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Sette mesi dopo la tragedia di Capri sono 6 gli indagati per disastro colposo, omicidio colposo, omicidio stradale e lesioni multiple

Sette mesi dopo la tragedia di Capri sono 6 gli indagati per disastro colposo, omicidio colposo, omicidio stradale e lesioni multiple. Sono passati ben sette mesi dalla tragedia avvenuta alla Marina Grande dell’isola di Capri, a causa della quale Emanuele Melillo, autista di un bus di linea di soli 32 anni, ha perso la vita e diverse persone sono rimaste ferite.

La Procura di Napoli ha inviato avvisi a tutti i soggetti potenzialmente interessati ad un eventuale processo, in vista di un incidente probatorio che si terrà il prossimo 24 febbraio. Per il momento, al termine della prima fase investigativa, sono sei gli indagati che dovranno rispondere alle accuse di disastro colposo, omicidio colposo, omicidio stradale e lesioni multiple.

Tecnicamente, si tratta di atti irripetibili, che verranno svolti in presenza delle parti, per garantire a tutti la possibilità di partecipare alle verifiche.

A finire sotto l’inchiesta condotta dai pm Maurizio De Marco e Giuseppe Tittaferrante, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Simona Di Monte, sono quattro funzionari dei dipartimenti di viabilità della città metropolitana di Napoli, ma anche l’amministratore della società di trasporto caprese Atc e un medico al servizio della stessa società.

Le indagini vanno dalla meccanica del mezzo alle condizioni delle strade che si trovano a percorrere ogni giorno gli autisti dei bus, per andare ad affrontare anche le condizioni della ringhiera.

Poi c’è l’altra faccia di questa inchiesta, quella legata alle condizioni di salute, alla dinamiche interne aziendali, a proposito di turni di lavoro e stress accumulato; per poi arrivare al dovere di ogni azienda di tutelare i propri dipendenti, con una serie di prove fisiche, per tastarne la capacità di resistenza a un certo ritmo di lavoro.

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