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Sanità in Costiera: il “colpo di mano” del Ruggi svuota il Costa d’Amalfi. Allarme rosso tra assenza di cardiologi e soccorsi a rilento

Sanità in Costiera: il “colpo di mano” del Ruggi svuota il Costa d’Amalfi. Allarme rosso tra assenza di cardiologi e soccorsi a rilento

Il colpo di mano, tanto temuto e ampiamente preannunciato, si è infine concretizzato. Per consentire l’attivazione del Pronto Soccorso verticale all’ospedale “Ruggi” di Salerno, il Direttore Generale Cantone ha di fatto sacrificato il presidio ospedaliero “Costa d’Amalfi”. Le conseguenze per il diritto alla salute dei cittadini e dei turisti della Divina sono gravissime e, purtroppo, già operative.

Da ieri, infatti, presso la struttura costiera non è più garantita la presenza del cardiologo, né durante il turno diurno né in quello notturno. Si tratta di una retromarcia inaccettabile che riporta la sanità locale a una condizione di estrema vulnerabilità, cancellando in un colpo solo le conquiste del maggio 2023, data di istituzione del fondamentale servizio di cardiologia.

Il depotenziamento colpisce al cuore l’intero sistema dell’emergenza. Senza la figura del cardiologo e dell’internista, viene meno ogni garanzia per i trasferimenti medicalizzati urgenti verso altre strutture. A presidiare il Costa d’Amalfi resterà il solo chirurgo, mentre si prospettano soluzioni organizzative che rasentano la pura fantasia gestionale: turni notturni coperti da due chirurghi, ma privi di quegli specialisti essenziali per gestire le emergenze mediche e coronariche più comuni.

A rendere il quadro ancora più drammatico si aggiungono le amare “sorprese” sul fronte dei soccorsi aerei, uno strumento salvavita imprescindibile per un territorio orograficamente complesso e cronicamente congestionato dal traffico come la Costiera Amalfitana. L’eliambulanza di base a Salerno risulta inutilizzabile dopo le ore 18:00. In caso di emergenze serali o notturne, ci si deve affidare all’elicottero proveniente da Napoli, il quale, tra polemiche e ritardi di natura logistica, è arrivato a impiegare fino a due ore per completare l’intervento. Un tempo infinito, incompatibile con le finestre di sopravvivenza in caso di patologie tempo-dipendenti come l’infarto o l’ictus.

Dinanzi a questo sistematico smantellamento del diritto all’assistenza in urgenza, il tempo dell’attesa è finito. È necessario che i sindaci dei comuni costieri e i cittadini tutti si diano una mossa e intervengano subito, unendo le forze in ogni sede istituzionale. Il Costa d’Amalfi non può essere la vittima sacrificale delle logiche aziendali del Ruggi: ripristinare immediatamente i livelli minimi di assistenza è un imperativo categorico per scongiurare l’ennesima, inevitabile tragedia annunciata.