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di lucio esposito

Un’intervista esclusiva del nostro inviato per Positanonews al vertice del Parco e Museo di Capodimonte, tra la valorizzazione delle grandi orchestre europee, le novità per la mobilità e la programmazione autunnale e invernale.

NAPOLI – Una conversazione a tutto campo, che spazia dal respiro internazionale della grande musica classica fino alle strategie concrete per la fruizione museale nei mesi più caldi e alle sfide future del polo culturale partenopeo. A Positanonews, il direttore del Parco e Museo di Capodimonte, Eike Dieter Schmidt, si racconta in un’intervista esclusiva che tocca i punti nevralgici della gestione culturale contemporanea, offrendo uno sguardo lucido sulle eccellenze del territorio e sulle prospettive di crescita del museo.

L’eccellenza musicale e il confronto europeo

Partendo dal panorama concertistico e dalle collaborazioni di altissimo livello, Schmidt non nasconde l’ammirazione per le realtà d’eccellenza e per i modelli virtuosi di gestione del Ravello festival 2026: “Nagano è un direttore di orchestra straordinario e la fondazione viene gestita in maniera da modello, proprio da manuale”, sottolinea il direttore, ricordando l’impatto dei grandi solisti e delle orchestre ospiti.

Generico agosto 2026

Uno sguardo che si allarga inevitabilmente al contesto continentale, segnato da luci e ombre: “Sappiamo che in Europa, purtroppo, in questi anni ci sono alcune orchestre alle quali vengono tolti i finanziamenti, e alcune rischiano di chiudere. Questo è uno sviluppo preoccupante. Quello che è importante, però, è che ci sono veramente delle eccellenze in Italia e negli altri paesi europei, e quando c’è la possibilità di averli qui in Campania, è una grande occasione”.

L’estate a Capodimonte: comfort, freschezza e aperture serali

Alla domanda sui programmi futuri e sulla gestione della stagione estiva, Schmidt evidenzia un punto di forza logistico fondamentale per il pubblico di residenti e turisti: “In questo momento abbiamo delle mostre importanti, ma la verità è che noi siamo l’unico museo in Campania con l’aria condizionata. Già solo fruire e godere della collezione permanente in queste condizioni ottimali è fantastico”.

Un’offerta che non si ferma alle ore diurne. Il museo continua a puntare sulla vivibilità estesa e sulla contaminazione artistica: “Ci sono anche delle aperture serali che abbiamo fatto e che continuiamo a fare. Abbiamo iniziato, e continueremo fino a dicembre, il festival monumentale della danza contemporanea nei nostri spazi”. Un’iniziativa che dialoga con la stagionalità dei flussi turistici: “D’inverno, quando c’è anche meno turismo e c’è più la possibilità di far venire un pubblico specializzato e appassionato – oltre ai cittadini stessi che comunque in questi mesi continuano a venire –, avremo poi le grandi mostre”.

Grandi mostre in arrivo e il nodo della mobilità

Il calendario autunnale e invernale si annuncia particolarmente ricco. Sebbene i dettagli vengano custoditi con riserbo in attesa degli annunci ufficiali, il direttore anticipa: “I programmi futuri? Ce ne sono tanti, ma ora ci concentriamo su quelli attuali. Abbiamo in corso mostre importanti, però in inverno avremo ben due grandi mostre che aprono e che verranno annunciate molto presto”.

Grande attenzione, infine, è rivolta all’accessibilità e ai collegamenti con il cuore di Napoli, un tema storico per la collina di Capodimonte. Sotto questo profilo, Schmidt registra progressi importanti: “Si sta migliorando la mobilità: oltre alla navetta che ci porta dal centro di Napoli, ci sono ben sei linee di collegamento. E cresce sempre di più il pubblico che ne usufruisce”.

Un segnale tangibile di come il Parco e Museo di Capodimonte continui a consolidarsi non solo come scrigno d’arte inestimabile, ma anche come motore vivo, accessibile e dinamico dell’offerta culturale della Campania e dell’intero Mezzogiorno.

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