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Bitcoin: moneta o moda?

Cresce l’interesse e il successo della nuova moneta virtuale. Non è un gadget hi tech, ma una cosa seria, quali sono i pregi e limiti

Che cos’è il Bitcoin?

Il Bitcoin è una moneta. E lo è secondo la definizione più classica di moneta: qualunque “cosa” funga da mezzo di pagamento e di conseguenza sia utilizzabile come unità di conto e riserva di valore. Infatti il Bitcoin è sempre più utilizzato per gli scambi di beni ed esiste un fiorente mercato dove i Bitcoin possono essere convertiti in altre valute.

 Nella pratica, come funziona?

Innanzitutto devi avere un computer o uno smartphone android connessi a Internet su cui scarichi il client (un programmino) che costituisce il tuo portafoglio virtuale, detto wallet (la terminologia è inglese), nel quale mettere i tuoi Bitcoin. A questo wallet è associato uno (o più, dipende da quanti te ne crei) Bitcoin address, ossia il tuo indirizzo Bitcoin (è paragonabile a un indirizzo e-mail personale) che sarà indissolubilmente collegato ai Bitcoin in tuo possesso, al punto che se non te lo annoti e lo perdi (è una stringa di 34 caratteri alfanumerici, ci sta anche su un post-it) perdi per sempre i tuoi Bitcoin. Ed è un fatto interessante perché mostra come Bitcoin e euro cartacei funzionino allo stessa maniera. Perdere il Bitcoin address equivale a bruciare una banconota: come la banconota bruciata non può essere recuperata, i Bitcoin collegati all’indirizzo che hai perso van persi per sempre. Una volta che hai il tuo wallet sei pronto per comprare Bitcoin con euro (veri) o “generarne” di nuovi. Sì, proprio generarne, ma non stiamo parlando di un asino che “produce” oro con quel che mangia come in un Paese del Bengodi.

La generazione di Bitcoin (detta mining, in analogia con le miniere d’oro) avviene poco per volta ed è la ricompensa per il fatto che offri parte delle capacità computazionali del tuo computer alla rete che genera i Bitcoin. Ogni Bitcoin è infatti generato solo attraverso calcoli molto complessi che possono essere eseguiti da un gruppo esteso di computer connessi tra loro. Non generi quindi Bitcoin per magia, ma offrendo ore di lavoro del tuo computer e pagando tutta l’elettricità che consuma. Anche qui c’è analogia con le monete d’oro fisiche, ed è il fatto che per generare Bitcoin occorre energia, tempo e fatica, proprio come scavare in miniera. Beh, forse un po’ meno. L’acquisto dei Bitcoin, invece, lo fai via internet, tramite siti che fanno da mercato e lo fai, ovviamente, in euro.

Che ci faccio coi Bitcoin?

Per ora coi Bitcoin ci fai degli acquisti con chi li accetta come moneta, ma soprattutto li puoi usare per speculare. Una delle principali piattaforme di trading basate sui CFD (contratti di differenza) è eToro che permette di investire in criptovalute nel mercato Dash. Secondo i sostenitori del Dash, questa criptovaluta vanta molti vantaggi rispetto al Bitcoin. Innanzi tutto, con il Dash le transazioni sono praticamente immediate e assolutamente private.

 Sono sicuri i Bitcoin?

Qui occorrerebbe entrare in dettagli tecnici e parlare di crittografia asimmetrica. Senza arrivare a tanto si può dire che i Bitcoin sono concepiti in modo che una persona non possa spendere due volte lo stesso Bitcoin (e qui c’è una analogia con la moneta di carta). Questo è garantito dal fatto che ogni singolo Bitcoin riporta tutti i proprietari passati (come una banconota su cui hai scritto il tuo nome) e che le informazioni su ogni singolo Bitcoin sono verificate e condivise in tutta la rete dei “partecipanti al gioco”. Quindi pubbliche. Un rischio più serio viene da un progresso tecnologico (come dai computer quantistici) tale da rendere insicure le crittografie attuali. Ma non sembra un problema che si porrà a breve. Una critica ai Bitcoin è che dietro di essi non c’è nessuno Stato che gli dà forza legale. Il che significa che potrebbero smettere di essere una “moneta” qualora dovesse si smettesse di considerarla come tale.

Nel breve periodo il rischio di farti male coi Bitcoin è molto, molto alto. Nel lungo periodo c’è qualche probabilità in più che si rivelino una scommessa con cui fare soldi. Ma attenzione: i Bitcoin sono stati premiati anche perché sono una innovazione tecnologica importante come lo furono i primi motori di ricerca internet. Ma non è detto che il primo attore di un nuovo mercato (quello della moneta virtuale) sia quello che poi vincerà la competizione. In soldoni il rischio è che il successo di Bitcoin sia oscurato da quello di qualche altra moneta fatta meglio.

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