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Ravello Festival, trionfo del pianoforte: la Filarmonica della Scala e i talenti di Fujita e Gorini incantano Villa Rufolo
Chung e Fujita con la Filarmonica della Scala, emozioni al tramonto con il giovane italiano Filippo Gorini

Ravello Festival, trionfo del pianoforte: la Filarmonica della Scala e i talenti di Fujita e Gorini incantano Villa Rufolo
Due serate che hanno avuto per protagonisti il pianoforte e il più celebre e amato repertorio romantico hanno segnato lo scorso fine settimana del Ravello Festival 2025, trasformando ancora una volta il Belvedere di Villa Rufolo in un palcoscenico d’eccellenza internazionale.

Sabato 19 luglio , in un concerto già sold out con tanti giorni di anticipo, è tornata a Ravello la Filarmonica della Scala guidata dal suo direttore emerito Myung-Whun Chung , protagonista di una serata di straordinaria intensità interpretativa. In apertura di programma il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra op. 58 di Beethoven , affidato al talento del giapponese Mao Fujita , giovane rivelazione degli ultimi anni (classe 1998), medaglia d’argento del Concorso Čajkovskij 2019, vincitore del Concorso Haskil e artista in esclusiva Sony Classical, che ha conquistato il pubblico – che lo ha anche lungamente applaudito quando, prima della seconda parte, si è seduto “in borghese” in tribuna – con eleganza, profondità e limpidezza espressiva. Quindi la Sinfonia n. 4 op. 98 di Brahms ha suggellato un’esibizione di altissimo livello che era stata preceduta dalla presentazione del musicologo e giornalista Gregorio Moppi nel giardino dell’Hotel Caruso.

Domenica 20 luglio è stata invece la volta del recital di Filippo Gorini , altro giovane pianista ormai inserito nella scena concertistica mondiale, interprete raffinato e rigoroso, che ha proposto un programma ricercato e suggestivo con una selezione da Játétok (“Giochi”) di Kurtág – raccolta di piccoli pezzi con vocazione didattica e concertistica – i Kreisleriana op. 16 di Robert Schumann e la monumentale Sonata in si bemolle maggiore D. 960 di Schubert, testamento poetico del grande compositore viennese. Un concerto che ha esaltato la forza narrativa del pianoforte solista, in perfetto dialogo con l’atmosfera intima e sospesa del giardino affacciato sul mare.