Logo

META – 15 agosto 2026
In una suggestiva cornice, mentre le prime luci dell’alba accarezzavano la costa sorrentina, la comunità di Meta si è riunita questa mattina, 15 agosto 2026, presso Piazza Scarpati per celebrare il ferragosto con un momento di straordinaria intensità artistica e spirituale: il “Concerto all’Alba dedicato a Maria”.
L’evento, parte del cartellone “MetaMorfosi Estive 2026” e promosso dal Consigliere Delegato Prof. Raffaele Mormile, ha visto l’esibizione del gruppo “Voci di Meta”. I musicisti e i cantanti hanno offerto al pubblico un repertorio ricercato e profondamente evocativo, incentrato sul tema mariano e sulla musica sacra e popolare.

Un repertorio tra sacro e classico
Il programma ha saputo alternare la solennità delle classiche “Ave Maria” alla ricchezza del patrimonio musicale colto e popolare:
Ave Maria: versioni di Caccini, Schubert, Lorenc, Gounod, Gomez.

Musica sacra: “Nulla in Mundo Pax Sincera” di A. Vivaldi e “Magnificat” di M. Frisina.
Brani di riflessione: “Quia Respexit” di J. S. Bach, “Mater Jubilae” di V. Zitello,
“Northern Lights” di Ola Gjello.
Omaggio alla melodia italiana: “Mamma” di C. A. Bixio e “Felicità” di L. Dalla.

Un momento di grande suggestione che ha confermato ancora una volta la capacità del territorio di Meta di unire tradizioni religiose e momenti di alta cultura, offrendo ai presenti un inizio di giornata indimenticabile, sospeso tra il mare e le note dei grandi  ompositori.

Meta, successo travolgente per il primo META – 15 agosto 2026
Un’alba indimenticabile quella vissuta oggi a Meta, dove il primo “Concerto all’Alba” ha superato ogni più rosea aspettativa. Piazza Scarpati, trasformata in una magnifica terrazza affacciata sul mare, si è rivelata quasi troppo piccola per accogliere il numeroso pubblico accorso fin dalle prime luci del mattino per assistere a questo evento, parte integrante della rassegna “MetaMorfosi Estive
2026”.
Il concerto è stato un viaggio emozionale dedicato alla figura di Maria, esplorando la letteratura mariana attraverso brani di grande spessore artistico. Il repertorio ha presentato ben cinque diverse versioni dell’Ave Maria (firmate Caccini, Schubert, Lorenc, Gounod e Gomez), alternate a perle come il Magnificat di M. Frisina, il Mater Jubilae di V. Zitello, il Quia Respexit di J.S. Bach, fino ad toccanti escursioni nella canzone italiana, come Mamma di C.A. Bixio — brano che, come sottolineato durante la presentazione, incorona idealmente la figura materna — e Felicità di Lucio Dalla.

Il motore dell’evento
Protagonista del successo, oltre alla magistrale interpretazione delle “Voci di Meta”, è stato il Consigliere Delegato Prof. Raffaele Mormile, definito dai presenti “l’anima” e il “motore” organizzativo di questa novità assoluta per il territorio. Mormile, visibilmente emozionato, ha espresso profonda gratitudine:
“Il numero di persone presenti ha superato qualsiasi aspettativa, le sedie non sono state sufficienti. Il mio grazie va innanzitutto ai cantanti, a Emma e a tutti gli artisti che ci hanno regalato questo risveglio in musica.”

Tra battute scambiate con leggerezza — come quando la Maestra, con ironia, ha declinato l’elenco dei nomi delle interpreti per la difficoltà di vedere bene nella penombra dell’alba — e momenti di pura commozione musicale, la mattinata di Ferragosto a Meta si è trasformata in un inno alla bellezza. Un esordio, quello del concerto all’alba, che ha già tutte le carte in regola per diventare un appuntamento fisso e amatissimo dell’estate sorrentina.

