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Cancro alla prostata e curcuma: che rapporto c’è?

Il carcinoma aggressivo della prostata non viene curato in maniera efficace con le terapie chirurgiche o mediche attualmente a disposizione: non con la radioterapia, non con la chemioterapia, non con la rimozione della prostata e non con la terapia radicale della privazione dell’androgeno. Quest’ultima, in realtà, ha risultati apprezzabili nel caso della prostata ormone-dipendente, ma non in presenza di un cancro aggressivo; anzi, in tale circostanza ha addirittura un effetto opposto a quello desiderabile, dal momento che favorisce la proliferazione delle metastasi. Ecco, allora, che i nuovi approcci vanno sfruttati sia per il trattamento dei tumori ormone-dipendenti, sia per la prevenzione dei tumori ormone-refrattari. Per riuscire a estirpare il cancro alla prostata, c’è bisogno della prevenzione primaria, essenziale per evitare che un tessuto prostatico sano vada incontro a una trasformazione maligna.

La curcumina

Secondo alcune ricerche, un composto contenuto nella curcumina, denominato metano di diferuloyl, sarebbe in grado di arrestare alcune vie chimiche che inducono le cellule a formare i depositi del cancro nel caso di tumori ormone-refrattari della prostata. La curcumina è un principio attivo della curcuma, di cui sono note le proprietà antinfiammatorie. Prendere in esame il rapporto tra curcuma e prostata può essere utile per individuare nuove strade per combattere il tumore.

Perché la curcumina è utile contro il tumore alla prostata

L’azione della curcumina in presenza di un tumore alla prostata si concretizza per mezzo di un meccanismo di inibizione delle vie di segnalazione delle cellule. Secondo alcuni studi preliminari di laboratorio, ci sono diversi meccanismi grazie a cui il carcinoma della prostata può essere combattuto con l’aiuto della curcumina. Il fattore beta di trasformazione di crescita riduce nelle cellule del tumore la concentrazione di E-cadherin e al tempo stesso favorisce la de-differenziazione, da cui dipende l’EMT. La curcumina svolge l’azione di una molecola con effetto antinfiammatorio, e quindi è in grado di bloccare gli effetti del fattore beta di trasformazione di crescita.

Come agisce la curcumina

Questo principio attivo, inoltre, è in grado di ridurre o di sopprimere le segnalazioni delle vie di Wnt, e al tempo stesso interviene sulla formazione del nucleo delle cellule del carcinoma della prostata. Questo avviene perché si arresta la comunicazione fra le vie di segnalazione del nucleo con il fattore beta di trasformazione di crescita e le vie di segnalazione che ne favoriscono la sintesi. La formazione di grasso marrone, cioè di tessuto adiposo, viene stimolata in modo da contrastare il moltiplicarsi delle cellule del tumore. Nel momento in cui la via di Wnt viene attivata, si stimola la differenziazione negli osteoblasti; tuttavia viene contrastata la comparsa delle cellule grasse. La curcumina fa sì che la via di differenziazione si sposti in direzione del grasso marrone.

La prevenzione del tumore grazie alla curcumina

Si ritiene che la curcumina possa svolgere un ruolo importante per la prevenzione del cancro, in qualità di antiossidante e per combattere la proliferazione delle cellule tumorali. Nello specifico, essa riduce l’espressione dei recettori dell’androgeno, e al tempo stesso impedisce che i recettori dell’androgeno siano associati al gene PSA, così che nelle cellule ormone-dipendenti esso possa diminuire. In termini più semplici, la progressione della neoplasia viene contrastata. La curcumina, poi, agisce nei confronti delle cellule staminali del cancro da cui dipende la crescita del tumore iniziale.

Gli altri effetti benefici della curcumina

Ma non è ancora tutto, perché grazie a questo polifenolo viene contrastata anche l’angiogenesi, che di solito si manifesta come risposta alla secrezione del fattore di crescita a livello vascolare e quindi ha un ruolo importante nello sviluppo della metastasi del tumore. La curcumina, poi, riduce alcune proteinasi metalliche della matrice, che contribuiscono alla diffusione del tumore.

Le prospettive per il futuro

Come si può intuire, dunque, sono molteplici le modalità attraverso le quali la curcumina si può dimostrare utile nello studio e nella messa a punto di trattamenti per il cancro alla prostata. Resta ancora molto lavoro da fare, però, per incrementare la biodisponibilità di questo principio attivo, e in particolare per migliorare il suo assorbimento da parte dell’organismo. La curcumina, fra l’altro, sopprime l’interferenza fra gli osteoblasti e le cellule cancerose della prostata: un altro esempio di come possa essere utile per bloccare la metastasi.

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