Le Ceneri. Mercoledi 17 febbraio 2021. videointervista a Don Fabio

Con il Mercoledì delle Ceneri, il 17 febbraio 2021, comincia il primo giorno di Quaresima nel calendario liturgico cristiano. Questa festività si celebra 46 giorni prima di Pasqua , e quindi può cadere nei giorni che vanno dal 4 febbraio fino al 10 marzo. Secondo i vangeli di Matteo , Marco e Luca , Gesù trascorse 40 giorni di digiuno nel deserto, dove ha subito la tentazione di Satana.

L’imposizione delle Ceneri, a Sant’Agnello, sono articolate e diffuse sul territorio, per andare incontro alle esigenze della comunità.

In Parrocchia, nella Chiesa dei Santi Prisco e Agnello, alle 08.30 e alle 19.30. Nel Santuario di San Giuseppe alle 18.00 e Nella Chiesa dei Cappuccini, Santa Maria di Porto Salvo alle 18.00.

Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua, in cui si è invitati particolarmente alla conversione. È rimasto come giorno principale di digiuno e astinenza dalle carni assieme al Venerdì Santo.

“Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù venne in Galilea, predicando il Vangelo di Dio. Diceva: ‘Il tempo è compiuto e il regno di Dio è giunto: convertitevi e credete al Vangelo’”. (Mc 1, 1-15)

Dal brano del Vangelo di Marco è tratta la formula che accompagna l’imposizione delle Sacre Ceneri, consentita per tutte le celebrazioni del giorno. Con questo semplice gesto del periodo liturgico che inizia si sottolinea, oltre all’aspetto penitenziale, anche che sia il tempo della conversione, della preghiera assidua e del ritorno a Dio Padre.

L’emergenza Covid-19, che ha sconvolto la vita delle nostre società, cambierà anche il rito del delle ceneri che introduce il tempo di Quaresima. Quest’anno il Mercoledì delle ceneri sarà il 17 febbraio.

I sacerdoti potranno, come sempre, impartire le ceneri sul capo dei fedeli, ma non potranno pronunciare la formula del rito (“Convertitevi e credete al Vangelo” oppure “Ricordati, uomo, che polvere tu sei e in polvere ritornerai”). Avvicinandosi al fedele, dovranno restare a bocca chiusa, e con la mascherina ben indossata. Naturalmente dovranno prima avere igienizzato le mani. La formula del rito verrà pronunciata, una volta per tutti, dall’altare, per mantenere parlando il distanziamento fisico. L’indicazione arriva dalla Congregazione vaticana per il Culto divino.

Generico febbraio 2021

Origini della celebrazione

Secondo l’antica prassi, il sacramento della penitenza era pubblico e costituiva di fatto il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero poi stati assolti nella celebrazione della mattina del Giovedì Santo. In seguito, il gesto dell’imposizione delle Ceneri – ottenute bruciando i rami d’ulivo benedetti la Domenica delle Palme dell’anno precedente – si estese a tutti i fedeli e venne collocato, all’interno della Messa, al termine dell’omelia. Anche la formula che le accompagna, nel tempo, è cambiata: in origine era “ricordati che sei polvere e polvere ritornerai”, tratto dal libro della Genesi. Ancora oggi, inoltre, il Rito Ambrosiano differisce da quello Romano perché non prevede l’imposizione delle Ceneri e fa iniziare la Quaresima la domenica successiva.

Il significato biblico delle Ceneri

La cenere con cui ci si cosparge il capo oggi ricorre spesso nel testo biblico e assume un duplice significato. Innanzitutto indica la fragile condizione dell’uomo di fronte al Signore, come evidenzia Abramo che parla a Dio nella Genesi: “Riprese Abramo e disse: ‘Ecco che ricomincio a parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere…’” (Gen 18,27). Anche Giobbe sottolinea il limite profondo della propria esistenza: “Mi getta nel fango, e mi confondo con la polvere e con la cenere” (Gb 30, 19). Ed ecco altri esempi dal Libro della Sapienza e dal Siracide: “Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo nati. È un fumo il soffio delle nostre narici, il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro cuore. Una volta spentasi questa, il corpo diventerà cenere e lo spirito si dissiperà come aria leggera” (Sap 2, 2-3); “Perché mai s’insuperbisce chi è terra e cenere? Anche da vivo le sue viscere sono ripugnanti” (Sir 10,9); “Esso sorveglia le schiere dell’alto cielo, ma gli uomini sono tutti terra e cenere” (Sir 17,27). La cenere, infine, è anche un segno concreto di chi si è pentito e con cuore rinnovato riprende il proprio cammino verso il Signore, come si legge nel Libro di Giona in cui il re di Ninive, ricevuta la notizia della conversione del suo popolo, si siede sulla cenere, e in quello di Giuditta in cui gli abitanti di Gerusalemme che vogliono pregare Dio perché intervenga a liberarli, si cospargono il capo, appunto, proprio con la cenere. Fonte: Roberta Barbi Città del Vaticano.

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