Oltre i confini della consuetudine: la rivoluzione del saluto e l’eco dell’Assunta. La riflessioni introduttiva di Don Carmine Giudici

Quando l’incontro diventa promessa: il significato profondo di uno “Shalom”

C’è un tempo che precede la luce, quando il mondo è ancora avvolto nel silenzio dell’alba, in cui i gesti quotidiani ritrovano la loro radice più autentica. È l’istante in cui ci si ritrova per vivere un momento “dolcissimo e intenso”, uscendo non solo dal tepore delle case, ma anche dai rigidi confini dei costumi sociali e della buona educazione formale.

In questa dimensione sospesa, il saluto smette di essere un semplice adempimento formale o un motivo di recriminazione («non mi hai salutato») per trasformarsi in un autentico momento di incontro.

Quando Gabriele incontra Maria, le dice “Shalom”. Non un semplice “ciao”, ma un invito radicale: “Sta lieta, rallegrati, sii contenta”. È una formula che non si limita ad attestare una presenza, ma ti raggiunge e, mentre lo fa, ti promette qualcosa. È l’equivalente di quell’Ave Maria che scuote l’esistenza, l’annuncio che sta per accadere qualcosa di decisivo.

Lo scompiglio divino: quando la grazia attraversa l’adolescenza

La prospettiva che si apre davanti a Maria è, ad un primo sguardo, profondamente sconvolgente. In quel saluto c’è Dio che irrompe nella vita umana, ma che allo stesso tempo la scombina.

“Dio quando ti raggiunge ti scombina l’esistenza.”

Un’affermazione che trova echi sorprendenti anche nelle pagine dei Vangeli, dove persino il male riconosce la vera natura del divino. Quando l’indemoniato incontra Gesù, compie una doppia professione di fede: sa chi è il Santo di Dio, ma aggiunge subito un dettaglio rivelatore: “Tu sei venuto a rovinarci”.

È la scomoda verità del sacro: l’irruzione del trascendente spazza via i fragili equilibri umani. E per Maria tutto ciò assume i contorni di una rivoluzione inaspettata.

  • Chi era Maria: Non la donna adulta e sontuosa tramandata da una certa iconografia sfarzosa — incoronata di gemme, diademi e collane —, bensì una ragazzina di appena tredici, quattordici o quindici anni.

  • La sua vita: Un’adolescenza fatta di sogni, piccoli progetti e il fidanzamento con un umile carpentiere, Giuseppe, appartenente alla stirpe di Davide ma privo di qualsiasi sfarzo regale.

È in questo ordinario scorrere di giorni che arriva l’imprevisto: “Shalom, Miriam, sta lieta”.

Dal ferragosto all’Assunzione: il salto verso il cielo

Quel saluto iniziale, vissuto nel cuore di una mattinata speciale, trova il suo compimento definitivo non in una semplice festività laica, ma nel giorno dell’Assunzione di Maria al cielo.

È il paradosso della grazia: se da un lato Dio ha il potere di scombinarti la vita, dall’altro ti manda al settimo cielo. Ti lancia oltre ogni misura ordinaria. Lasciarsi raggiungere da questo saluto — risuonato con la forza e la tenerezza di un’Ave Maria cantata all’alba — significa accettare lo sconvolgimento.

A noi, in verità, tutto questo non garba particolarmente. Preferiamo i nostri piccoli equilibri quotidiani, le nostre certezze ben recintate. Ma la risposta sta nell’infinita, disarmante tenacia del divino: Dio non si arrende. Non usa la violenza, ma la cocciutaggine dell’amore, rinnovando ogni singolo giorno il suo saluto e la sua promessa: «Io sono con te».

Meta, l’incanto dell’Assunta: il canto di Carmen Somma accarezza la notte marina

META — La notte del 15 agosto, nel suggestivo scenario di Meta, si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto dove l’arte, nella sua forma più pura, ha trovato rifugio tra le note e il riverbero del mare. Il “Concerto a Maria”, tenutosi in occasione della solennità dell’Assunta, non è stato solo un evento musicale, ma una vera e propria esperienza sensoriale che ha incantato i presenti.

