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I Tableaux Vivants finalmente anche a Sorrento

I Tableaux Vivants finalmente anche a Sorrento questa sera

09/04/22

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Attenzione l'evento è già trascorso

Sorrento (NA) Quest’anno la Città di Sorrento, grazie alla S.C.S. Società di Concerti di Sorrento con la direzione artistica del M°Paolo Scibilia, proporrà ai propri cittadini e ai visitatori italiani e stranieri, in anteprima assoluta, durante il weekend delle Palme uno spettacolo teatrale di notevole impatto e interesse culturale i Tableaux Vivants da Caravaggio e Stabat di Alda Merini. Sabato 9 aprile i “Tableaux Vivants” (realizzati con un’antica tecnica di rappresentazione teatrale settecentesca caduta in disuso, recuperata grazie all’intuito e alla sensibilità della compianta e indimenticabile Ludovica Rambelli, regista della Compagnia teatrale Malatheatre) andranno in scena presso la Cattedrale di Sorrento (ore 17.00) e la Basilica di S. Antonino (ore 18.30 e 19.30). In sintesi si tratta di quadri viventi (costruiti appunto con la tecnica dei “Tableaux Vivants”), tratti da famosi dipinti sacri del celebre pittore barocco Michelangelo Merisi da Caravaggio ed esposti nei più importanti musei e collezioni private del mondo. Uno spettacolo di forte impatto emotivo che consentirà di vedere composte sotto gli occhi del pubblico ben 23 tele del Caravaggio, realizzate con i corpi di attori, in posa plastica, e l’ausilio di oggetti di uso comune e stoffe drappeggiate. Un solo taglio di luce illuminerà la scena come inquadrata in una immaginaria cornice, e i cambi saranno tutti a vista, ritmicamente scanditi dalle musiche di Mozart, Bach, Antonio Vivaldi e Sibelius. Lo spettacolo costituisce l’opera “La Conversione di un Cavallo” ideato e prodotto dalla compagnia Ludovica Rambelli Teatro – Les Tableaux fondata nel 2006 grazie a un progetto didattico della Facoltà di Architettura della Campania “Luigi Vanvitelli”. Già ospite dal 2006 di importanti eventi in Italia ed all’estero.
A cura di Luigi De Rosa

Ludovica Rambelli Teatro: https://www.ludovicarambelliteatro.it/

Generico marzo 2022
Ludovica Rambelli, regista

“Ebbene, ora abbiamo anche la conversion di un cavallo”, esclamò l’alto prelato alla consegna della grande tela ora in Santa Maria del Popolo a Roma. La prima versione de La Conversione di Paolo era stata rifiutata a causa, pare, di un Cristo Giovanotto, che si precipita dal cielo a braccia tese in soccorso di un Paolo pesantemente rovinato a terra e che – a stento – è trattenuto da un angelo evidentemente meno impulsivo. L’aneddoto, gusto quanto quasi sicuramente apocrifo, come molti altri sulla vita dei Merisi, dà il titolo alla Messa in Scena di 17 Tableaux Vivants dell’opera di Caravaggio di cui firmo la regia, e che ho realizzato con la mia compagnia Malateathre. Lo spettacolo è andato in scena, la prima volta, nella facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università degli Studi di Napoli. A chi mi domanda “perché La Conversione di un Cavallo?”, rispondo volentieri: “il cavallo sono io”. Ma non è sul cavallo, che sono io, che intendo soffermarmi, piuttosto sulla “Conversione” restituendo a conversione il suo significato primo, da dizionario: trasformazione, passaggio da uno stato all’altro. Ed ora l’arduo compito di descrivere il senso che dò a questa trasformazione cominciando da Caravaggio, oggetto e motore, insieme, della nostra messa in scena: prendere un qualsiasi oggetto, porlo in uno spazio prima vuoto, la scena, e poi, semplicemente osservarlo.

di Ludovica Rambelli

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