Vivere il mare in sicurezza: nasce “Sun, Sail and Sunscreens”, la guida scientifica gratuita per chi ama la nautica e la costa
di lucio esposito
Unisce l’esperienza accademica nella dermatologia alla grande passione per la nautica e il mare. È “Sun, Sail and Sunscreens” (www.sunsailandisunscreens.com), il nuovo sito web ideato e curato dal Prof. Giuseppe Monfrecola – luminare da sempre impegnato nello studio del sole e della pelle – insieme alla figlia Ambra Monfrecola, chirurgo plastico.
La piattaforma nasce per rispondere a un’esigenza concreta: offrire a velisti, diportisti, surfisti, canoisti e a tutti gli amanti del mare un orientamento chiaro, immediato e scientificamente rigoroso sui rischi dell’esposizione solare e sui metodi corretti di fotoprotezione.
Un progetto totalmente libero, gratuito e senza sponsor
Uno degli aspetti più qualificanti del portale è la sua totale indipendenza. Il sito è completamente gratuito per gli utenti ed è privo di sponsorizzazioni o pubblicità. Una scelta precisa voluta dall’autore per evitare qualsiasi fraintendimento di natura commerciale e garantire un’informazione culturale e divulgativa del tutto autonoma. La guida, pensata anche per i turisti e fruibile tramite QR code, è disponibile in doppia lingua (italiano e inglese) per essere facilmente consultata anche a bordo delle imbarcazioni charter lungo la costa.
I consigli degli esperti: dai falsi miti sull’abbigliamento ai filtri solari
Nel corso della presentazione, il Prof. Monfrecola ha evidenziato alcuni aspetti fondamentali che spesso vengono sottovalutati da chi pratica attività in mare:
Il mito dell’abbigliamento bianco: Scegliere una maglietta di cotone o lino bianco perché “fa sentire meno caldo” è un errore comune. Il bianco riflette la luce visibile ma non scherma i raggi ultravioletti, e la trama del tessuto naturale risulta spesso troppo larga al microscopio per garantire protezione. È preferibile optare per indumenti sintetici a trama fitta (come la lycra) e di colore scuro (nero o rosso), capaci di bloccare efficacemente i raggi UV.
L’inganno del vento e del refrigerio: A bordo di una deriva o facendo windsurf, il vento e gli spruzzi d’acqua raffreddano la pelle creando un effetto simile a quello di un ventilatore. Questo abbassamento della percezione termica fa sì che il diportista non avverta il calore (legato invece ai raggi infrarossi) e si sovraesponga pericolosamente agli ultravioletti senza accorgersene.
L’efficacia reale dei solari: Per ottenere il fattore di protezione indicato su un flacone (come un SPF 50+), i test di laboratorio prevedono un’applicazione di 2 mg di prodotto per centimetro quadrato. Nella pratica comune, le quantità applicate sono notevolmente inferiori, riducendo drasticamente il livello di difesa e rendendo indispensabile una riapplicazione costante.
Fattori di rischio e trattamenti: Il sito approfondisce inoltre tematiche specifiche, come la protezione delle cicatrici, l’attenzione da prestare dopo trattamenti estetici (filler, botox o peeling che assottigliano lo strato corneo) e l’interazione tra determinati farmaci (inclusi i comuni antinfiammatori locali o i cosmetici profumati a base vegetale) e la luce solare.
Il ruolo della dieta mediterranea: Un’alimentazione ricca di sostanze colorate – come pomodori, carote, zucca, peperoni, frutta e olio d’oliva – fornisce naturalmente i preziosi antiossidanti utili a contrastare i radicali liberi, riducendo la necessità di ricorrere a integratori alimentari se la dieta è già corretta.
Con questa iniziativa, concepita anche con lo spirito di attenzione al territorio e alla salute promosso dalle attività culturali locali, “Sun, Sail and Sunscreens” si propone come uno strumento prezioso di educazione e prevenzione per vivere il mare in piena consapevolezza.

