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Il teatro madrearte riparte con il pubblico e con lo spettacolo Pupazzarie del Ventriloquo

Il teatro madrearte riparte con il pubblico e con lo spettacolo Pupazzarie del Ventriloquo

29/04 » 02/05/21

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Appena il tempo di tornare in zona gialla ed ecco che il Teatro madrearte, dopo un anno e due mesi, riapre al pubblico nel pieno rispetto delle norme sanitarie. In scena ci sarà lo stesso direttore e fondatore dell’accogliente spazio di Villaricca, Antonio Diana, che riaprirà le porte del suo avanposto culturale da giovedì 29 aprile a domenica 2 maggio con lo spettacolo “Pupazzarie del ventriloquo”, dal lui stesso scritto e diretto. Uno spettacolo che, attraverso l’arte della ventriloquia e tra poesia e comicità, ripercorre diverse forme teatrali dando vita e voci a pupazzi, anime di un teatro senza tempo. Dei pupazzi, quelli di Diana, con diversi caratteri e sfumature vocali pronti a diventare ora i protagonisti della macchietta napoletana, ora del teatro di Shakespeare fino a rappresentare atti unici comici e classici. «Abbiamo bisogno di tornare allo spettacolo dal vivo e visto che si può fare perché non provarci – ha detto l’attore e regista Diana- le luci del “madrearte” sono spente da oltre un anno, abbiamo resistito senza alcun contributo pubblico, con le nostre forze, le stesse che hanno animato la volontà di costruire un piccolo teatro di 80 posti a Villaricca in provincia di Napoli; il teatro manca a noi teatranti ed ai nostri spettatori ed in questo periodo delicato, dove andiamo dappertutto con mascherine, distanziamento e protocolli anticovid, perché non tornare anche al teatro? Comprendo le difficoltà di molti altri spazi che non riusciranno ad aprire, così come non comprendo chi ha avuto fondi ministeriali e non li ha ancora investiti in produzioni per compagnie ed attori ma questo non è certo il tempo delle polemiche, è il tempo di darsi da fare, di ripartire e ripartiamo. Mi auguro che la nostra riapertura diventi motivo per animare il desiderio di tornare a fare spettacoli e ad aprire i teatri grandi e piccoli». «I piccoli spazi teatrali come il “madrearte” – ha detto ancora Diana- rappresentano da sempre un cantiere creativo dove sperimentare progetti e produzioni, dove si formano talenti e dove l’aggregazione culturale diventa palestra formativa ed artistica allo stesso tempo. Ripartiranno anche i nostri laboratori e dal 3 maggio, pure i nostri corsi in presenza. Mai come in questo periodo il teatro è terapeutico per l’animo umano, rimasto troppo tempo con pochi contatti sociali in un tempo sospeso, assurdo, spinto dal disastro pandemico mondiale che ha visto molte ferite, ed è proprio all’umanità ferita che il teatro da sempre comunica, attraverso la sua arte comica o drammatica. Citando il poeta Neiwiller: “è tempo di mettersi in ascolto, è tempo di fare silenzio dentro di sé, è tempo che l’arte trovi altre forme per comunicare in un universo in cui tutto è comunicazione”».

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