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Andar per GRAZIE. Festa della Madonna delle Grazie 2020. Pozzano

La devozione mariana in Penisola Sorrentina amalfitana è tanta e tale che chiese e Santuari , con la loro antichità, la preziosità e la quantità delle opere contenute nel loro interno, da sola traccia la storia degli uomini, del territorio, dell’arte e dei costumi del luogo.

Gli inviati di Positanonews , non potendo sintetizzare in un solo articolo quanto raccolto in itinere per “Grazie”, con foto , video e impressioni, racconteremo a più riprese il pellegrino viaggiare in Penisola.

Punto di partenza , Castellammare,  località Pozzano, località sede del Santuario, a seguire Seiano , con Santa Maria la Vecchia, a Trasaella , a Sorrento , Massa Lubrense, a Marina di Cassano e a Montechiaro. Straordinarie ubicazioni differenziate dalle loro precise identità che le contraddistinguono l’una dall’altra.

A Pozzano c’è un Santuario con i Padri Minimi, devoti a San Francesco di Paola, che contiene l’antica effige, in una cappella settecentesca di tarsia marmorea e affreschi. La Madonna delle Grazie con San Catello è compatrona di Castellammare di Stabia.

La tradizione vuole che a seguito dell’iconoclastia, il quadro della Madonna di Pozzano, secondo gli storici una copia della Madonna di Costantinopoli, fosse stato nascosto in un pozzo, sulla collina di Pozzano. Diversi secoli dopo, alcuni contadini che risiedevano nei pressi del pozzo, ormai abbandonato e ricoperto di rovi, videro ardere per diverse sere una fiamma, ma impauriti non osarono avvicinarsi; alcuni giorni dopo, un gruppo di pescatori, intenti a trainare sulla spiaggia le barche a causa dell’arrivo di un temporale, fu protagonista di un’apparizione della Madonna, ricoperta da un velo bianco, che li invitava a cercare il pozzo e a recuperare la sacra immagine aggiungendo poi:

«In quel sito voglio in mio onore edificata una chiesa, e gli stabiesi possono essere sicuri che in essa godranno tutto il favore del mio patrocinio

I pescatori, credendo si trattasse di un’allucinazione, non eseguirono l’invito della vergine, la quale si ripresentò la sera successiva: gli uomini, spaventati, corsero dal vescovo, il quale aveva avuto la stessa visione in sogno[3]. Organizzata una processione, in poco tempo, dopo aver rimosso grandi quantità di rovi, fu ritrovato il pozzo ed al suo interno un involucro che conteneva l’effigie della Vergine, miracolosamente ben conservata, nonostante l’umidità del luogo[2]. Tuttavia questa leggenda è stata in parte smentita, soprattutto circa le origini del quadro, che ha una datazione posteriore rispetto alla fine dell’iconoclastia[4].

Generico giugno 2020
Generico giugno 2020
Generico giugno 2020

dal volume ISTORIA DELL’IMMAGINE DI SANTA MARIA DI POZZANO

DELL’ IMMAGINE DI S. MARIA DI POZZANO E Sua antichità’
CAP. III.
L’Immagine di S. Maria di Pozzano da iocognito
pennello sopra sottilissimo bisso di vivi
colori al naturale dipinta , rappresenta la gran
Vergine Madre sedente sopra guanciale di colorita
grana sostenuto da marmorea base , con
veste rossa e manto azzurro, che dalla sommità
del capo sino a’piedi la copre e maestosamente
l’adorna, tenendo in seno con veste a
color di rose, che sino al ginocchio si stende.il
suo divin pargoletto sostenuto dalia sua destra,
e stando colla sinistra in atto di apprestargli il
suo verginal latte, come appunto la Vergine
delle grazie dipinger volgarmente si suole; avendo
da ambedue i lati quasi in ossequioso
corteggio gli apostoli tutti , che tengono in
mano gli strumenti delle loro corone e del loro
martirio.
Che ella sia antichissima, e ne’ primieri secoli
della Chiesa dipinta , sebbene non possiamo
alcun valido documento addurre ; contuttociò
la costante comun tradizione per tale ce l’addita,
e per greca ce la dimostra. Ed in fatti, se
abbiam riguardo alla maniera del colorito e del
disegno ella è propria di que’ tempi , ne’ quali
tutte le buone arti , per le tante invasioni di
straniere nazioni in Italia, erano perdute, e sin
da Constantinopoli dovevasi far portare qualche
dipintura , che a persona di buon gusto
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mezzanamente soddisfar potesse. Ed agevol cosa
ella era in queste parti del regno di Napoli,
che agl’ imperadori d’ Oriente ( sebbene sotto
varie forme di governo) allora ubbiJivano. per
mezzo degli amalfìlani potenti in quella stagione,
ed espertissimi delle cose di mare cosi, che
fino ad Alessandria d’ Egitto per condurre e
pigliar merci continuamente navigavano. Tanto
più questa verità vien confermatarche essendo
ella senza alcun legno , o sia telaio /’come
in brieve dirassi) ritrovata, dacci a divedere,
che per comodo di essere agevolmente in lontani
paesi trasportata, in tal maniera il suo artefice
fattta lavesse.
E più tal nostro parere vien accertato,
perche ella è sopra bisso dipinta (a che al dir
di Plinio è specie di finissima tela formata di
molle e soltil lino di Acaia , su della quale
erano usi i greci dipintori io qua’ tempi dip
ingere. In fatti nell’ antico Siponlo, (ù che
ora Manfredonia appellasi, una miracolosa immagine
sotto il titolo diS. Maria Maggiore^
anco sopra finissimo bisso dipinta si adora,
la quale si tien per certo , che da Costantinopoli
fatta r avessero que’ popoli sin da antico
tempo venire. Sul monte Gargano (c altra
Immagine di nostra donna nomata S. Maria di
Pulsano similmente sopra finissimo lino , e
similmente da Costantinopoli fatta portare si
venera e si conserva.

 

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