Leonardo Quadrini: l’ambasciatore della musica sannita che ha conquistato i palcoscenici del mondo
di lucio esposito
Direttore d’orchestra, pianista, organista e docente: il M° Leonardo Quadrini si racconta tra la passione per le radici locali e un percorso internazionale che ha superato i 3000 concerti.
C’è un filo invisibile che lega il calore delle radici sannite ai palcoscenici dei teatri di tutto il mondo. Questo filo ha le mani e la visione del Maestro Leonardo Quadrini, una delle figure più poliedriche e autorevoli del panorama musicale italiano contemporaneo. Con una carriera che sta per tagliare il traguardo dei 45 anni di attività e una cifra impressionante di quasi 3.000 concerti diretti in cinque continenti, Quadrini non è solo un musicista, ma un vero e proprio “ambasciatore” della cultura italiana all’estero.
La formazione: un eclettismo accademico
La forza del Maestro Quadrini risiede in una preparazione accademica che spazia trasversalmente nelle discipline classiche. Diplomato in Direzione d’Orchestra, Musica Corale e Direzione di Coro, Strumentazione per Banda, Organo e Composizione Organistica, e Pianoforte (con il massimo dei voti), il suo percorso è stato segnato da un apprendimento costante.
“Non potrei escludere nessuno dei miei diplomi”, ha raccontato in recenti interviste. “Ognuno è legato a un momento specifico del mio percorso e del mio interesse, permettendomi di vivere la musica da diverse prospettive: come pianista, organista, cembalista e infine come direttore, l’attività a cui mi sono dedicato maggiormente nel corso della mia vita.”
Tra grande lirica e contaminazioni pop
Il nome di Quadrini è indissolubilmente legato alla grande opera lirica. Dalla collaborazione pluriennale con Katia Ricciarelli — di cui è stato pianista accompagnatore — alla direzione di titoli immortali come La Traviata, Turandot e La Bohème, il Maestro ha saputo coniugare il rigore classico con un’apertura verso nuove forme di fruizione. Memorabile resta, ad esempio, la sua collaborazione con artisti del calibro di Lucio Dalla, a testimonianza di una capacità rara di “contaminare” la musica sinfonica con il pop d’autore, senza mai perdere l’identità di “maestro classico”.
La missione: riscoprire il sinfonismo italiano
Oltre al palcoscenico, Quadrini porta avanti una missione intellettuale di grande spessore: la riscoperta della produzione sinfonica italiana dell’Ottocento. “Il grande pubblico conosce l’opera lirica, che è nata in Italia, ma tutto questo ha offuscato la produzione sinfonica italiana, che è bellissima e merita di essere riscoperta e valorizzata”, spiega il Maestro, che ha dedicato anni di studio a questo repertorio spesso dimenticato.
Un legame indissolubile con il Sannio
Nonostante il successo internazionale — che lo ha portato nelle maggiori capitali, da Madrid a New York, fino a Sydney e Seul — il Maestro Quadrini è rimasto profondamente legato al suo Sannio. Nominato “Ambasciatore del Sannio nel Mondo”, il suo impegno in Italia si è tradotto in una dedizione instancabile alla didattica (come docente presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento e il “San Pietro a Majella” di Napoli) e nella direzione artistica di prestigiosi festival, contribuendo in modo decisivo al rilancio culturale di luoghi storici, come il Teatro Romano di Benevento.
Dall’attività di Ispettore Onorario del Ministero dei Beni Culturali per la tutela degli organi storici alle direzioni nei teatri moldavi e rumeni, la figura di Leonardo Quadrini rappresenta oggi un punto di riferimento per chiunque creda nella musica come linguaggio universale, capace di unire tradizioni distanti e di mantenere viva la memoria storica della grande arte italiana.
Con quasi 45 anni di carriera alle spalle e lo sguardo sempre rivolto al prossimo concerto, il Maestro Quadrini continua a essere un esempio vivente di come la passione, sostenuta da una solida disciplina accademica, possa trasformare la musica in un ponte tra le generazioni e le culture.
