltre che professionale.
Ci parli degli elementi caratteristici del suo design?
Come ho detto in altre occasioni potrei riassumerlo in tre parole: ibrido, genderfluid e sperimentale. Ibrido perché mi piace giocare con l’unione di stili differenti. Genderfluid perché mi appassiona giocare con capi multiuso: amo l’idea di potermi svegliare ogni mattina e scegliere di essere una persona diversa da quella del giorno precedente. Infine Sperimentale per quanto riguarda le forme e i materiali, perché preferisco che i miei capi esprimano un concetto tangibile, un’idea chiara, come un’istallazione d’arte contemporanea, dove tutto nasce per modificare o sollecitare la percezione del fruitore che diviene parte integrante del lavoro.
Ci parli della collezione che ha presentato al pubblico di Positano stasera.
Per la collezione mi sono ispirata soprattutto a quella che è la tradizione italiana. In realtà io ho una passione per il design di oggetti e per la collezione di stasera mi sono ispirata ad una sedia di Gio Ponti, infatti sia la sedia che la collezione si chiamano “Superleggera*”. La collezione in realtà ha delle linee sartoriali molto semplici però è ben strutturata.  *(“Superleggera” è una sedia progettata dal designer italiano Gio Ponti nel 1955 e prodotta dall’azienda italiana Cassina dal 1957. Si tratta di uno dei prodotti più noti del designer milanese e uno dei prodotti di disegno industriale più rilevanti del XX secolo. N.d.A.)
Ha partecipato ad altri concorsi?
– Sì, al London Fashion Graduate Award e anche in questo caso sono stata premiata per degli accessori. La mia capsule collection di accessori in quel caso l’ho chiamata, Homo Homini Lupus Est, volevo fondere le caratteristiche di un accessorio dallo stile classico con quelle di uno stile più utility. “Homo Homini Lupus Est” perché ho adottato come uomo di riferimento, l’uomo assetato di potere, spietato in un contesto sia sociale sia lavorativo. Questo lo si piò notare nei richiami a borse ventiquattrore e badge in plexiglas da impiegato. Scarpe e borse sono state realizzate interamente a mano in laboratori artigianali italiani, in vera pelle e pelliccia. L’elemento che contraddistingue le scarpe della collezione sono le suole, perché composte da due blocchi in pelle micro puntellata con forma squadrata, poco frequente nell’estetica di una sneakers. Per il secondo modello di calzatura, il sandalo, ho realizzato una tomaia stile Chanel, utilizzata generalmente per la donna, caratterizzata da pelle cocco con applicazioni di piercing in metallo.”
Infine i suoi progetti futuri.
Torno a studiare, devo partecipare alla Fashion Graduate a Milano, poi dopo la Laurea spero di accumulare tanta esperienza. Mi piacerebbe lavorare soprattutto all’estero.
Allora le auguro ancora tanti successi e grazie per la piacevole conversazione.
di Luigi De Rosa
(Ringrazio Alessandro Lucibello per le foto e la disponibilità)

Positano Fashion Day, vince Raffaella Petraccaro
Raffaella Petraccaro e Luigi De Rosa

 

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