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VALERIA SPERTI INCONTRA MARGUERITE YOUCENAR AL CONTINENTAL DI SORRENTO

Articolo aggiornato dall’inviata di Positanonews che ha partecipato all’evento riportando , video, foto e interviste.

Il Centro di documentazione Roland Barthes organizza un incontro con Valeria Sperti su ” l’io allo specchio”, che si terrà lunedì 17 settembre 2018 alle 17.00, presso la Sala Dickens dell’Hotel Continental a Sorrento. La professoressa Sperti focalizzerà l’attenzione sulle presenze autobiografiche nell’opera di Marguerite Youcenar.  

 

L’attività scientifica di Valeria Sperti , docente di Letteratura Francese presso la Federico II, si è focalizzata su quattro principali linee di ricerca.

La prima si è concretata nella pubblicazione di alcuni saggi e di una monografia (Écriture et mémoire, Napoli, 1999) e ha preso le mosse dall’analisi della produzione narrativa di Marguerite Yourcenar e in particolare del Labyrinthe du monde. Scopo della ricerca — già abbozzata nella tesi di laurea del 1985 e in seguito elaborata in comunicazioni presentate in occasione di convegni internazionali — è stata la comprensione di un nuovo filo conduttore del racconto che rinuncia alla scrittura dell’io, della cristallizzazione e della dinamicità degli accadimenti esistenziali, per fare della scelta genealogica il nuovo cardine narrativo organizzatore della materia diegetica, rimodellando così lo spazio autobiografico della narrazione e problematizzandolo, alla stregua di molti scrittori francesi del contemporaneo e dell’estremo contemporaneo.

La seconda linea, anch’essa concretizzatasi nella presentazione di comunicazioni a convegni internazionali, nella pubblicazione di alcuni saggi e di un volume (La Parola esautorata, Napoli, 2000), prende in esame la produzione romanzesca dell’Africa subsahariana francofona con l’intento di approfondire il tema dell’identità ‘interrotta’ dall’intrusione del colonizzatore prima, e ‘dilaniata’ in seguito dall’instaurazione dei poteri dittatoriali. Tale tema, affrontato sin dagli anni del dottorato (1988-1992), è stato poi rielaborato, ampliato e aggiornato, anche alla luce degli studi postcoloniali e delle teorie di P. Bourdieu sulla parola e il potere, nell’intento di determinare le modalità del superamento dei termini binari e dicotomici con cui era stata affrontata la narrazione coloniale e di ridefinire i confini entro i quali lo scrittore africano si riappropria delle tradizioni e riscrive la propria storia, prima, durante e dopo l’occupazione europea.

La terza linea di ricerca, che consta anch’essa di un volume (Fotografia e romanzo, Napoli, 2005) e di alcuni saggi, prende in considerazione lo statuto della riproduzione fotografica nel romanzo moderno e contemporaneo francese, in particolare nell’opera di Marguerite Duras, Georges Perec e Patrick Modiano. Specchio autoriflettente nei romanzi di M. Duras, la fotografia è il luogo di una risolutiva dislocazione semantica in W ou le souvenir d’enfance di G. Perec, mentre si trasforma in una cornice a elevata espansione semantica nella Vie mode d’emploi. Nei romanzi di P. Modiano, la fotografia è il segno che indica e nasconde al tempo stesso l’esistenza di un ricordo per sempre perduto. Questa linea di ricerca si è poi ampliata ad altri scrittori (Nancy Huston, Camille Laurens, Nelly Arcan) e ad altre forme romanzesche e autobiografiche in cui le immagini, non più solo descritte, s’intrecciano col testo letterario, allo scopo d’individuare paradigmi visivi nella prosa contemporanea francese e francofona.

Recente è l’interesse per gli scrittori expatriés, l’attenzione alle loro scelte linguistiche e alla questione dell’autotraduzione che si è concretizzato nella pubblicazione di alcuni saggi. In particolare, il percorso letterario di Nancy Huston – la scrittura narrativa dapprima in francese poi in inglese e successivamente una composizione in cui le due lingue si alternano, fino a giungere all’autotraduzione come esito della negoziazione tra le due lingue – è indagato negli anni fondanti della produzione letteraria della scrittrice (1995-2000) in cui il monolinguismo francese lascia spazio all’inglese come lingua di scrittura e di traduzione. L’analisi dell’autotraduzione letteraria è oggetto di riflessione teorica soprattutto per la questione dell’auctoritas dell’autore-traduttore e delle forme di collaborazione e co-traduzione tra scrittori e traduttori.

  • Fotografia e romanzo. Marguerite Duras, Georges Perec, Patrick Modiano
    Valeria Sperti
    Liguori
  • Écriture et mémoire. Le labyrinthe du monde de Marguerite Yourcenar
    Valeria Sperti
    Liguori
  • La parola esautorata. Figure dittatoriali nel romanzo africano francofono
    Valeria Sperti
    Liguori
  • La letteratura africana in francese. Dalla négritude ai giorni nostri
    Valeria Sperti
    Dante & Descartes
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