Ravello Festival, un successo senza precedenti: bilancio positivo e sguardo al 2026
RAVELLO – Un’alba magica, con il sole che sorge dalla cresta del Drago, ha accolto anche quest’anno il concerto più atteso del Ravello Festival, quello dell’alba. Un appuntamento che, come sottolinea il Direttore Generale e Artistico Maurizio Pietrantonio, “è la nostra punta di diamante”, e che continua a rafforzare la sua vocazione anno dopo anno.
Intervistato da Positanonews, Pietrantonio traccia un primo bilancio della 72esima edizione, che si avvia al giro di boa con un successo indiscutibile: “Siamo ad un giro di boa, e possiamo già delineare un piccolo bilancio. Abbiamo visto che tutti gli appuntamenti sono stati soldout”. Un risultato che testimonia la solidità della manifestazione e la qualità di un cartellone che ha saputo unire grandi nomi a talenti del territorio.
La forza di una programmazione lungimirante
Il Direttore ha voluto ringraziare la governance della Fondazione e in particolare il presidente alessio Vlad, che ha supportato una programmazione solida e puntuale. “La contribuzione regionale solida ci ha consentito di programmare per tempo in maniera più compiuta”, ha spiegato Pietrantonio, “e i risultati si sono visti”.
Ma la vera novità, che dimostra la lungimiranza della gestione, è l’annuncio di un’anteprima per l’edizione 2026 già per la fine di questo mese. “A fine mese ci sarà già un’anteprima di quello che sarà il festival del 2026”, ha anticipato il direttore. “Questo è molto importante. Ci saranno degli appuntamenti, almeno quelli ‘topici’, che saranno presto annunciati con notevole anticipo. Questo dimostra la solidità dell’impianto complessivo del festival e della gestione della fondazione”.
Valorizzazione del territorio e riconoscimenti internazionali
Pietrantonio ha sottolineato l’importanza di aver coinvolto e valorizzato le eccellenze del territorio campano in un cartellone che ha unito il patrimonio musicale regionale a personalità di spicco della scena internazionale. Una scelta che, come ha precisato in una nota, era “coerente, oltre che doverosa”, in un momento difficile per il mondo artistico della regione.
Tra le istituzioni ringraziate ci sono la Fondazione Teatro di San Carlo, il Teatro Verdi di Salerno, l’Orchestra Filarmonica di Benevento e molti altri, che hanno contribuito a creare “un progetto che ne è scaturito è la rappresentazione collettiva, tangibile e determinata, di questa identità artistica e culturale”.
Non solo musica, ma anche cultura e turismo. Villa Rufolo, sede del Festival, continua a registrare numeri da record. Con oltre 320.000 visitatori lo scorso anno e una tendenza analoga per questa stagione, il sito ha ricevuto per la quarta volta il riconoscimento di Trip Advisor, classificandosi nel 10% dei siti più visitati d’Europa. “Questo ci conforta anche sotto il profilo dei risultati, del gradimento che il nostro pubblico ci esprime e quindi questo ci conforta molto”, ha dichiarato Pietrantonio.
Un saluto speciale e lo sguardo al futuro
Il Direttore ha voluto rivolgere un saluto speciale ai concittadini e a chi ancora si sta preparando a raggiungere Ravello, in un’intervista che ha dimostrato tutta la sua passione e il suo orgoglio per il lavoro svolto. “La fondazione gode di ottima salute e cresce”, ha concluso con voce roca, scherzando sul fatto che fosse “frutto dell’alba della sveglia mattutina, un po’ così veramente presto”.
Un saluto e un ringraziamento anche a Roberto Bolle e Fiorella Mannoia, “autentici ambasciatori” che hanno arricchito il cartellone, dimostrando come il Ravello Festival sia un crocevia di eccellenze, dove tradizione, innovazione e talento si incontrano per regalare emozioni indimenticabili.
La magia del Concerto all’alba di Ravello: un’intervista al Maestro Giuseppe Mengoli
RAVELLO – All’alba, quando la luce inizia a farsi strada sul mare della Costiera, la musica del Ravello Festival si fonde con la natura. A dirigere il concerto più atteso della rassegna, la “punta di diamante” del Festival, c’era un giovane e talentuoso direttore d’orchestra, Giuseppe Mengoli. Calmo e sorridente a pochi minuti dall’inizio, il Maestro ha condiviso con noi le sue impressioni in un’intervista esclusiva.
“Sono stato qui a Ravello dieci anni fa come violinista”, racconta Mengoli, “e ho sempre avuto una fortissima impressione di questo luogo e del suo significato. È un onore tornare qui da direttore e dirigere questo concerto così speciale. Non vedo l’ora di vedere la luce mutare insieme ai suoni ed essere ispirato da questa atmosfera unica”.
