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Spinning al mare o al lago: differenze e strumenti adatti

La pesca a spinning è una tecnica di pesca sportiva, praticata sia in mare che in acque dolci, che ha come scopo quello di catturare i pesci predatori.

Deve il suo nome al movimento delle prime esche utilizzate, a forma di cucchiaini, che simulavano un pesce attraverso il movimento rotatorio di una o più palette metalliche. Pesca a spinning deriva dalla parola inglese spin che vuol dire roteare.

La particolarità di questa tecnica di pesca consiste nell’essere l’unica ad essere praticata in movimento: le esche artificiali vengono lanciate e recuperate continuamente, simulando il movimento del pesce o di altri animali.

Dopo aver battuto in un posto, ci si sposta di volta in volta alla ricerca delle prede che, solitamente, sono pesci predatori che, per fame o per cacciare via l’esca dal proprio territorio, l’attaccano venendo di conseguenza catturati.

Pesca a spinning al mare e in acqua dolce

Questa tecnica di pesca può essere praticata sia al mare che in acque dolci e presenta alcune differenze, specialmente nel tipo del pescato e nelle attrezzature utilizzate, a seconda del luogo nel quale viene praticata.

Trattandosi di un tipo di pesca che va praticata in solitaria, o in gruppi composti da un numero molto limitato di persone, non è sempre facile trovare il luogo adatto in cui pescare. È bene notare come uno dei fattori più importanti sia quello di trovare un ambiente poco affollato e silenzioso, dove poter pescare con la dovuta calma, per ottenere risultati significativi e un certo successo.

Spinning in mare

Questa tecnica, ultimamente, è stata applicata a sempre più prede, considerando che quasi tutti i pesci presenti nel mare sono predatori e di grossa taglia.
Spesso, tramite l’utilizzo di lenti con siliconi che pescano strisciando sul fondo, si possono ottenere eccellenti risultati.

Le prede del mare sono molteplici e, avendo a disposizione mari di vario tipo e profondità, come in Italia, lo spinning in mare si può praticare durante tutto l’anno.
Per questo motivo, negli ultimi anni, molte ditte specializzate hanno iniziato a investire maggiormente in artificiali specifici per il mare.

Il periodo considerato più proficuo è quello autunnale poiché, prima dell’arrivo del freddo invernale, il pesce foraggio tende ad avvicinarsi alla riva, trascinando dietro il pesce di taglia.

Le prede più comuni catturate con lo spinning in mare sono:

  • spigola;

  • leccia;

  • lampuga;

  • palamita;

  • pesce serra;

  • barracuda;

  • tracine;

Spinning in acqua dolce

È una tecnica molto ambita, poiché alcune prede presenti nelle acque dolci (quali laghi, torrenti, fiumi, canali) possono essere catturate unicamente con lo spinning in acqua dolce.
Può essere praticato durante tutto l’anno, nonostante dipenda principalmente dalle prede che si desidera pescare.

Vi sono prede come il BlackBass che prediligono il periodo tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, mentre pesci di taglie piuttosto grosse come l’aspio e il lucioperca, preferiscono il periodo freddo rigido per insidiarsi nelle acque dolci.

Altre prede molto ambite sono:

  • persico trota;

  • persicola reale;

  • trota;

Tra le prede più ricercate della pesca spinning in acque dolci si ricordi il siluro, uno dei pesci più grandi e potenti, a cui è stata dedicata addirittura una tecnica di pesca a parte.

Strumenti utilizzati per la pesca a spinning

La pesca a spinning al mare o nelle acque dolci può essere praticata sia da terra che dalla barca.
Si suggerisce di organizzare questa pratica specialmente all’alba o al tramonto, quando gli ambienti sono più calmi. In realtà, non vi è una vera e propria regola, poiché sono diversi i fattori che possono rendere una battuta di pesca spinning di successo e indimenticabile.

Trattandosi di una tecnica moderna e dinamica, che permette di pescare facendo parecchio movimento, sul mercato sono presenti tanti tipi di artificiali differenti, ognuno con la sua speciale caratteristica.

Per affrontare una battuta di spinning in mare o al lago, le esche presenti sul mercato sono di diverso tipo e materiale, ma gli strumenti più utilizzati si possono suddividere in quattro sezioni principali:

  1. Cucchiaini rotanti;

  2. Ami, tecnicamente chiamati jig, realizzati in silicone o metallo;

  3. Pesciolini finti (minnow e popper);

  4. Ondulanti.

Oltre a queste esche principali, si utilizzano anche canne da pesca e mulinelli di dimensioni e spessori differenti, a seconda dell’ambiente nel quale si andrà a pescare e del tipo di preda che si desidera catturare.

Le tecniche della pesca a spinning

La pesca a spinning si differenzia dalla classica pesca per la sua tecnica particolare, che necessita di un continuo movimento e dinamicità, e prevede due fasi fondamentali: il lancio e il recupero.

Il lancio dell’esca deve essere eseguito in maniera corretta e precisa, sia dal punto di vista della distanza che per la posa che andrà poi ad assumere sotto l’acqua.
Esistono diverse tecniche di lancio che si dividono in:

  • superiore;

  • inferiore;

  • laterale;

Ciascuna di queste tecniche di lancio deve essere effettuata con movimenti ampi e veloci, ponendo nel braccio la giusta forza e pressione, per ottenere un risultato ben preciso.

Si suggerisce di non insistere per troppo tempo sullo stesso posto, poiché sarebbe poco produttivo.
Nella pesca a spinning è consigliato eseguire dai 5 ai 10 lanci da ogni postazione, per avere un incremento nelle possibilità di catturare la preda.

La fase del recupero, altrettanto importante, deve avvenire in massima sintonia tra i giri del mulinello e i movimenti della canna comandati dal polso.
Con questa tecnica, si riesce ad animare l’artificiale rendendolo quasi vivo agli occhi della preda.
Ogni tipo di artificiale, però, necessita di un tipo di animazione differente: dagli strattoni, ad un recupero calmo e lento, ad uno che deve essere effettuato in maniera rapidissima.

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