MEDCORAL GUARDIANS: Un Faro di Speranza per i Coralli del Tirreno a Punta Campanella
L’Area Marina Protetta (AMP) di Punta Campanella è diventata il laboratorio d’eccellenza per la sperimentazione di un cruciale progetto di conservazione e restauro marino: MED CORAL GUARDIANS. Lanciato in collaborazione con l’associazione Mare Vivo e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’iniziativa si concentra sulla salvaguardia della Cladocora caespitosa, un corallo chiave del Mediterraneo, la cui sopravvivenza è minacciata dai cambiamenti climatici.
Questa giornata, tenutasi presso il Centro Tartarughe dell’AMP, ha segnato il momento ufficiale di avvio, sottolineando l’importanza di un’azione sinergica tra enti pubblici, ricerca scientifica e associazioni nazionali.
La Cladocora caespitosa: Un Tesoro Nascosto e in Pericolo
La protagonista del progetto è la Cladocora caespitosa, un corallo spesso sconosciuto al grande pubblico, ben diverso dal celebre corallo rosso (pregiato per la lavorazione orafa) o bianco. La Cladocora è un corallo a cuscino che forma vere e proprie barriere e colonie, creando una struttura tridimensionale vitale per l’ecosistema marino.
Come sottolineato dalla Presidente di Mare Vivo, Raffaella Giugni, e dalla Direttrice facente funzione dell’AMP, Carmela Guidone, questo corallo è:
Vulnerabile: È classificato nella Lista Rossa IUCN come specie in pericolo di regressione.
Sensibile al Clima: Vive in simbiosi con microalghe. L’incremento della temperatura e l’acidificazione delle acque marine, dovuti ai cambiamenti climatici, provocano un forte stress termico che può portare a mortalità di massa e alla perdita della simbiosi.
Punto Chiave della Biodiversità: I coralli, sebbene non così “belli” esteticamente come i loro cugini tropicali, ospitano una percentuale altissima della biodiversità marina, rendendo la loro protezione fondamentale per la salute generale del mare.
La sua presenza nelle acque relativamente meno profonde permette di osservarlo anche solo con una maschera, rendendolo accessibile per le attività di monitoraggio e sensibilizzazione.
La Strategia di Restauro Attivo e Monitoraggio Scientifico
L’AMP di Punta Campanella, come evidenziato dal suo Presidente, Lucio Cacace, è un laboratorio naturale ideale per la sperimentazione. Sebbene le popolazioni di Cladocora nell’area siano ancora in relativa buona salute, il progetto mira a stabilire strategie preventive e di restauro, anticipate rispetto ai futuri cambiamenti climatici.
Fasi del Progetto e Tecniche Adottate
Il cuore scientifico di MED CORAL GUARDIANS è il restauro attivo, gestito dall’Università Federico II di Napoli:
Recupero di Frammenti: Vengono raccolti frammenti di colonie già staccati a causa di urti meccanici o disturbi antropici (come reti, lenze o ancoraggi). Questi frammenti, ancora in vita, vengono temporaneamente ricoverati in vasche (come quelle visibili presso il Centro Tartarughe) in attesa del trapianto.
Impianto in Mare: I frammenti vengono attaccati a strutture apposite in punti diversi dell’AMP, coprendo le varie zone di protezione. In totale, si prevede l’impianto di circa 150-160 frammenti.
Monitoraggio a Lungo Termine: Gli impianti saranno fotografati periodicamente e verranno prese misure specifiche per valutare:
La crescita dei coralli trapiantati.
La loro capacità di riprodursi.
L’eventuale presenza di necrosi (morte del tessuto).
Lo stato di salute della simbiosi con le microalghe.
L’obiettivo è ottenere una crescita sostanziale già nell’arco di un anno, ricostituendo gli habitat danneggiati e rafforzando la popolazione locale.
Un Modello di Collaborazione e Condivisione
MED CORAL GUARDIANS è un esempio virtuoso di integrazione tra enti, riprendendo una “buona pratica” già sperimentata in altre aree (come a Ischia). Il successo del progetto si basa su una rete di collaborazione che include:
| Ente/Attore | Ruolo nel Progetto |
| Area Marina Protetta Punta Campanella | Ente gestore, Laboratorio Naturale, Coordinamento territoriale, Educazione Ambientale. |
| Mare Vivo | Promozione, Sensibilizzazione, Rilievo nazionale e supporto operativo. |
| Università Federico II | Ricerca scientifica, Sviluppo delle tecniche di trapianto e restauro attivo. |
| Pescatori | Collaborazione essenziale per il monitoraggio e la segnalazione. |
| Stakeholder (Diving/Centri Immersione) | Guardiani attivi per la salvaguardia sottomarina e veicoli del messaggio ambientale ai visitatori. |
La Sensibilizzazione: Un Passaggio Fondamentale
Come ribadito dalla Direttrice Guidone, la ricerca scientifica da sola non basta: è fondamentale la conoscenza e la sensibilizzazione per rafforzare un’azione collettiva di conservazione.
Il progetto include un’importante componente di Educazione Ambientale destinata alle scuole:
Target: Istituti scolastici di tutti i comuni del consorzio (Massa Lubrense, Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Vico Equense).
Adesioni: Hanno già aderito istituti come il “Boza”, il “Gemelli” di Sant’Agnello e il “Caulino” di Vico Equense.
Modalità Didattiche: Verranno utilizzati supporti visivi e video per mostrare il processo di trapianto. Inoltre, si auspica di portare i ragazzi direttamente sul campo, ad esempio presso il Centro Tartarughe di Marina della Lobra, per fare “scuola all’aperto” e, se possibile, permettere loro di osservare la Cladocora e la biodiversità marina (come il raro cavalluccio marino) nei primi metri d’acqua, magari anche solo con una maschera.
L’iniziativa non solo mira a ripristinare l’habitat, ma anche a formare una nuova generazione di “Guardiani del Corallo”, consapevoli dell’enorme ricchezza nascosta sotto la coperta blu del Tirreno. Questo approccio integrato di scienza, protezione e divulgazione posiziona l’AMP di Punta Campanella come un modello di riferimento per la conservazione marina in tutto il Mediterraneo.




