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Roberto Bracco commemorato dall’Istituto di Cultura Tasso

Oggi mercoledi 20 aprile 2022, ci siamo ritrovati, su invito di Luciano Russo, presidente dell’Istituto di Cultura Tasso, ai piedi della Lapide di Villa Manning e poi all’interno, con Michele De Angelis, Silvana Gargiulo, Sara Ciocio , Ambrogio Coppola, Lucia Starace e Lucio Esposito coordinatore dell’UNITRE di Piano, per ricordare Roberto Bracco, scomparso il 20 aprile del 1943.  Grazie alla dott.ssa Valeria Pane, titolare responsabile della struttura di accoglienza turistica posta all’interno della Villa Manning, siamo potuti entrare nei luoghi di Roberto Bracco, ove con somma meraviglia abbiamo trovato un vero e proprio parco letterario dedicato al Drammaturgo. Un elegantissimo ambiente con alle pareti  scritti , lettere cartoline e libri a lui dedicati.

Generico aprile 2022

dalla rivista GENIUS LOCI DIRETTA DA ANTONINO DE ANGELIS

ROBERTO BRACCO Napoli 1862 Sorrento 1943.

Scrittore, poeta e drammaturgo di grande spessore.

Fu proposto per il Premio Nobel ma l’avversione

dichiarata per il regime fascista non

gli consentì di ricevere. Fu emarginato e costretto

a concludere la sua vita fra mille difficoltà in

una Sorrento incupita e indifferente.

 Le lettere pubblicate sono fortunosamente pervenute,

alcuni anni fa, a vari collezionisti sorrentini

  • a cui l’autore di questa nota, Sono state

raccolte qui grazie alla sensibile disponibilità

di Massimo Fiorentino e Antonino Parlato.

Abbiamo voluto riunirle in un unico contesto .da

per darne notizia al pubblico che per offrirle agli

studi e alla critica. E, perchè no, per riflettere

su noi stessi.

 All’inizio di dicembre del 1942 Roberto Bracco, fiaccato dalla lunga   malattia, per sottrarsi ai pericoli dei devastanti bombardamenti sulla città, lascia Napoli e si rifugia a Sorrento. Qui viene ospitato da alcuni parenti presso la Villa Manning a pochi passi da Piazza Tasso. Per il drammaturgo napoletano Sorrento è stata, da antica data, sua città di elezione, quasi una seconda patria. Egli qui, fin dagli anni che precedono il primo conflitto mondiale, incontra eminenti personalità della cultura italiana e  internazionale. Frequenta gli ambienti mondani della città e gli eleganti alberghi della costiera. E’ di casa -si può ben dirlo all’Excelsior Vittoria, al Tramontano e al’Hotel Syrene. Ora però tutto è cambiato. E’ finito il tempo sereno e fecondo dei salotti letterari quando Massin Gorky l’aveva definito l’uomo più lieto d’ltalia. Il fascismo, di cui fu fiero e indomito oppositore, lo aveva ridotto al silenzio,emarginandolo fino all’indigenza.

Le amicizie di un tempo sono svanite; gli resta quella solidale di Benedetto Croce, anch’egli rifugialo a Sorrento e di pochi sorrentini, fra cui il musicista Enrico De Leva e l’avvocato Francesco De Angelis nonché i fedelissimi Michele Pagliuca, il suo barbiere e Carlo Ercolano, il  giardiniere della villa. Gli altri, per calcolo o per opportunismo evitano quella che potrebbe risultare un’ amicizia compromettente. Così don Roberto resta solo con la sua malattia, amorevolmente assistito dall’ amata Laura. Compresso nel disagio dell’unica stanza lasciatagli in uso, dove non osa ricevere neppure quegli amici che, incuranti della polizia fascista, vorrebbero vederlo per un momento di conforto. quella stanza egli,con caparbia ostinazione, aspetta la caduta del regime; nello stesso tempo è consapevole che è prossima anche la sua fine. Mantiene, come per aggrapparsi alla vita, i contatti epistolari con le persone a lui pili care a cui. confida le sue angosce e affida i suoi sfoghi di uo1no stanco e ‘vecchio sofferentissimo’. Le lettere che qui pubblichiamo, inviate Alla Signora Elena Consiglio, Via Marconi, Villa Consiglio, Bellavista- Portici (Napoli), precedono di poche settimane l’epilogo della sua esistenza. Sono lettere scritte su ‘Cartolina Postale’ dove, sotto il testo -quasi una filigrana- si legge un beffardo: “Vinceremo”. Esse ci confermano la sofferenza di un uomo d’ingegno che con la sua presenza ha onorato un luogo e una comunità di uon1ini spesso altruista e generosa, ma questa volta indifferente e ingrata. Una solidarietà n1ancata, un conforto negato. I tardivi onori, attribuiti  Post Mortem, in convegni, commemorazioni e targhe marmoree non ripagano e sono solo una parte delle scuse che i sorrentini di oggi ancora devono alla sua memoria. Ecco il testo degli inediti documenti: Mittente: Roberto Bracco Villa Manning Sorrento (s.d. ma 22-12-42 dal timbro postale) Carissùna amica, vi pensiamo col grande qffetto che sapete e che la crudeltà della lontananza rende doloroso. -Noi siamo rincantucciati in una stanza della villa di Schneide1; nell’internodi Sorrento. Niente mare e tanta umidità. – Laura mi ha trascinalo qui dopo la prima ripresa delle incursioni. Sono venuto con l’a,nbulanza della Croce Rossa. In quella scatola asfissiante eravano sette persone Viva la civiltà. Ioavevo la febbre a circa 39 gradi. Una bronchite cronica che persiste. Chi sa se ci rivedremo più. Dateci vostre notizie. A Livia, a Marina, a Voi il nostro cuore fedele. (Con1e finisce bene la vita di Roberto Brocco!) Vostrissimi  R.B.

