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Il 29 novembre presentazione del progetto “Lo sguardo e l’ambiente” collettiva di fotografia permanente degli studenti dell’Istituto San Paolo di Sorrento

Date Evento
Il 29 novembre
Dalle 16:00 alle 17:00
Date Evento
Ingresso

Evento concluso

Presentazione del progetto di educazione ambientale “Lo sguardo e l’ambiente” promosso dal CMEA di Sorrento

Il 29 novembre presentazione del progetto “Lo sguardo e l’ambiente” collettiva di fotografia permanente degli studenti dell’Istituto San Paolo di Sorrento

Sorrento (NA) Venerdì 29 novembre con inizio alle ore 16 si terrà presso le aule dell’Istituto Superiore Polispecialistico San Paolo la presentazione del progetto “Lo sguardo e l’ambiente. Viaggio fotografico nella terra delle Sirene”, collettiva di Fotografia permanente degli studenti dell’Istituto San Paolo, progetto di Educazione Ambientale  per gli studenti di scuola superiore realizzato grazie al CMEA presieduto dall’avv. Luca Vittorio Raiola, dal direttore dello stesso prof. Giovanni Fiorentino, sostenuto dal Comune di Sorrento nella persona del Sindaco, avv. Massimo Coppola, realizzato grazie alla preziosa collaborazione del Dirigente Scolastico del San Paolo, Amalia Mascolo e della coordinatrice  prof.ssa Mariella Nica. Il progetto verte in racconti fotografici che sono stati realizzati durante il corso di Fotografia e ambiente, proposto dal Centro Meridionale di Educazione Ambientale e curato dai fotografi napoletani Valeria Laureano e Maurizio Esposito, un viaggio di formazione, tenuto da gennaio a maggio 2024, per un gruppo eterogeneo di studentesse e studenti di età e sezioni diverse dell’istituto: Laura Aiello, Luca De Stefano, Mario Gargiulo, Marika Somma, Elena Gatto, Lorenzo Starace, Lucia Russo, Domenico Russo, Paola Russo, Christian Favoloro, Alessandro Triunfo, Benny Nota, Luis Adriano Russo, Mattia Pio Iaccarino. Il lavoro degli studenti sorrentini mi riporta alla mente un lavoro di Anaïs Belchun, “Un regard écopoétique sur la Terre: évolutions du paysage français dans la photographie contemporaine”(2020), l’artista e ricercatrice francese ci sprona ad aver ancora fiducia nell’occhio e nel medium di fronte ai segni allarmanti di un rapporto compromesso con il pianeta, per far crescere in noi una nuova coscienza egologista. Insegnare ai ragazzi a osservare il proprio territorio, a leggerlo e a narrarlo con una foto è fondamentale, culturalmente ed ecologicamente oggi più di ieri rilevante. Prendiamo ad esempio due foto scattate a distanza di tempo del territorio di Valencia, Alicante e Castellón de la Plana, cosa non potrebbero non rivelarci dello scempio che l’uomo ha perpetrato negli anni sancendo alla fine che non è stata la Dana ad uccidere 223 persone. Le fotografie di un paesaggio raccontano senza mentire tutto di quel territorio finito sotto l’obiettivo della macchina fotografica, la speranza è che queste testimonianze visive sappiano riattivare una perduta coscienza civile sull’habitat contemporaneo. Oggi è oltremodo necessario che la Scuola e istituti come il CMEA possano fornire alle giovani generazioni gli strumenti e il bagaglio culturale necessari anche per leggere con sguardo eco-poetico il paesaggio-ambiente ( “land-
scape” and “environment”), concludo facendo mia una riflessione dello scrittore Gianni Celati (1986) *: vedere il deserto sulla soglia d’ogni luogo abitato// ci porta a vedere il carattere illusorio d’ogni addomesticamento del pianeta. Questo filo di pensiero dice anche che noi non siamo i padroni del pianeta, né lo siamo mai stati, benché questa sia la nostra convinzione più profonda; ci dice che la nostra dimora è comunque sempre precaria, benché lo sforzo totalitario delle civiltà moderne consista nel far scordare agli uomini la precarietà della loro presenza”.

A cura di Luigi De Rosa

La foto a corredo dell’articolo è di Mattia Pio Iaccarino

Info:

*Rivista di studi di fotografia n. 11, 2020 (Copyright© A. Frongia, Università Roma Tre)

Per conoscere l’Écopoétique paysagère du Anaïs Belchun: https://anais-belchun.wixsite.com/recherche