Un programma che si fonde con il paesaggio
Il programma scelto per il concerto non è casuale: è stato studiato per creare un’esperienza immersiva, dove la musica si fonde con il paesaggio circostante. I brani scelti, di Wagner, Grieg e Čajkovskij, non raccontano solo una storia, ma un vero e proprio percorso spirituale e geografico.
“Abbiamo iniziato con Wagner, con un brano impetuoso come il ‘Vascello fantasma’, che rappresenta esattamente l’atmosfera della tempesta, ma che vuole volgere alla luce, alla redenzione”, spiega il Maestro. “Poi abbiamo proseguito con Grieg, e in particolare con la suite che celebra l’anniversario della composizione, e infine con la musica di Čajkovskij, che nel periodo precedente alla Quarta Sinfonia ha attraversato un momento difficilissimo. La sua musica, però, aspira anch’essa alla redenzione e alla luce del sole che risolve ogni cosa”.
Un programma, dunque, che riflette le mutevoli sfumature del panorama e della vita, che solo chi sa leggere tra le righe può comprendere appieno.
Dieci anni di successi e studio
Nonostante la giovane età, Mengoli vanta un curriculum di tutto rispetto. I dieci anni trascorsi dalla sua ultima presenza a Ravello da violinista sono stati un periodo di intenso studio e lavoro, che lo hanno portato a vincere premi e a partecipare a masterclass in tutta Europa.
“In questi dieci anni è passata una vita”, ammette il Maestro con un sorriso. “Sono stati anni intensi e legati allo studio, che mi hanno permesso di crescere e raggiungere i successi che mi hanno portato qui, sul podio del Ravello Festival”.
Il concerto all’alba di Ravello, con la sua unione tra musica, natura e talento, si conferma ancora una volta un evento imperdibile. E il giovane Maestro Giuseppe Mengoli ne è stato un perfetto interprete, dirigendo un’orchestra che ha saputo tradurre in musica la magia del luogo. A lui vanno i nostri complimenti e un grande in bocca al lupo per la sua brillante carriera.
L’Orchestra Filarmonica Salernitana in trionfo al Ravello Festival
RAVELLO – In una cornice mozzafiato, l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi” ha incantato il pubblico del Ravello Festival con il suo atteso Concerto all’alba. Un appuntamento che segna non solo un momento di grande musica, ma anche la crescente importanza di un’eccellenza del territorio.
A parlare con noi è stato Antonio Marzullo, rappresentante dell’orchestra, che ha sottolineato con orgoglio: “L’Orchestra Filarmonica Salernitana è oramai un punto di riferimento per il nostro territorio.” Per l’orchestra, esibirsi al Festival è stato un “giocare in casa”, un’esperienza che ne conferma la forza e il prestigio.
Un programma studiato per emozionare
Il concerto ha proposto un programma di altissimo livello, pensato per fondersi con l’incantevole paesaggio del belvedere di Ravello. Il pubblico ha potuto assistere a un vero e proprio viaggio musicale ed emozionale, partendo dalle atmosfere del “Vascello fantasma” di Wagner, passando per la suite di Grieg, fino ad arrivare alla sinfonia di Čajkovskij.
Un percorso sonoro che, come ha evidenziato Marzullo, è stato “particolarmente elaborato” per permettere al pubblico di “interagire e fruire del panorama geografico e del panorama fisico”. Un’esperienza totale che ha reso omaggio alla bellezza del luogo e alla profondità della musica.
Un’estate ricca di successi
L’esibizione al Ravello Festival si inserisce in un’estate particolarmente intensa per l’Orchestra Filarmonica Salernitana. Marzullo ha raccontato i recenti successi: “Abbiamo finito la reggia di Caserta con Estate da Re, una Traviata con Sesto Quatrini. E adesso questa avventura che ci piace perché la vediamo crescere di anno in anno sia come managerialità sul territorio che come qualità.”
Questo slancio è stato reso possibile anche grazie al “sostegno e finanziamento della Regione Campania e del presidente De Luca”, che hanno consentito di realizzare cartelloni di altissima qualità in eventi prestigiosi come il Ravello Festival, Estate da Re, il Teatro Napoli Festival e Pompei.
Con un’offerta culturale così ricca, l’Orchestra Filarmonica Salernitana si conferma una protagonista indiscussa del panorama musicale campano, pronta a regalare ancora emozioni al pubblico per tutta l’estate. Marzullo ha concluso con un augurio: “Auguro a tutti i nostri amici telespettatori un buon fine vacanze e se Dio vuole ci vediamo l’anno prossimo.”



