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Ricerca di lavoro: quali sono i formati di curriculum più utilizzati?

Europeo, cronologico o tradizionale? Sono diversi i formati per i quali si può optare nel momento in cui ci si dedica alla redazione di un curriculum. Tale elemento costituisce una sorta di introduzione del candidato che aspira a ottenere un determinato posto di lavoro: esso deve convincere il responsabile delle risorse umane dell’azienda a cui ci si è rivolti a offrire l’opportunità di un incontro conoscitivo o di un colloquio. A seconda della mansione a cui si ambisce e del settore in cui ci si vuole impegnare, è importante essere consapevoli del formato di cv più adatto, anche per andare incontro alle esigenze di chi quel cv lo dovrà leggere e prendere in esame.

Il formato europeo

Il curriculum vitae formato europeo di cui si sente tanto parlare è consigliato in modo particolare per presentarsi alle aziende che sono attive in ambito sociale e per gli enti pubblici: esso si basa su un modello standard a cui ci si deve attenere in maniera abbastanza rigorosa, senza che vi siano eccessivi margini per la creatività. L’originalità, infatti, è imprigionata da una struttura molto schematica, basata su un format che è lo stesso per chiunque: in pratica le voci sono già precompilate, e non bisogna far altro che inserire le informazioni richieste. Non è detto che il cv in formato europeo sia sempre la soluzione migliore per un candidato: si può rivelare controproducente per coloro che hanno alle spalle un gran numero di esperienze, a causa del suo sviluppo orizzontale che non consente di sfruttare in modo ottimale gli spazi. Attenzione: la scelta di questo formato è utile quando esso è richiesto in modo esplicito negli annunci di lavoro; in caso contrario si può puntare sul modello che si vuole. Il formato europeo è diverso dal formato Europass, anche se le due soluzioni sono accomunate dal fatto di essere riconosciute in tutti i Paesi della Ue.

Il formato Europass

Il formato Europass può essere considerato una via di mezzo tra il formato europeo appena preso in esame e il formato cronologico di cui parleremo tra poco. Si caratterizza per un’impostazione tale da permettere di usare l’intero spazio che si ha a disposizione, in quanto il suo schema si sviluppa tanto in orizzontale quanto in verticale. Dal punto di vista burocratico il formato Europass ha lo stesso valore di quello europeo, ma a livello pratico può essere ritenuto meno vincolante, proprio per l’organizzazione in verticale di alcune voci: di conseguenza, la lettura risulta più ricca e più semplice. Su Internet è possibile trovare numerosi strumenti e diverse risorse che aiutano a redigere un cvsecondo il formato Europass, ma esistono anche delle applicazioni ad hoc, che vale la pena di prendere in considerazione specialmente nelle situazioni di mobilità internazionale. Il formato Europass è stato concepito alla fine degli anni ’90 del secolo scorso dalla Commissione Europea, che ne ha definito i criteri e l’impaginazione standard, così come l’ordine cronologico e flessibile.

Il formato cronologico

Il terzo formato che si può scegliere per la stesura del curriculum vitae è quello cronologico, che è consigliato a coloro che fanno domanda in ambiti in cui sono già stati impiegati. Con questa soluzione, le informazioni vengono organizzate in modo ordinato, così che il reclutatore riesca a individuarle subito. La rigidità del formato cronologico è tutto sommato limitata, e il layout può anche essere sottoposto a modifiche, pur essendo presenti delle voci precompilate. Non è frequente che il formato cronologico sia richiesto appositamente, eppure esso si dimostra pratico; dovrebbe essere evitato solo nel caso di domande presentate all’estero.

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