Segue, sempre da Villa Manning la seconda lettera. Sorrento, Villo Manning (s.d.)

“Aniica carissilna, abbicano pensato più che n1ai intenscunente u Voi e alle Vostre.figliuole. Ci sian10 inunaginuto il vostro terrore. Vi abbia1110 con1patito pur con l’assoluta sicurezza dello vostra incolurnità. E sia1no lontanissilni dal lido del riposo e della sicurezza! Con Laura, Vostro Roberto Bracco” E ancora: “Sorrento -Villa Mannin.g 30 gennaio I 943. D01111 ‘Elena caru, la vostra bella lettera è un ,nodello di buon senso, un soggio di pe1fetto equilibrio; ,na i dati di fatto sono diversi da quelli inunaginati dal vostro ottin1is1110. Non uvete tenuto conto di una ,niu rivelazione … 1110110 dru111- 111atica, cioè che Laura e io dobbia1no costringere la nostra vita in una sola stanza. Non c’è esageruzione è una stanza a’ tout {aire.I!!. Inoltre la civilisshna Sorrento è diventato quel che i napoletani chia111ano non so perchè: ‘o Vallo ‘e Bunino. Sen1bra un covo di briganti in raJJporto {llla finanza d’ogni povero rijitgiato. L’inospitalità è addirittura fantastica. Si può tirare avanti in queste condizioni, specie da un povero vecchio so,ft’erenthìsÌJno? Vi ringrazio cl’ avere acquistato ii 3 ° voh11ne della 111.ia ,niscellaneu (3° non ultùno, se Dio ,ne lo pennetterà). Fin’ ora con questa 111iscellanea Nel! ‘Art e e nella Vitn ho voluto docunientnre che sono stato un buon napoletano, un buon italiano, checchè ne abbiano detto. Ma chi si occupa della ,niu raccolta?. A voi, conica bene,nerita, e alle eccezionali vostre creature il nostro cuore.”Roberto Bracco

In risposta l’a1nica gli annuncia una visita a Sorrento, 111a don Roberto, con grande dignità, declina la proposta con questa lettera:

“Sorrento Villa Manning (s.d.) A,nica ,nia, an1ica nostra carissi111a, accettianio i voti del vostro .Cuore d’oro. Ma, purtroppo,

i voti e l’accettazione non 111igliorano lo nostro situazione e le inie condizioni d’ uni1110 e di COIJJO. Mi dibatto tr{I le avversità che ,ni stringono’da tutte le parti. Desidero la 111-orte. Non ne posso più! Qui intanto, 11011 ri111arre- 1no: Laura cerca 011siosa111.ente un altro r~fugio. A qualunque costo. Sicchè, cunico buona, no, no, 11011 venite. Verrete quando avren10 ahneno unu stanza nostra. Abbraccianio voi, Marina, Livia. Vostrissùno” Roberto Bracco

Dopo poche settimane, il 20 aprile 1943, in una Italia sconvolta e abbrutita dalla guerra, don Roberto ,nuore in quella stessa casa con il solo conforto dell’ a1nata Laura. Tre n1esi dopo, il 25 luglio, cade il fascisn10! (A.De.A.) Sottolineature e puntini cu1ne nel testo

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