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Da Cava de’ Tirreni ad Agerola sulle orme di Fortunato

Da Cava de’ Tirreni ad Agerola sulle orme di Fortunato. Ne parla Aniello Ragone in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

«Eppure, non c’è forse una contrada per tutto l’Appennino che abbia nel tempo stesso tanta maestà di monti e tanta bellezza di marine». Con queste parole Giustino Fortunato, politico, storico ed esponente del Meridionalismo con Nitti, Gramsci, Salvemini e altri, definiva la meravigliosa catena dei Monti Lattari. Per meglio immergersi in quella natura che Salvator Rosa amò e ritrasse a preferenza, nel 1876 decise di cimentarsi in una tre giorni di cammino che, partendo da Cava de’ Tirreni, si sarebbe conclusa a Punta Campanella. Un vero tour per mappare l’alta via dei Monti Lattari ammirando la duplice costiera dall’alto che dona un porto dietro ogni capo, un giardino sopra ogni poggio, un villaggio in ogni spianata. Da tre anni a questa parte è possibile rivivere quel viaggio grazie ad un gruppo di amanti dei monti che vogliono tener vivo il contatto col passato. Il gruppo è “Alta Via dei Lattari 1876”, fondato e curato da quattro amici: Paolo Casaburi, Daniele Erra, Giovanni Petrolini e Angelo Sorrentino. Veri amatori che, in vestiti d’epoca e seguendo fedelmente il percorso del Fortunato, riescono a catapultare i partecipanti in una dimensione storica molto lungi dai nostri tempi. I fondatori si sono preparati, cercando di rivivere gli stessi luoghi che fecero da “tetto” al Fortunato. Certo, non è stato possibile fermarsi a pernottare alla meravigliosa Villa Cardinale a Castagneto di Cava de’ Tirreni del duca di Serra di Cardinale, ma, per rendere ancora più vera quella sensazione, alla villa una sosta c’è stata grazie all’accoglienza del discendente del duca. Scatti e full immersion per cercare un feeling ancora più forte con Fortunato, che, tra il 13 e 14 ottobre 1877, pernottò lì, preparandosi al tour del 15 ottobre.

Proprio oggi prenderà il via l’evento. Si parte da Passiano (zona Contrapone ore 7) per raggiungere il comune costiero di Agerola. Qui tutto programmato per una cena ed il consecutivo pernottamento. Il giorno 16, dopo colazione, zaini in spalla per una seconda giornata alla scoperta dei monti e dei paesaggi costieri. Sosta questa volta a Colli Fontanelle e al mattino seguente ultimo giorno che procede dritto alla meta raggiungendo Punta Campanella. Qui un transfer provvederà ad un rientro a Cava de’ Tirreni.

«Che cos’è per noi “Alta Via dei Lattari 1876”? È un gesto d’amore (così hanno riferito i quattro amici) nei confronti delle nostre montagne ed un atto di mecenatismo in memoria del nostro mentore Fortunato. È l’emozione di vivere la traversata dei Lattari, lungo quel percorso immaginato dal Fortunato circa 150 anni fa, nato da questa sua riflessione, mentre li osservava dalla riviera di Chiaia. Un cammino lungo 120 chilometri che congiunge l’entroterra orientale della Costiera amalfitana all’estremo occidentale della penisola sorrentina. Da Cava de’ Tirreni a Punta campanella, luogo mitologico, casa di Athena prima e di Minerva dopo. Quello stesso anno il tentativo di traversare i Lattari fallì, ma Giustino non si perse d’animo e alle 6 del 15 di ottobre del 1877 nel “più bel mattino di autunno” iniziò il viaggio. Siamo armati della stessa voglia di conquistare vette e appagare gli occhi con la bellezza dei Monti Lattari». Un plauso a questi ragazzi che riescono a preservare quello che è stato il nostro passato, a farlo rivivere e farci immedesimare in persone di altri tempi. Allora non possiamo che augurare, a loro e a tutti i partecipanti, di rivivere quei momenti e di avere non uno ma tre “più bei mattini d’autunno”.

Chapeau e lunga via, anzi alta via!

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