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Capri, sicurezza dei flussi e maggiori controlli, stop ai furbetti della tassa di sbarco

Capri, sicurezza dei flussi e maggiori controlli, stop ai furbetti della tassa di sbarco.

Da ieri e sino alla fine di ottobre, il Comune ha affidato alla società Porto Turistico di Capri «un servizio di ormeggio, disormeggio, regimentazione dei flussi e controllo», a Marina Piccola, allo Scoglio delle Sirene nella baia antistante i Faraglioni. Obiettivo è quello di garantire la sicurezza pubblica, anche alla luce delle attuali normative e restrizioni ma soprattutto «il monitoraggio degli sbarchi finalizzato alla determinazione della tassa di sbarco dovuta al Comune di Capri».

Il quotidiano screening della movimentazione nelle acque che fecero innamorare dell’isola imperatori romani, è previsto ogni giorno sino alla fine di settembre nella fascia oraria dalle ore 9 alle ore 17, e continuerà anche per tutto il mese di ottobre con fine turno sessanta minuti prima, alle ore 16.

Il contributo di sbarco sull’isola azzurra, ricordiamo, ha sostituito la precedente imposta di sbarco, a sua volta entrata in vigore in alternativa alla tassa di soggiorno e attualmente ammonta a due euro e cinquanta per ogni persona, non residente o comunque non avente titolo a esenzioni, che arriva.

Il servizio che la società Porto Turistico di Capri è stata chiamata a svolgere, come già effettuato anche durante la scorsa estate, è stato istituito nel periodo turistico più caldo, quello che fa registrare “il traffico” più intenso nel mare che bagna le sentinelle di roccia più fotografate al mondo. Un andirivieni acquatico che coinvolge in particolare la spola tra l’isola azzurra e la penisola sorrentina. Un boom di imbarcazioni di ogni genere, tipo e dimensione che va letteralmente all’arrembaggio delle acque intorno all’isola azzurra.

Ed è per questo che, come spiegato nei giorni scorsi dall’assessore all’istituzione dell’area marina protetta Paola Mazzina, che ha presentato in giunta comunale e portato avanti il progetto, sono state posizionate le “barriere”. Boe a duecento metri dalle spiagge e a cento metri dalle coste a picco, nel tratto di mare compreso fra i Faraglioni e Marina Piccola, corpi morti e barriere galleggianti per segnare il confine entro il quali si potrà gettare l’ancora o fare un bagno. Un primo step di limitazioni all’arrembaggio dei natanti che rischiano di attentare alla sicurezza ed all’ecosistema, per arrivare come annunciato alla nascita  dell’Area Marina protetta dell’Isola di Capri.

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