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Sorrento ricorda Giacomo Matteotti a 100 anni dalla morte dopo il discorso antifascista. Nel silenzio dei media la bella iniziativa dell’Istituto Tasso con Ciro Raia,  nel video di De Angelis, ma in Penisola sorrentina si dovrebbe fare anche altro,  con un coinvolgimento maggiore, iniziative in altri comuni e anche nelle scuole, se si pensa che la piazza principale di Sant’Agnello è dedicata proprio a Matteotti  e al grande personaggio che è stato “tempesta”, come lo chiamavano, che veniva da una famiglia ricca e non aveva bisogno di fare queste battaglie, ma le ha fatte. «Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me»: Giacomo Matteotti ha appena finito di parlare alla Camera dei Deputati per denunciare i brogli commessi dai fascisti per vincere le elezioni dell’aprile del 1924 delineando quello che sarebbe successo in seguito alla vittoria di Mussolini alle urne.

Giacomo Matteotti

Ha capito che il suo tempo sta per finire. È il 30 maggio del 1924, dopo soli undici giorni il deputato socialista verrà rapito e ucciso dai fascisti. Non aveva paura delle sue idee il giovane «tempesta», chiamato così dai compagni di partito per il suo carattere battagliero ed intransigente. «Uccidete me, ma l’idea che è in me non l’ucciderete mai» diceva il primo martire dell’antifascismo, e proprie le sue idee, la sua passione politica, i suoi discorsi così lucidi e fermi nel denunciare abusi, violenze ed illegalità del fascismo

Matteotti era uno studioso meticoloso e documentava sia dal punta di vista politico che economico le sue tesi . Un uomo da ricordare con altri eventi e il coinvolgimento e partecipazione dei giovani e delle scuole. Ci ha colpito dal convegno che parte della famiglia aveva rimosso la sua memoria, forse troppo dolorosa, come la nipote, che poi però ha scritto un libro su di lui . La sua memoria deve vivere oggi nelle nuove generazioni.

Video di Michele De Angelis