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AMALFI CROCEVIA DEL MEDITERRANEO MEDIEVALE

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Dal 6 al 16 dicembre manifestazioni ed iniziative nell’ambito della Rassegna Biennale Approdi mediterranei della Cultura Europea ad Amalfi. Si comincia con il  Seminario “Amalfi crocevia del Mediterraneo medievale” organizzato dal Centro di Cultura e storia amalfitana (Amalfi, Biblioteca comunale, 6 e 7 dicembre) s’inserisce nell’ambito della Rassegna Biennale “Approdi mediterranei della Cultura Europea” che annovera anche la prima edizione del Premio AMALFI R.I.V.I. e R.A. (Recupero Immagine Valori Identitari e Risorse Ambientali) in programma il 15 dicembre 2007, Sala Henrik Ibsen, ore 17.00 e la Mostra grafica ed artistica Atelier Amalfi. Gli archetipi della gioia e dell’eleganza ai tempi di Pietro Scoppetta (dal 16 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008, Basilica del Crocifisso – Duomo di Amalfi).

Attraverso il Seminario (patrocinato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Campania ed in collaborazione con il Comune di Amalfi-Assesorati alla Cultura e al Turismo, la Comunità Montana “Penisola Amalfitana” e altre Istituzioni ed Associazioni della Costa) si mira ad una valutazione complessiva delle fonti disponibili, dello stato degli studi condotti finora, delle prospettive di approfondimento sotto forma di spazi ancora aperti alla ricerca per ricomporre, tessera su tessera, il mosaico della intrigante e complessa vicenda di Amalfi medievale.

Gli studiosi partecipanti, provenienti dalle Università italiane e straniere, si confronteranno durante questi due giorni, presso la Biblioteca Comunale, sui temi proposti per le tre sessioni programmate: Interscambi ed insediamenti commerciali nell’Italia medievale; ‘Colonie’, quartieri, fondaci, centri religiosi e assistenziali amalfitani nei Paesi d’Oltremare; Interrelazioni culturali, incontri stilistici, testimonianze figurative.

A completare la vasta panoramica culturale e storico-artistica seguirà una Tavola Rotonda (7 dicembre, ore 16) incentrata su L’arte nella Campania Medievale che prenderà spunto dalla presentazione del volume di Valentino PACE, Arte medievale in Italia Meridionale. I – La Campania da parte di Francesco GANDOLFO, Università “Tor Vergata” di Roma e si avvarrà della partecipazione di Francesco ABBATE, Francesco ACETO, Francesca DELL’ACQUA, Massimo OLDONI, Valentino PACE, Lina SABINO e Giusi ZANICHELLI.

Amalfi ha sempre svolto il ruolo di città ‘ponte’ fra Oriente e Occidente europeo. Durante il seminario si comprenderà meglio questo ruolo, quanto mai attuale per il Mediterraneo di oggi, diviso da barriere culturali e religiose e teatro di conflitti laceranti.

Guglielmo di Apulia, nel sec. XI, offrì di Amalfi un’efficace descrizione storica:”…Qui si conoscono gli arabi e i Libici, i Siciliani e gli Africani. Questa gente è famosa in quasi tutto il mondo come quella che arreca altrove ciò che è degno di acquisto e ne riporta quanto ha comprato”.

Le mete degli amalfitani furono i porti del Mediterraneo tra cui Gerusalemme, Antiochia, Cairo, Costantinopoli, Durazzo, Ragusa, e quelli dell’Italia medievale, dalla Sicilia a Genova e dalla Puglia a Ravenna. Assieme alle merci di scambio viaggiarono monaci e reliquie di santi, culti e testi agiografici, tessuti e manufatti, tesori dell’arte e idee preziose per il progresso. La moneta, che recava impressi i caratteri cufici, fu essa stessa simbolo della volontà di mediazione.

La politica dell’equilibrio pacifico a salvaguardia delle vie marittime di traffico fu lo strumento che surrogò la potenza delle armi, su cui gli Amalfitani non potevano fare affidamento.

Le galee della Repubblica esportarono insieme alle merci i valori della latinità e, consapevolmente , importarono spiritualità, culture artistiche e tecniche del mondo islamico e bizantino.

Ciononostante in età contemporanea, storici e letterati, attratti dagli echi di tanto splendore, trovarono nella Costa solo pochi segni della passata grandezza e fu la natura stessa dei luoghi a suggerire loro che per capire bisognava guardare all’Italia ed al suo Meridione e, soprattutto, a quel Mediterraneo che fu per Amalfi e i suoi figli, tra cui potenti uomini d’affari e colti mecenati quali Mauro e Pantaleone Comite, la culla dell’intraprendenza e la palestra in cui necessariamente bisognò misurarsi per sopravvivere e progredire.

Le tracce di questi transiti commerciali, culturali e cultuali sono infatti ancora vive ed eloquenti, non solo sotto forma di documenti archivistici, ma anche nelle attestazioni materiali ed immateriali d’arte, cultura e tradizioni che connotano il territorio della Costa, il suo contesto campano, le aree e le località toccate dai suoi traffici.



L’incontro amalfitano varrà tra l’altro a verificare la possibilità di gettare le basi per un successivo convegno che contribuisca validamente a chiarire la realtà di Amalfi medievale, enigma storico e storiografico che sia (come provocatoriamente ipotizzato da Mario Del Treppo), analizzando, fonti e studi alla mano, le dimensioni e i caratteri della prima diaspora degli Amalfitani, l’esistenza cioè di un’altra Amalfi, più estesa e potente della stessa madrepatria, quella dei numerosi insediamenti sulle coste del Mediterraneo medievale, da Gerusalemme al Bosforo, dai porti dell’Adriatico, a quelli della Sicilia e del Tirreno.

Si cercherà, parallelamente, di stabilire in che misura e in quali ambiti, i loro traffici e quindi la loro mediazione abbiano inciso sulla cultura e sull’arte dell’Occidente latino accorciando le distanze dall’Oriente, aumentate dopo la decadenza di Roma.

Le motivazioni su cui poggia quest’ultima iniziativa convegnistica vanno dunque considerate in relazione alla condivisa prospettiva di ripensare e ridelineare il modello amalfitano medievale, imperniato su una vasta rete di interscambi commerciali e su fondamentali valori di multiculturalità, religiosità e mecenatismo.

Valori peculiari che lo contraddistinguono e gli attribuiscono valenze ancora oggi esemplari per quanti aspirano e lavorano alla coesistenza dei popoli del Mediterraneo.



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Per l’occasione, in questi due week end dedicati alla “cultura e storia amalfitana” gli albergatori di Amalfi applicheranno delle tariffe particolari (dal 6 al 7 dicembre e dal 14 al 17 dicembre). In un hotel a quattro stelle la camera doppia costerà 80 euro a notte; in un albergo a tre stelle, 50 euro. Un modo per favorire così la divulgazione della storia e cultura della costiera amalfitana, e far conoscere meglio il territorio.


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