Ironia, Poesia e il “Peccato” di Essere il Vate: Gigi Longobardi incanta Piano di Sorrento
20 dicembre 2025 | 09:55
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PIANO DI SORRENTO – Nella suggestiva cornice della Sala Consiliare Comunale, si è tenuto un nuovo appuntamento della terza edizione della rassegna letteraria “A tutto… VOLUME”. Protagonista indiscusso della serata è stato Gigi Longobardi, architetto di professione ma “Vate” per vocazione, che ha presentato la sua ultima fatica letteraria: “Scusatemi… sono ancora rinchiuso nel Vate”.
L’incontro, moderato con brio da Miriam Perfetto, ha visto l’autore dialogare con Tiziana Esposito in un’atmosfera sospesa tra la riflessione profonda e l’ironia dissacrante tipica della cifra stilistica di Longobardi.
Dalla matita alla penna: l’architettura del verso
Durante il dibattito è emerso il ritratto di un artista poliedrico. Longobardi, noto per aver progettato opere architettoniche come la chiesa di San Francesco Saverio a Castellammare di Stabia, ha spiegato come la sua formazione tecnica sia funzionale alla sua scrittura. Quello che potrebbe sembrare un “museo di cretinerie” (come scherzosamente definito durante l’evento) è in realtà un’attenta costruzione intellettuale che mira a scardinare le certezze del lettore.
La poetica del “Che peccato” (CPC)
Tiziana Esposito ha offerto una chiave di lettura illuminante sulla poesia di Longobardi, definendola la “poetica del CPC” (Che Peccato). A differenza della poesia accademica e classica, i versi del Vate si distinguono per il cosiddetto fulmen in clausola: una battuta finale, un guizzo marziano che ribalta il senso di ciò che è stato letto fino a quel momento.
“La poesia di Gigi è quel ‘peccato’ che ci stravolge l’esistenza,” ha commentato la Esposito, “quello che ci toglie le certezze e ci fa guardare la vita con una sorpresa finale.”
Un libro multimediale e corale
“Scusatemi… sono ancora rinchiuso nel Vate” non è solo un volume cartaceo. Si tratta di un’opera interattiva che include codici QR per accedere a versioni video dei componimenti, con la partecipazione di nomi illustri del panorama artistico napoletano come Lello Giulivo, Gianni La Magna e Peppe De Rosa.
La serata ha visto anche la partecipazione attiva di numerosi giovani del Liceo Salvemini, un segnale forte dell’interesse delle nuove generazioni verso una cultura che sa parlare un linguaggio moderno e accessibile. Ad arricchire la presentazione, le “voci narranti” di:
Ambrogio Coppola
Tony Fattorusso
Lorenzo Piscina
Concetta Porzio
Michele Maria Milano
Ludovica Pepe
Tra finanza e sentimenti
Uno dei momenti più esilaranti è stata la lettura di un componimento inedito giocato interamente su termini finanziari — tra “James Pond”, “fondi etici” e “giro conti” — che ha confermato la capacità dell’autore di manipolare il linguaggio per restituire una fotografia satirica e veritiera della quotidianità.
L’evento si è concluso tra gli applausi, confermando che, anche se il Vate dichiara di essere ancora “rinchiuso”, la sua comunicazione arriva dritta al cuore (e al sorriso) del pubblico.



dal libro :
ALICE SARDA
Una ragazza sarda di nome Alice, un giorno
scappò di casa dopo aver marinata la scuola.
Scorfana di padre e madre e con due fratelli
gemelli i…dentici, aveva deciso di lasciare
Cernia, il suo paese natio.
Dopo lunghe ricerche, in un’afosa domenica di
aragosta fu ritrovata a Pescia alle prime lucci
del mattino, accanto al monumento del mitile
ignoto. “Ostrica!” gridarono tutti i suoi
compaesani alla felice notizia; “ La nostra
piccola ricciola è sana e salva!!!”
Precedentemente al ritrovamento di Alice,dopo
una lunga aringa, l’avvocato della famiglia, tal
Cala Mara, aveva così dichiarato:” Dalle tracce
ritrovate sulla sogliola dell’aula e dalle indagini
a tutto tonno, credete che la verità io non la
seppia ancora? Sono sicura,signori… Penserete
che prenderò un granchio! Ma la verità l’ho
fiutata subito col mio nasello e vi assicuro che
verrà prima o poi a galla, e capirete presto che
essa non cozza assolutamente con l’idea che vi
siete fatti…Che Dio ce ne scampi!!”.
Grandi furono i festeggiamenti
al ritorno della ricciola sarda a Cernia!
Il parroco del paese, Don Sarago,durante la
messa che celebrava alla solita orata, dopo il
salmone responsoriale disse:
” Ringrazio le forze dell’ordine per il gran polpo
effettuato che ci ha consentito di riabbracciare la
nostra Alice! Sgombro questa aula invitando
tutti i fedeli ad un rombo di mani che attendevo
da un pezzogna!!!!!!!”
E così finisce la nostra bella storione…Cosa
fecero per tre giorni di seguito gli abitanti di
Cernia? Semplice! Festeggiarono a lungo
ballando tutti una qua…triglia!!!.
















