Presentazione del libro “Sole, cute e mito” al Conca Park: un successo tra amici e colleghi
La presentazione del libro “Sole, cute e mito”, scritto dal professor Monfrecola e Anna Palmieri, non è stata una semplice conferenza, ma una vera e propria festa, un incontro vivace e caloroso tra amici, colleghi e figure di spicco della penisola sorrentina.
L’evento, tenutosi al Conca Park Hotel Art Boutique, ha riunito un parterre di ospiti d’eccezione, tra cui medici, il rettore emerito della Federico II, Guido Trombetti , e numerose personalità locali. L’atmosfera non era quella formale di un convegno, ma quella informale e accogliente di una riunione tra persone che si conoscono e si stimano.
Dall’università alla divulgazione: l’importanza di un linguaggio accessibile
Al centro della serata, il tema della divulgazione scientifica. Il professor Monfrecola ha affrontato la sfida di rendere un argomento complesso come la dermatologia e l’esposizione solare accessibile a tutti. Non a caso, il libro è stato scritto con la moglie, esperta di letteratura, per garantire un linguaggio chiaro e comprensibile anche ai non addetti ai lavori. L’autore ha raccontato con ironia delle difficoltà incontrate nel tradurre i concetti scientifici in una prosa semplice, riconoscendo il merito della moglie nel criticare i suoi tecnicismi.
A testimonianza dell’importanza del progetto, è intervenuto il rettore emerito Guido Trombetti che ha elogiato il libro per la sua capacità di rendere la scienza un elemento fondamentale per la democrazia. Trombetti ha sottolineato come la capacità di comprendere temi complessi sia cruciale per un cittadino informato, e ha lodato l’autore per l’approccio che mescola scienza, storia e mitologia.
Un dibattito tra passato e futuro
La serata è stata anche un’occasione per riflettere sul legame tra università e territorio. Trombetti ha ricordato il suo impegno per rendere l’accademia più vicina alla gente, un principio che ha guidato la sua intera carriera. L’evento ha dimostrato come questo legame sia ancora vivo, con la collaborazione di figure come Pino Monfrecola e la partecipazione attiva di associazioni come le “Amiche del Museo Correale”, sempre impegnate nella valorizzazione della cultura locale.
L’incontro si è concluso con un invito a continuare a promuovere la divulgazione, soprattutto tra i giovani, affinché possano scegliere il proprio futuro con maggiore consapevolezza. Una festa della conoscenza e dell’amicizia che ha lasciato il segno, dimostrando che la cultura, quando è condivisa con passione e entusiasmo, non è solo un dovere, ma un autentico piacere.
Il Rettore che ha trasformato l’Università: Guido Trombetti , tra digitale e territorio
cortese intervista rilasciata all’inviato di Positanonews
L’ex rettore Guido Trombetti, figura di spicco nel panorama accademico, è tornato a Sorrento, dove è sempre accolto con affetto. Durante un evento, i presenti hanno avuto l’opportunità di “rubare” qualche minuto per conversare con lui, celebrando il suo operato e il suo profondo legame con il territorio.
Una rivoluzione digitale
Trombetti è stato definito il rettore che ha traghettato l’università dall’era della carta a quella digitale. Un’etichetta che lui stesso ha confermato con orgoglio: “Questo è vero, perché io ho introdotto le iscrizioni online degli studenti, non più costretti a fare file interminabili, magari anche sotto la pioggia.” Questa innovazione ha permesso agli studenti di iscriversi e stampare certificati direttamente da casa, un’agevolazione impensabile all’epoca.
L’Orto Botanico e il servizio alla comunità
Al di là delle riforme digitali, il rettore è ricordato anche per la sua capacità di rendere l’Università più aperta e accessibile. Tra i suoi successi più notevoli c’è la riapertura al pubblico dell’Orto Botanico di Portici, precedentemente inaccessibile. “Uno ci deve mettere un po’ d’entusiasmo e si deve ricordare che sta facendo un servizio”, ha commentato Trombetti. Questa visione di servizio è stata la sua guida, preferendo essere giudicato per “quello che ha fatto” piuttosto che per “quello che ha detto”.
