Scuola: no ai tamponi gratis per docenti no vax

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Scuola: no ai tamponi gratis per docenti no vax. Ce ne parla Vincenzo Lamberti in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis.

Nessun tampone gratis per i prof no vax, una corsia preferenziale per il personale che deve ancora vaccinarsi e un supporto ai più fragili, ossia a chi non puoò ricevere il siero per particolari motivazioni sanitarie. È quanto chiarisce il ministero dell’Istruzione in merito al contenuto del Protocollo sulla sicurezza nelle scuole approvato venerdì notte al termine di un confronto fiume tra i sindacati e i tecnici del dicastero. Il nodo dei tamponi a carico delle scuole ha rappresentato il tema divisivo, tanto da non incassare il via libera da parte dei presidi e scatenando anche polemiche a livello politico. Nel pomeriggio di ieri il Ministero ha precisato che nel documento approvato “non è previsto, ne’ si è mai pensato di prevedere, un meccanismo di gratuità del tampone ai cosiddetti no vax”. E ancora: il Protocollo “ricalcando quanto disposto già oggi dalle norme vigenti – spiega il dicastero di viale Trastevere – consente alle scuole, sulla base di un preventivo raccordo istituzionale con il Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, di effettuare tamponi diagnostici al personale mediante accordi con le Aziende Sanitarie Locali o con strutture diagnostiche convenzionate”.

L’obiettivo dunque è duplice: continuare a contrastare la pandemia, soprattutto attraverso la vaccinazione, e dare supporto ai pià fragili, ovvero a chi non può vaccinarsi per particolari motivazioni che saranno ulteriormente indicate negli accordi con le Aziende Sanitarie Locali, in raccordo con il Ministero della Salute. Una posizione che era stata anticipata alcune ore prima dal ministro Bianchi. “Le scuole – ha detto – potranno intervenire a favore dei più fragili, specificatamente coloro che non sono vaccinabili e che risultano, quindi, anche i più esposti al contagio”. Dal canto suo l’Associazione dei presidi si è detta da subito contraria alla possibilità che “le scuole si facciano carico del costo dei tamponi” ma hanno apprezzato le parole del ministro auspicando che il testo del protocollo “sia modificato in coerenza con quanto da lui espresso”. La precisazione del Ministero è arrivata dopo che era esplosa la polemica a seguito dell’ok al protocollo alla cui trattativa non ha partecipato il ministero della salute.

L’accordo siglato pone regole anche sul distanziamento e affronta il rischio di “classi pollaio”. Definite le linee guida da seguire per l’aerazione degli spazi con il costante ricambio d’aria, l’obbligo “per chiunque entri o permanga negli ambienti scolastici, adottare precauzioni igieniche e l’utilizzo di mascherina”. Nelle classi si dovrà rispettare una distanza “interpersonale di almeno un metro qualora logisticamente possibile e si mantiene anche nelle zone bianche la distanza di due metri tra i banchi e la cattedra del docente”.

Il Ministero si è impegnato a dare il massimo sostegno alle scuole, anche garantendo personale Ata a tempo determinato in più, dove necessario, per la gestione dell’emergenza, per sgravare le scuole da eccesivi oneri di gestione.

Saranno inoltre messe in campo azioni mirate per interventi nelle scuole che presentano classi particolarmente numerose.

Il nodo Green pass sarà, invece, contenuto in una nota specifica che l’amministrazione invierà alle istituzioni scolastiche nei prossimi giorni. Intanto in una circolare inviata ieri dal Ministero, in relazione anche alla certificazione verde, si afferma che al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione in presenza del servizio essenziale di istruzione, il decreto-legge introduce del 6 agosto, la ‘certificazione verde Covid-19’ per tutto il personale scolastico. La norma definisce al contempo un obbligo di ‘possesso’ e un dovere di ‘esibizione’ della certificazione verde”.

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