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Archeologia in Penisola Sorrentina: Punta Campanella

Date Evento
Il 3 luglio
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Ingresso

Evento concluso

Archeologia in Penisola Sorrentina: Punta Campanella

GIOVEDI 3 LUGLIO, alle 18:00 a Palazzo Raja, si terrà un importante pomeriggio di studio sull’Archeologia del Golfo di Napoli con Punta Campanella.
L’evento, tra i più significativi appuntamenti culturali dell’estate 2025, viene proposto ad un anno esatto dalla convenzione stipulata tra Università di Pisa e Archeoclub Massa Lubrense finalizzata ad un corso di Dottorato in “Scienze dell’Antichità e Archeologia” sui materiali archeologici provenienti dal Santuario di Punta Campanella.
Il progetto di dottorato della durata di tre anni, che si svolge presso la Sede dell’Archeoclub, viene attuato sotto l’egida della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli e con il sostegno del Comune di Massa Lubrense.
Oltre all’archeologo vincitore del Dottorato di ricerca, dr. Antonio Bianco, e alle Autorità, hanno dato la loro adesione studiosi ed esperti di primissimo piano del mondo dell’archeologia. A breve il programma dettagliato.

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Dott. Antonio Bianco  Punta Campanella: il materiale dello scavo e delle ricognizioni.

Nelle dinamiche insediative della Campania preromana, i siti di costa emergono per il loro valore fondamentale nell’incontro delle genti provenienti dal mare con le popolazioni locali, più o meno recettive, a seconda delle aree e dei singoli casi. Il sito di Punta Campanella, inquadrato in questa cornice, può rappresentare a buon diritto un caso di estremo interesse per la posizione nodale che occupa, con il passaggio creato ad ovest con l’isola di Capri, e a collegare l’area meridionale della Campania con quella settentrionale fino ai Campi Flegrei. In tutte le sue fasi di occupazione, la penisola sorrentina occupava una posizione chiave nelle dinamiche di influenza e di potere tra le aree limitrofe di costa e quelle più interne, verso la valle poseidoniate a sud e la piana pompeiano-sarnese a nord. Il santuario di Punta Campanella non può essere compreso in pieno se non si prende nella necessaria considerazione l’area geografica e il ruolo politico che esso ricopriva nell’analisi di un più vasto territorio. Tale ricerca ha una duplice finalità: a) da un lato studiare, attraverso un’analisi dettagliata dei materiali rinvenuti dalle ricognizioni e soprattutto dallo scavo del 1987, le singole classi di materiali restituiti dal sito, con particolare attenzione alla ceramica e alle sue fasi cronologiche; b) dall’altro approfondire il fondamentale ruolo del substrato culturale che porta alla probabile coesistenza di genti italiche, etrusche e greche, che fanno del santuario di Punta Campanella un luogo particolarmente denso di frequentazioni e un caso di studio eccezionale per la comprensione delle dinamiche insediative nella Campania meridionale. Il punto “a” resta fondamentale per lo studio degli orizzonti cronologici collegati alla stratigrafia, contribuendo all’interpretazione degli elementi architettonici ancora visibili e rinvenuti in alcuni saggi. Inoltre, può fornire preziose informazioni sulle diverse produzioni ceramiche e sulla loro provenienza. Il punto “b” affronta, attraverso l’inquadramento tipologico e cronologico della cultura materiale, questioni storiche di più ampia portata, indagando il ruolo del santuario nelle dinamiche di convivenza di questi popoli e la sua evoluzione nell’arco di sei-sette secoli.

Tutor: Anna Anguissola  Cotutor: Luca Di Franco

Generico giugno 2025