La sua attenzione per gli studenti andava oltre il campus: già nel 1977-78, come ha ricordato uno degli interlocutori, Trombetti inviò una lettera circolare a tutti i sindaci chiedendo mezzi di trasporto gratuiti per gli studenti.
Un legame con Sorrento e il futuro dei giovani
Il rapporto di Trombetti con Sorrento è speciale, nutrito da un profondo affetto per una comunità di amici che lo accoglie sempre. I suoi sostenitori, come Antonino Pane, hanno scherzato sull’idea di dargli le “chiavi della città”, un gesto che sottolinea la stima e l’ammirazione che nutrono per lui.
L’incontro è stato anche l’occasione per affrontare un tema cruciale per il futuro dei giovani: la scelta universitaria. È stata sollevata la preoccupazione che troppi ragazzi si orientino verso facoltà umanistiche come Lettere e Filosofia, trascurando le materie scientifiche. In risposta, si è avanzata la proposta di organizzare un incontro in primavera con le quinte classi degli istituti locali per parlare di matematica e delle opportunità che offre. Anche la presidente dell’Associazione Amiche del Museo Correale, Rachele, ha confermato la possibilità di ospitare un evento del genere, dimostrando come anche un bene culturale possa essere il luogo ideale per discutere di scienza e futuro.
Scrivere un libro con la moglie: una sfida da “non fare mai” per Pino Monfrecola
Durante il recente evento a Sorrento, il noto professionista Pino Monfrecola ha rivelato i retroscena della stesura del suo libro, scritto a quattro mani con la moglie. Un’impresa che, a suo dire, si è trasformata in una sfida personale, iniziata quasi per gioco e trasformatasi in un vero e proprio esercizio di collaborazione.
“Come si può fare a scrivere un libro con la moglie?”, ha esordito ironicamente il giornalista Antonino Pane , ponendo una domanda che ha subito catturato l’attenzione del pubblico. “Per me è una cosa inimmaginabile”, ha ammesso, confrontando l’impresa con la sua abitudine di scrivere in solitaria per testate importanti come Il Mattino. “Probabilmente neanche la lettera a Babbo Natale riusciremmo a direzionare nel modo giusto”.
La risposta di Monfrecola ha svelato un processo collaborativo tutt’altro che semplice, nato da un’idea di un amico, che lo aveva stimolato pubblicamente a scrivere qualcosa per una collana editoriale. La sfida principale è stata quella di rendere un argomento tecnico, destinato a un pubblico di specialisti, accessibile a tutti.
“Solitamente, noi gente di medicina, di qualsiasi altra disciplina, ce la miniamo tra di noi”, ha spiegato Monfrecola, sottolineando la difficoltà di comunicare la conoscenza al di fuori degli ambienti accademici. “C’è un congresso, ci parliamo tanto bene e al di fuori non se ne sa nulla”.
Per superare questo ostacolo, ha chiesto aiuto a sua moglie,Anna Palmieri, un’ex docente di letteratura inglese. L’obiettivo era usare il suo punto di vista per capire se i concetti che intendeva esprimere fossero comprensibili anche a un non addetto ai lavori. “Per anni ve lo confesso, l’ho usata”, ha scherzato, raccontando come ogni volta le chiedesse una valutazione sui suoi interventi a convegni. La risposta della moglie era spesso spietata ma onesta: “Quella roba non serve a niente” o “Quella cosa non si capisce”.
La stesura del libro è stata, in sintesi, un processo di “passaggio di palla” continuo, senza che i due si sedessero mai insieme per ore a scrivere. “Non è nata così, è cresciuta nel tempo”, ha concluso Monfrecola, riconoscendo che, nonostante le difficoltà, la collaborazione è stata una fonte di grande soddisfazione e un’opportunità per rendere la conoscenza accessibile a un pubblico più ampio.
La divulgazione scientifica come pilastro della democrazia
Nel corso dell’evento a Sorrento, si è approfondito il tema della divulgazione scientifica come elemento fondamentale per una democrazia matura. Un argomento caro a Pino Monfrecola, che ha sottolineato come la capacità di comprendere concetti scientifici sia cruciale per il cittadino. “La divulgazione scientifica è un elemento cardine oggi della democrazia”, ha affermato, “perché devi votare sulle questioni nucleari, su che base?”.
