Il Gigante Sotto il Vesuvio: Magia, Mito e Memoria a Villa Fondi
Un tramonto mozzafiato sul mare di Piano di Sorrento ha fatto da sfondo a una serata speciale a Villa Fondi, dove la magia del teatro di marionette si è fusa con l’etnoantropologia, trasformando uno spettacolo in una profonda lezione sulle radici del nostro territorio. Protagonista della serata, l’antropologo Giovanni Gugg, che ha guidato il pubblico in un viaggio affascinante tra miti antichi e storie dimenticate, dimostrando come le fiabe non siano mai solo favole.
L’evento, promosso dal Comune di Piano di Sorrento, è stato un omaggio al potere del mito come strumento per comprendere il mondo. “Le fiabe sono tutte vere,” ha citato Gugg, riprendendo le parole di Italo Calvino. “perché rappresentano i destini delle donne e degli uomini.”
Le Sirene, Il Vesuvio e La Forza del Teatro
Con la sagoma dell’isolotto de Li Galli all’orizzonte, Gugg ha ricordato la leggenda delle sirene, un tempo creature-uccello che si trasformarono in scogli per la vergogna. Non semplici racconti fantastici, ma una chiave per leggere l’orografia del paesaggio, i pericoli del mare, le regole sociali e morali di un tempo. Un linguaggio, quello del mito, che gli antichi usavano per spiegare la realtà circostante.
Al centro della serata, la presentazione dello spettacolo “Alcioneo”, che ha riscoperto un’antica e dimenticata leggenda. Gugg, infatti, ha spiegato come il teatro sia la forma d’arte perfetta per questo tipo di narrazione: è antico, effimero, ma allo stesso tempo incide profondamente nella nostra memoria collettiva. È un’arte che non si ferma al palcoscenico, ma si offre liberamente a chiunque, come il teatro di strada su una terrazza, senza barriere economiche o sociali.
La Riscritta Storia di Alcioneo
La vera rivelazione della serata è stata la storia del gigante Alcioneo. Durante le sue ricerche sulle leggende del Vesuvio, Gugg si è imbattuto in un resoconto spagnolo del 1632, che faceva riferimento a un gigante responsabile delle eruzioni. Scavando ancora più a fondo, ha trovato la prima menzione del gigante in un testo del V secolo d.C., il Ratto di Proserpina di Claudio Claudiano.
A differenza di altre leggende moderne sul Vesuvio, come quella di Amelia la strega o la storia d’amore tra Capri e il vulcano, la figura di Alcioneo affonda le sue radici nella mitologia greca. Sconfitto dagli dei, il gigante fu esiliato sotto il vulcano più celebre. Una tradizione popolare, andata persa per secoli, che la compagnia marionettistica vesuviana, grazie alla passione e alla ricerca di Gugg, è riuscita a riportare in vita.
“Questa sera possiamo raccontarla un’altra volta,” ha concluso un emozionato Gugg. “Dopo un po’ di secoli, torna Alcioneo.” Uno spettacolo che è molto più di un’esibizione, ma un atto di restituzione culturale, che serve a riannodare il filo tra passato e presente, ricordandoci che le nostre coste e i nostri vulcani non sono solo paesaggi, ma custodi di storie millenarie che aspettano solo di essere riscoperte.
La Sirena e la Lezione Dimenticata
Tuttavia, nel suo brillante racconto, un filo invisibile è rimasto sospeso. Esattamente 38 anni fa, da una tenuta adiacente a Villa Fondi, scomparve Paola Zancani Montuoro, un’archeologa di fama internazionale e figura di spicco della ricerca italiana. La sua assenza, in una serata dedicata al mito e alla memoria, ha aggiunto un’ombra di malinconia all’evento.
Il Legame Perduto: Paola Zancani Montuoro e l’Heraion
Il legame tra la Zancani Montuoro e la storia narrata da Gugg è straordinariamente profondo. È stata proprio lei, infatti, la scopritrice e studiosa delle antiche metope dell’Heraion alla foce del Sele. Questi bassorilievi, risalenti al VI secolo a.C., raffigurano in un ciclo scultoreo le gesta di Eracle, e su una di esse, in particolare, è immortalato il momento in cui l’eroe uccide il gigante Alcioneo.
La figura di Alcioneo, riportata in vita dalle marionette di Gugg, è quindi direttamente connessa all’opera di una donna che ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio. La scomparsa di Paola Zancani Montuoro, avvenuta in prossimità del luogo dello spettacolo, è un monito silenzioso che ci ricorda come la storia e la memoria siano un tessuto complesso, in cui passato e presente si intrecciano in modi inaspettati.

