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Il Museo Archeologico nazionale di Napoli annuncia una grande mostra sulla Sardegna

Il direttore del MANN ,Paolo Giulierini , presenta ai microfoni di Positanonews in anteprima esclusiva, la mostra internazionale dedicata all’archeologia della Sardegna, che sarà a Napoli dal 12 giugno 2022, dopo Berlino, Sanpietroburgo e Salonicco.  L’archeologia della Sardegna, assurge ai palcoscenici internazionali per dimostrare l’importanza del Mediterraneo nel mondo antico. Napoli e la Campania hanno una motivazione in più in quanto nelle tombe etrusche di Pontecagnano sono stati ritrovati reperti dell’età del ferro appartenenti o provenienti dalle civiltà Sarde, anche forse indice di matrimoni tra aristocrazie nuragiche ed etrusche.

Berlino, San Pietroburgo, Salonicco e Napoli sono le tappe di una straordinaria mostra dedicata   alle   antichissime   culture   megalitiche   della   Sardegna,   compresa   quella   nuragica, per la prima volta al centro dell’attenzione internazionale. Nel  cuore  del  Mediterraneo,  crocevia  di  incroci  e  relazioni,  l’Isola  ha  sviluppato  civiltà  uniche e originali ancora oggi oggetto di interrogativi e ricerche scientifiche. La  Regione  Autonoma  della  Sardegna  prosegue  il  progetto  pluriennale  di  Heritage  Tourism dedicato all’archeologia, con un grande evento espositivo in viaggio per l’Europa.  Eccezionale prestito del Museo Nazionale di Cagliari di uno dei Guerrieri di Mont’e Prama

Le antichissime culture megalitiche della Sardegna e in particolare la cultura Nuragica,
a partire da luglio saranno al centro, per la prima volta, di un incredibile evento
internazionale, che toccherà quattro importanti città europee e i loro prestigiosi musei,
rivelando al pubblico storie e testimonianze materiali, paesaggi e civiltà affascinanti e
uniche, per molti versi ancora avvolte nelle nebbie della ricerca.
COMUNICATO STAMPA
Berlino, San Pietroburgo, Salonicco e Napoli sono le tappe di una straordinaria mostra
dedicata alle antichissime culture megalitiche della Sardegna, compresa quella
nuragica, per la prima volta al centro dell’attenzione internazionale.
Nel cuore del Mediterraneo, crocevia di incroci e relazioni, l’Isola ha sviluppato civiltà
uniche e originali ancora oggi oggetto di interrogativi e ricerche scientifiche.
La Regione Autonoma della Sardegna prosegue il progetto pluriennale di Heritage
Tourism dedicato all’archeologia, con un grande evento espositivo in viaggio per l’Europa.
Eccezionale prestito del Museo Nazionale di Cagliari di uno dei Guerrieri di Mont’e Prama
Berlino, San Pietroburgo, Salonicco e Napoli dal 30 giugno 2021 fino a settembre
del 2022 accenderanno i riflettori sulle sepolture delle “domus de janas” di
epoca neolitica ed eneolitica e sulle iconiche riproduzioni statuarie di “dee
madri”, talvolta veri e propri capolavori artistici; sulle incredibili architetture
dei nuraghi che hanno caratterizzato l’Età del Bronzo nell’Isola e sulle
cosiddette “tombe di giganti”; sui contatti tra civiltà lontane e sugli
eccezionali bronzetti nuragici raffiguranti donne, uomini, guerrieri e
animali; su spade votive, modellini di edifici e di navi e sugli incredibili,
monumentali Guerrieri di Mont’e Prama: autorappresentazione di un
passato mitico riferito all’apogeo dell’Età nuragica, ma in piena Età del
Ferro. Eccezionalmente, grazie al Ministero della Cultura italiano e alla
direzione del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, una di queste
affascinanti grandi sculture, mai prestate prima d’ora, sarà ospite
d’onore dell’esposizone.
“Sardegna Isola Megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra nel
cuore del Mediterraneo” è la mostra-evento promossa dalla Regione
Sardegna-Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio con il Museo
Archeologico Nazionale di Cagliari e la Direzione Regionale Musei della
Sardegna, con il Patrocinio del MAECI e del MIC, la collaborazione della

Fondazione di Sardegna e il coordinamento generale di Villaggio Globale International.
La mostra ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.
E’ questa l’ultima tappa di un articolato progetto di Heritage Tourism finanziato dall’Unione
Europea, sull’archeologia sarda nel contesto del Mediterraneo, preparata nel 2017 da
un ampio convegno internazionale sul tema e nel 2019 dall’esposizione a Cagliari “Le
Civiltà e il Mediterraneo”, presenti i musei che ora ospiteranno la nuova importante
mostra: il Museo Nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino (dal 30/06/21 al
30/09/21) il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo (dal 19/10/21 al 16/01/22) il
Museo Archeologico Nazionale di Salonicco (dall’11/02/22 al 15/05/22) e il MANN Museo
Archeologico Nazionale di Napoli (dal 10/06/22 all’11/09/22).
La Sardegna è un’isola nel cuore del Mediterraneo, cui oggi sempre più viene riconosciuto
dagli studiosi internazionali un ruolo di primo piano in età preistorica e protostorica nei
contatti e negli incroci di civiltà, sia nell’ambito del Mare Nostrum, sia nei rapporti con il
Centro e Nord Europa e con il Levante. Un’isola che ha visto svilupparsi, millenni or sono,
culture e civiltà originali, capaci di dar vita a testimonianze ed evidenze monumentali
Il mito e la leggenda hanno spesso incrociato la storia nell’interpretazione della
antiche civiltà sarde, società senza stato e senza scrittura ancora al centro di
studi, scavi e ricerche.
Ma oggi sono molti i punti fermi di questa plurimillenaria avventura.
Di essi la mostra darà conto, attraverso importanti reperti provenienti
dai musei archeologici di Cagliari, Nuoro e Sassari e grazie a
un accurato apparato didattico e multimediale, a modellini
e ricostruzioni, che consentiranno di contestualizzare e
approfondire, dal punto di vista storico e geografico, il racconto
espositivo. In ogni sede inoltre, attraverso le collezioni dei
Musei, sarà favorito il confronto e il dialogo con le civiltà
coeve sviluppatisi in Europa e nel Mediterraneo, a mostrare
connessioni, contatti, differenze.
Stessa cosa nel catalogo che accompagnerà la mostra,
una coedizione Skira / Il Cigno GG Edizioni, pubblicato in
5 diverse lingue: italiano, inglese, tedesco, russo e greco.
È il megalitismo il filo rosso scelto per ripercorrere le
vicende della Sardegna dalla direzione scientifica della
mostra, composta da Federica Doria, Stefano Giuliani,
Elisabetta Grassi, Manuela Puddu e Maria Letizia Pulcini,
con il coordinamento di Bruno Billeci e Francesco Muscolino,
cui si aggiungono in comitato scientifico Manfred Nawroth,
Yuri Piotrovsky, Angeliki Koukouvou e Paolo Giulierini:
l’attitudine alla realizzazione di edifici con elementi litici di
grandi dimensioni. Questa tendenza contraddistinse l’Isola per
un lungo lasso di tempo, dall’età Neolitica attraverso tutta l’età del
Bronzo fino a quella del Ferro, e segna tuttora il paesaggio sardo
attraverso i lasciti della civiltà nuragica, tra cui circa 7000 edifici detti
appunto “nuraghi”.

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