Un trittico d’arte sotto le stelle

Il cuore pulsante della serata è stato l’intenso trio composto da una flautista, un tastierista e la voce solista, Carmen Somma. Insieme, hanno dato vita a un’esecuzione carica di spiritualità, capace di sospendere il tempo e invitare il pubblico all’ascolto profondo. Mentre le melodie si libravano nell’aria notturna, a fare da cornice visiva c’era un pittore, intento a catturare l’emozione dell’istante sulla tela, in un dialogo silenzioso ma potente tra musica e pittura.

La voce come preghiera

Carmen Somma ha interpretato il repertorio con una sensibilità rara, infondendo nel canto quella forza tenera e solenne che il giorno dell’Assunzione richiede. La sua voce non si è limitata a eseguire le note, ma ha “raggiunto” l’uditorio, trasformando l’esecuzione in una preghiera cantata. La performance ha risuonato con la stessa intensità di quella “Ave Maria” che, come riecheggiato in questi giorni di riflessione, non chiede il permesso di sconvolgere l’esistenza, ma entra nel cuore con la delicatezza di un saluto che promette una nuova luce.

Un pubblico in ascolto

Sotto il cielo di Meta, il pubblico, comodamente seduto in un’atmosfera intima, ha risposto con un silenzio partecipe, quasi religioso. L’evento, promosso da Positanonews TV [http://www.youtube.com/watch?v=IZdOKT2-r_k], ha confermato come la tradizione e l’arte possano ancora oggi diventare momenti di incontro collettivo, capaci di allontanare il rumore della quotidianità per far spazio alla bellezza.

In una notte segnata dal legame profondo tra la terra e il sacro, il canto di Carmen Somma ha lasciato un segno indelebile, ricordandoci che, anche tra le note di un concerto estivo, Dio continua a “salutarci”, invitandoci — proprio come in un’alba di Ferragosto — a guardare verso l’alto, verso quel settimo cielo che da sempre accoglie i sogni e le speranze di chi sa ancora stupirsi.

Meta, un “Concerto a Maria” sospeso tra il respiro del mare e la musica dell’anima

META — Nella cornice incantevole del 15 agosto, mentre la luce del tramonto sfumava nel blu profondo del golfo, la cittadina di Meta ha offerto uno spettacolo di rara intensità: il “Concerto a Maria”. L’evento si è trasformato in un momento di spiritualità condivisa, dove la musica è diventata il ponte naturale tra il paesaggio marino e la solennità della festività dell’Assunta.

Un Trio nell’armonia del crepuscolo

Protagonista della serata è stato un ensemble affiatato, composto da una flautista, una tastierista e la voce intensa di Carmen Somma. La scelta di esibirsi all’aperto, con il mare a fare da scenografia vivente, ha conferito al concerto una dimensione di naturale sacralità. La melodia del flauto, intrecciata al sostegno armonico del piano, ha creato un tappeto sonoro sul quale la voce della cantante ha saputo muoversi con estrema delicatezza, raggiungendo ogni spettatore presente.

L’arte come preghiera viva

Il concerto non è stato solo un ascolto passivo, ma un invito alla riflessione. In un momento in cui, come si è ricordato proprio in queste giornate di vigilia, il saluto diventa “promessa” e “sconvolgimento” dell’esistenza, la musica scelta dagli artisti ha saputo interpretare perfettamente questo messaggio. La performance ha incarnato quel “venir fuori dai costumi” e dalla buona educazione formale, trasformando un evento pubblico in un incontro intimo e profondo.

Un pubblico in religioso ascolto

Il numeroso pubblico, catturato dall’atmosfera, ha seguito l’esibizione con un silenzio partecipe, interrotto solo dai lunghi e calorosi applausi finali. Molti spettatori hanno voluto immortalare i momenti più intensi, non solo per conservarne un ricordo digitale, ma per testimoniare la bellezza di una serata che ha saputo unire la comunità locale in un’unica, grande emozione.

Questo “Concerto a Maria”, promosso da Positanonews TV [http://www.youtube.com/watch?v=4Gf-RJA6AJs], rimarrà impresso come uno di quegli istanti in cui il tempo sembra fermarsi, permettendo all’anima di respirare e, proprio come in un’alba di Ferragosto, di guardare con occhi nuovi alla bellezza del creato.

Wait...