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Piano di Sorrento / Sant’Agnello – Il lunedì mattina nella Penisola Sorrentina è tradizionalmente scandito dalla presenza dei mercatini rionali, un appuntamento fisso per l’acquisto di abbigliamento, oggettistica e prodotti vari. Tuttavia, questo lunedì 8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione e ponte festivo cruciale per lo shopping pre-natalizio, ha rivelato una marcata discrepanza nelle decisioni amministrative tra i comuni limitrofi di Piano di Sorrento e Sant’Agnello.

Mentre il mercato settimanale di Sant’Agnello si è tenuto regolarmente, offrendo un’importante opportunità di acquisto per residenti e turisti in cerca di regali e affari dell’ultimo minuto, il comune di Piano di Sorrento ha optato per la soppressione dell’evento.

Il Mercatino di Sant’Agnello: Una Boccata d’Ossigeno

A Sant’Agnello, le bancarelle hanno colorato il lungomare e le aree dedicate, garantendo agli ambulanti di poter lavorare in un giorno di grande affluenza, tradizionalmente associato all’inizio della corsa ai regali di Natale.

L’amministrazione di Sant’Agnello sembra aver colto l’importanza di non penalizzare ulteriormente il settore del commercio ambulante, già duramente provato dalla concorrenza schiacciante dei colossi dell’e-commerce come Amazon e piattaforme simili. La scelta è stata interpretata come un segnale di supporto per una categoria che contribuisce in modo significativo all’economia locale.

Piano di Sorrento: “Strada Chiusa” o “Commercianti Protetti”?

A Piano di Sorrento, invece, gli ambulanti hanno trovato le porte chiuse. La motivazione  addotta è stata la chiusura di Via Amalfi PER l’allestimento del tradizionale “Ceppone di Santa Lucia” (o falò) davanti alla Chiesa dell’Annunziata.

Tuttavia, leggendo tra le righe e considerando il contesto economico, non pochi cittadini e operatori del settore intravedono una seconda, più pragmatica, ragione dietro la decisione: la tutela del commercio stanziale locale.

  • Il Dilemma dei Soldini: L’8 dicembre è un giorno “rosso” sul calendario dello shopping, in cui “parecchi soldini” escono dalle tasche dei consumatori della Penisola Sorrentina per acquisti natalizi, abbigliamento e altro. Consentire il mercato ambulante in una giornata così ricca di potenziale incasso significa potenzialmente “dirottare” una parte consistente di questi flussi economici verso le bancarelle, a discapito dei negozi fissi.

  • La Presunta Protezione: La mancata autorizzazione del mercato viene quindi vista da alcuni come una “protezione” implicita accordata ai commercianti di Piano, garantendo loro l’esclusività sugli acquisti in una delle domeniche più importanti del periodo pre-natalizio.

Il Commercio Distrutto e le Priorità Amministrative

La disparità tra le due amministrazioni solleva un interrogativo cruciale sul ruolo delle istituzioni locali di fronte alle nuove sfide del commercio.

La decisione di Sant’Agnello sembra allinearsi alla necessità di sostenere ogni forma di commercio in un’epoca in cui l’acquisto online sta erodendo i profitti della vendita al dettaglio tradizionale. Mantenere il mercato attivo è un modo per rivitalizzare le piazze e i quartieri, incassando quei “maturati dagli acquisti sulle bancarelle” che altrimenti andrebbero dispersi.

Viceversa, la scelta di Piano di Sorrento, seppur giustificata da ragioni logistiche, rischia di condannare ancora e ulteriormente il settore ambulante, privandolo di un’occasione d’oro e perpetuando l’idea di un’amministrazione che privilegia una parte del settore commerciale a scapito dell’altra.

La speranza è che le future decisioni possano bilanciare meglio le esigenze logistiche (come i preparativi per il Ceppone) con la necessità vitale di supportare tutti gli attori economici locali, specialmente in momenti cruciali come le festività natalizie.

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