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I Tre dell’Ave Maria

Siamo abituati a vederli sopra un palco a sfoggiare il loro talento fuori dal comune; su una passerella a sfilare con i loro abiti e corpi perfetti; o su un grande schermo in tutto il loro carisma e la loro bellezza irraggiungibile. Ma se non è tutto oro quello che luccica, a volte anche i vip si tolgono i loro abiti sfavillanti lasciando trapelare il loro lato più umano, e in qualche modo li sentiamo più vicini a noi. Anzi: spesso, a carismi fuori dal comune, corrisponde un’inclinazione al vizio anch’essa particolare.

Ecco un’accurata selezione di tre icone di Hollywood, che stavolta hanno impersonato per noi tre dei vizi più stringenti che l’uomo abbia mai potuto conoscere.

George Clooney – Alcol

Se non è possibile tenere il conto delle spasimanti che non hanno saputo dire di no al fascino del maschio Hollywoodiano per eccellenza, c’è una sola cosa a cui egli, dal canto suo, sembrerebbe non saper resistere: il bicchiere. Sembra che la sua passione per gli alcolici abbia addirittura spinto la sua attuale consorte, la bella e autorevole Amal Alamuddin, a minacciarlo di fare le valige e lasciarlo solo con la sua tequila se non avesse iniziato a responsabilizzarsi.

Comunque, non tutto il male viene per nuocere: proprio seguendo questa sua passione, nel 2013, l’attore aveva avviato, quasi per gioco, una distilleria, nella quale produrre una tequila da poter gustare con la cerchia ristretta dei suoi amici durante cene e party privati. Il nome era appunto Casamigos. Quando decisero di immettere il prodotto sul mercato, vuoi per il suo sapore piacione, vuoi per l’associazione al brand del volto di Clooney, divenne subito top seller e fu successivamente acquistata dal colosso degli alcolici statunitense Diageo.

Ben Affleck – Gioco d’azzardo

L’eterno ragazzone ed eterno belloccio sembrerebbe essere anche un eterno vizioso, e non si tratta dei suoi ormai celebri problemi con l’alcol, ma del suo debole per il tavolo verde. Anzi, pare addirittura che non sia un giocatore qualsiasi, ma uno particolarmente dotato, in grado di esordire nel mondo del poker agonistico direttamente dal podio: al California State Poker Championship del 2004, è riuscito infatti a totalizzare vincite per 356mila dollari.

 Ma è passione per il gioco o passione per le vincite? A giudicare dal fatto che il nostro sia stato bannato a vita dall’Hard Rock Casinò di Las Vegas per aver utilizzato una pratica “mal vista” al tavolo del Blackjack, sembrerebbe essere la seconda. Le regole sono regole, anche per una star Hollywoodiana: se conti le carte, vieni bannato dal casinò. Ben ha saputo impararlo a sue spese, nonostante fosse un cliente abituale.

E se non posso giocare al casinò? Di certo non mi arrendo. Fonti attendibili hanno testimoniato che la sete di gioco abbia portato il noto attore a frequentare “bische clandestine” o “poker party privati a casa di amici”.

Ironico poi il fatto che in Runner, Runner il nostro interpreti Ivan Block, ovvero uno spietato imprenditore che ha saputo dominare il gioco d’azzardo utilizzandolo a suo favore, sviluppando un servizio di poker online con cui prosciugare i conti dei giocatori.

Che si tratti quindi di sontuosi casinò istituzionali, di tornei a diffusione nazionale, di bische clandestine, o di casinò online accessibili dal divano di casa, la passione del nostro caro Ben sembra non venire mai meno.

 

Colin Farrel – Dipendenza da sesso

 Un attore che abbiamo visto in tutte le salse e in tutti gli stili, e che qualche donzella si sarà concessa lo sfizio di immaginare in altrettanti e ben più piccanti modi. A quanto pare molte, ma molte giovincelle hanno avuto la grande fortuna di poter arrivare oltre l’immaginazione, e realizzare quello che purtroppo per altre invece resterà soltanto un sogno.

Ebbene sì, il numero sembrerebbe essere davvero ragguardevole, proprio su parola dell’attore stesso, che non si è risparmiato dall’ammettere esplicitamente la sua dipendenza dal sesso. Celeberrimo il tape che lo sorprendeva nel mezzo di atti privati con la coniglietta di Playboy Nicole Narain. È stato questo il culmine delle scorribande a cui era stato in qualche misura costretto dal mostro della sua dipendenza, e per fortuna anche un campanello d’allarme, che ha portato Colin a decidere di farsi aiutare.

Ed ecco che, come il migliore degli eroi cinematografici, il nostro è riuscito ad uscirne, e anche per una buona causa: come da lui stesso affermato, è stato l’amore per i propri figli il motore di cotanto sforzo, amore che forse non era mai riuscito a trovare da nessun’altra parte. Tutto è bene quel che finisce bene.

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