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Dopo un test di gravidanza positivo? Con il calcolo dell’età gestazionale ci si prepara al meglio a diventare genitori

Un test di gravidanza positivo si porta con sé almeno tanta gioia e felicità quanto spaesamento: soprattutto se è la prima volta, infatti, la futura mamma e il futuro papà potranno ritrovarsi a chiedersi e ora, che facciamo?. La cosa veramente importante è non farsi prendere dal panico, rivolgersi a un ginecologo di fiducia e prepararsi a vivere con gioia, e un pizzico di pazienza, i mesi che verranno. 

Calcolo settimane di gravidanze ed esami obbligatori: come regolarsi 

Se il test di gravidanza positivo è quello da farmacia, una buona idea è innanzitutto fare un prelievo del sangue per il calcolo delle beta HCG: il risultato è più affidabile dei test di gravidanza fai da te e, soprattutto, la concentrazione di questo ormone nel sangue aiuta a farsi un’idea di quando è cominciata la gravidanza. Una delle prime preoccupazioni della coppia che ha scoperto di aspettare un bambino, infatti, è proprio quella di scoprire l’età gestazionale: sono certamente curiose di sapere quando nascerà il bambino ma, le coppie più previgenti soprattutto, hanno bisogno di pianificare la gravidanza e, cioè, di sapere nel dettaglio che esami e controlli medici sono necessari e quando, ma anche di organizzare dettagli pratici come quando cominciare a preparare cameretta e borsa per il parto, quando prenotare la clinica, eccetera. Si può fare il calcolo settimane di gravidanza su iMamma.it e altre applicazioni simili, ma certamente ginecologo e ostetrica di fiducia saranno in grado di dare delle indicazioni più precise, anche basandosi sui risultati di ecografie, esami del sangue, eccetera o sulle ricostruzioni della mamma. Per convenzione, infatti, le settimane di gravidanza si contano dal primo giorno dell’ultima mestruazione: si potrebbero contare dalla data presunta del concepimento, ma si tratta appunto di una data presunta e questo renderebbe più incerto ogni calcolo. I neogenitori, del resto, farebbero meglio a familiarizzare subito con l’idea che in gravidanza tutto è indicativo e ogni mamma e ogni bambino hanno tempi a sé. Anche le quaranta settimane di durata fisiologica della gravidanza, per esempio, sono puramente indicative: il feto è considerato a termine, e cioè pronto alla nascita, già a trentasette settimane e, soprattutto se si tratta della prima gravidanza, è da considerare normale anche una durata di quarantadue settimane, solo dopo cioè il medico deciderà se indurre il parto o meno. 

Contare le settimane di gravidanza, comunque, aiuta a calcolare la data del parto: arrivati fin qua dovrebbe essere abbastanza chiaro che questo avverrà circa 280 giorni, 40 settimane, dopo il primo giorno dell’ultima mestruazione. In mezzo, tra il primo test di gravidanza positivo e i tracciati delle ultime settimane di gravidanza, ci sono una serie di scadenze che calendario e quaderno della gravidanza aiutano a gestire meglio: ogni Paese, ogni sistema sanitario ha delle tappe considerate obbligatorie per mamma e bambino durante la gravidanza, come in Italia la prima ecografia alla sesta o settima settimana di gravidanza per esempio; sono tappe diagnostiche che aiutano a controllare che tutto stia procedendo per il meglio e a cui si può scegliere di aggiungerne altre, una visita genetica per esempio o un’amniocentesi, a seconda di esigenze e storia clinica della coppia.   

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