Il relatore ha messo in luce l’importanza di fornire al grande pubblico gli strumenti per orientarsi e prendere decisioni informate, senza cadere nel tecnicismo esasperante. Il vero problema, ha spiegato, non è solo la complessità dell’argomento, ma la capacità di renderlo comprensibile. “Facile a dire, complicatissimo a farsi, perché spiegare argomenti tecnici e scientifici senza l’apparato tecnico e scientifico è un libro da libro specialistico, elementare”.
Un libro per tutti, dal “mio bardo” al lettore comune
Il dialogo si è focalizzato sulla difficoltà di scrivere un testo che non sia solo preciso dal punto di vista scientifico, ma anche accessibile. Monfrecola ha rivelato che il suo “primo critico” non è mai stato un collega, ma qualcuno che non ha una formazione scientifica, un po’ come faceva lui stesso ai tempi in cui scriveva di matematica per “Il Mattino” e il suo “primo critico” era il collega che leggeva i suoi articoli. “Il mio bardo lo può leggere?”, ha domandato provocatoriamente, riferendosi alla necessità di superare la barriera del linguaggio specialistico. “Se tu devi fare l’inaugurazione dietro uno schermo di un tecnicismo esasperante, allora non serve”.
Il libro in questione è stato elogiato per la sua capacità di affrontare argomenti complessi con un approccio intelligente e originale. In particolare, è stata apprezzata la fusione tra divulgazione scientifica e narrazione mitologica. L’autore ha raccontato di un riferimento al sole che, pur sembrando legato a divinità antiche, in realtà serve a mettere in guardia il lettore sui rischi di un’eccessiva esposizione solare.
La scienza del dubbio e la natura profonda della conoscenza
Un altro aspetto fondamentale del libro, secondo Monfrecola, è il suo riferimento al dubbio. “La gente pensa, sbagliando, che uno scienziato trovi la verità stessa, ma non è così”, ha detto. A differenza della verità religiosa, quella scientifica è un processo continuo di verifica e revisione. Le conoscenze acquisite sono sempre “verità provvisorie” che possono essere verificate o superate. Questo approccio, basato sul ragionamento, sull’analisi e sulla discussione, è l’essenza stessa della scienza.
L’autore ha concluso il suo intervento con un elogio all’editore, che ha creduto nel progetto. “Faccio i miei complimenti. Sono molto contento anche perché è una cosa che mi porto nel cuore”. La collaborazione con l’editore è stata definita un successo, un’iniziativa coraggiosa e intelligente che ha dato vita a un’opera che ha già riscosso un grande successo.
L’associazione Amiche del Museo Correale con la presidente Rachele Palomba: passione e impegno per la cultura di Sorrento
L’associazione Amiche del Museo Correale si pone da oltre quindici anni come un pilastro attivo e dinamico a supporto del Museo Correale di Terranova, un “meraviglioso scrigno” di cultura nel cuore di Sorrento. L’associazione si distingue per la sua struttura unica, con la presidenza che cambia ogni anno. Questa rotazione non indebolisce l’impegno, anzi, ne rafforza la continuità: ogni nuova presidente, insieme a tutte le associate, porta avanti con passione i progetti iniziati in precedenza.
L’obiettivo principale delle Amiche del Museo Correale è la promozione della conoscenza del museo e del suo patrimonio. L’associazione si dedica a divulgare la ricchezza culturale della città di Sorrento, contribuendo, nel suo piccolo, a valorizzare il territorio.
Un’esperienza di lettura “fantastica”
Una delle associate ha raccontato l’incontro “fantastico” con un professore, che le ha donato un libro con grande entusiasmo. L’approccio del professore, con la sua passione contagiosa, ha subito scardinato i suoi preconcetti riguardo a una materia che lei stessa ammetteva di temere. Nonostante il suo iniziale timore, è stata rassicurata dalla promessa di trovare nel libro “tante cose” inaspettate: miti, storie e persino un riferimento a Napoleone.
Dopo aver letto il libro, soprattutto durante i periodi di malattia, l’associata ha confermato che la promessa era stata mantenuta. Il libro è stato definito “molto, molto bello, molto particolare”, a conferma del fatto che il suo contenuto non si limita alla teoria ma è capace di toccare diversi ambiti della storia e della cultura.









