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Positano mostra su De Filippo intervista

Positano mostra su De Filippo intervista Dal 15 ottobre al 2 novembre il Comune di Positano ospita una mostra fotografica sul teatro di Eduardo de Filippo. Foto di scena che Daniela Morandini ha tirato fuori dal suo prezioso archivio. Preziosissimo regalo… Le passa dall’analogico al digitale e con Iosiamo , che da anni si occupa di esplorare il mondo attraverso la cultura, realizza la mostra Eduardo artefice magico. Fotografia, restauro e poetica della finzione. La ospita il Comune di Positano, nella Sala dell’ufficio cultura e turismo, dal 15 ottobre al 2 novembre 2021. Poi i pannelli saranno a disposizione delle scuole.
« É stato il bisogno di riaprire un sipario», dice la Morandini: «ho digitalizzato questi negativi quando la pandemia ha imposto di chiudere i teatri. Sono le foto di scena degli ultimi capolavori [ Il Berretto a sonagli di Pirandello e i due atti unici Sik Sik l’artefice magico e Gennareniello],1979-80. Maschere, sentimenti e voci di dentro che mi hanno accompagnata per quasi cinquant’anni».

La scelta di puntare i riflettori proprio su Sik Sik , la voglia di coinvolgere gli studenti, il luogo. Era la fine degli anni Quaranta, quando riuscì a comprare la sua isola, Isca, vicino a Punta Campanella e a Li Galli, a loro volta acquistati dal coreografo e ballerino Léonide Massine e, dopo oltre cinquant’anni, da Rudolf Nureyev .
Piccola, piccolissima, l’isola di Eduardo, tanto che in Costiera si parla dello “scoglio” di Isca proprio per rimarcarne le dimensioni contenute e la vicinanza alla terraferma. Forse l’unico luogo dove il Maestro sia mai stato spettatore. Di sicuro, uno spazio di riposo tra una stagione teatrale e l’altra, un rifugio dal mondo senza però allontanarsene troppo. Un luogo di quiete, insomma, ma anche di tempesta, dato che è proprio da quel suo scoglio che il Maestro incominciò la traduzione in napoletano dell’omonima commedia di Shakespeare.
Un’ancora, quella tra l’arte e la Costiera, che arriva fino a Morandini, legata alla terra delle sirene da più generazioni.

«Posa, posa!» pronunciò la Madonna rapita dai saraceni passando con la galea sul cielo di Positano. «Posa, posa!», le ripeteva il suo papà raccontandole questa leggenda.

«Posa, posa!», avrebbe ripetuto lei, divenuta madre, a sua figlia. Da sempre al Fornillo di Aniello, l’Ercole di Positano che viveva il mare come un pesce e la spiaggia come una casa aperta agli amici.

Si pescava al momento, si mangiava insieme e si parlava fino a tardi. «Era un modo di essere semplice e antico», commenta Morandini, che in quella spiaggia ha vissuto una parte di sé. Un grand tour , quello della sua famiglia, iniziato il secolo scorso e per il quale Daniela non poteva che ringraziare.

E non poteva che farlo a modo suo, con ciò che le riesce meglio: fare e promuovere cultura.

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