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Eiaculazione precoce, la malattia più diffusa in campo sessuale. Solo il 10% affronta il problema

È quanto emerso dalle ultime ricerche sul tema. Questa patologia è una delle più diffuse in campo sessuale, ma anche una delle più difficili da scoprire. Infatti, chi ne soffre, prova vergogna e imbarazzo e fatica a parlarne. Solo il 10% di chi è affetto da tale patologia affronta il problema, secondo i dati forniti da Pagine Mediche.

Quali sono le cause dell’eiaculazione precoce? Anzitutto bisogna distinguere questa patologia in primaria e secondaria. Con il primo termine si intende quella che colpisce gli uomini ai loro primi rapporti sessuali. In questo caso si tratta più di inesperienza che di un vero e proprio problema medici. L’eiaculazione secondaria, invece, è quella più infida. Si distingue a sua volta in situazionale e generalizzata.

L’eiaculazione precoce situazionale, come dice il termine stesso, dipende dal rapporto che si instaura con la propria partner. Può essere dovuto, dunque, a conflitti non risolti all’interno della coppia. Quella generalizzata, invece, si presenta in ogni situazione di intimità.

Diversi studi hanno dimostrato che questa patologia può avere cause sia fisiche che psicologiche. Tra le prime rientrano l’ipersensibilità del glande o il frenulo corto, ma anche malattie connesse, come la sclerosi multipla. Perfino l’abuso di alcol, farmaci o droghe può portare ad avere problemi di natura sessuale. Vi sono poi i motivi psicologici. Dalla famosa ansia da prestazione, passando per lo stress, molto spesso gli uomini che accusano questo problema hanno problemi irrisolti che si portano tra le lenzuola, più che un disturbo fisico vero e proprio.

 L’eiaculazione precoce si può curare in diversi modi a seconda delle cause da cui scaturisce, come spiega il team medico di Andrologia Internazionale. Generalmente, se non si riscontra un problema di natura fisica, la prima terapia adottata è quella degli antidepressivi. Farmaci come la fluoxetina, la paroxetina e la sertralina vengono spesso prescritti in queste situazioni.

Se, invece, tale patologia è connessa ad altre, come ad esempio un problema di erezione, è consigliabile usare una terapia iniettiva a base di alprostadil, o simili iniezioni in grado di indurre l’erezione. In questo modo il paziente può mantenere l’erezione anche dopo l’eiaculazione e di riprendere il rapporto. Vi è anche il trattamento chirurgico riservato a chi ha un problema ai genitali come il frenulo breve. In quel caso si tratterebbe di intervenire circoncidendo il pene. È importante, però, sottolineare che questa tecnica non dovrebbe essere presentata come trattamento di routine per l’EP, poiché potrebbe non apportare alcun giovamento in presenza di un prepuzio sano.

L’ultimo ritrovato in campo medico per cercare di combattere questo b è uno spray a base di lidocaina e prilocaina, Questi due farmaci combinati bloccano temporaneamente la trasmissione degli impulsi nervosi nel glande, riducendone la sensibilità e comportando, di conseguenza, un ritardo del tempo di latenza eiaculatoria. In genere è raccomandata una dose di 3 spruzzi. L’effetto si manifesta dopo circa cinque minuti.

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