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Ospedale Costa d’Amalfi: cercasi cardiologo, anche part-time. 
Un nuovo assetto organizzativo, entrato in vigore a ottobre 2026, rischia di lasciare il Pronto Soccorso di Castiglione sguarnito dei presidi medici essenziali. A seguito di una grave criticità legata alla gestione del personale, la Conferenza dei Sindaci è intervenuta d’urgenza ottenendo un incontro faccia a faccia con il Direttore Generale dell’A.O.U. Ruggi di Salerno, Nicola Cantone, fissato per giovedì 8 ottobre alle ore 11:00.
La beffa del concorso: I medici ci sono, ma a Salerno 
Il paradosso locale è servito: l’azienda sanitaria aveva espletato un concorso specifico per l’assunzione di cinque cardiologi da destinare proprio all’ospedale costiero. Quei medici oggi prestano servizio a Salerno, dirottati per potenziare il Pronto Soccorso del Ruggi.
Il risultato? Il presidio della Costa d’Amalfi ha perso il suo assetto storico (che prevedeva la presenza contemporanea di un internista e di un cardiologo). Da questo mese la regola prevede la presenza dell’uno oppure dell’altro. Una turnazione rischiosa: se l’unico medico di turno deve accompagnare un paziente grave in ambulanza verso Cava o Salerno, il Pronto Soccorso della perla del turismo campano rimane letteralmente vuoto.
L’ironia dei numeri: se il Sud si svuota, i medici scappano proprio 
Mentre i sindaci della Costiera lottano per riavere i cinque cardiologi promessi, i dati nazionali della sanità spiegano (con amara ironia) che forse bisognerebbe ringraziare che nei reparti sia rimasto ancora qualcuno. Secondo l’ultimo report del sindacato Anaao Assomed, il 2025 ha registrato un boom di dimissioni volontarie senza precedenti: il 3,5% dei medici in servizio ha preferito licenziarsi prima della pensione piuttosto che sottostare a turni massacranti e stipendi non allineati all’Europa.
Il Segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, ha definito la sanità pubblica una “vasca senza tappo“: nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, ben 43 si sono dimessi. A questo si aggiunge la storica frattura del Paese: nell’ultimo decennio il Centro-Nord ha guadagnato camici bianchi, mentre il Mezzogiorno ha continuato a svuotarsi, perdendo oltre 1.100 unità. In pratica, mentre a Castiglione si cerca di trattenere i professionisti, a livello nazionale i medici fuggono dagli ospedali a gambe levate.
Un danno economico e d’immagine mondiale 
Ridurre l’assistenza ospedaliera in una zona considerata disagiata per la viabilità, ma che accoglie il turismo internazionale di più alto livello, non è solo un rischio per i residenti. I sindaci sottolineano come il depotenziamento del presidio rischi di provocare una ricaduta fortemente negativa sull’immagine e sull’economia dell’intera Regione Campania, oltre a violare il sacrosanto diritto alla salute della comunità locale nel comprensorio.
Giovedì il tavolo istituzionale 
La Conferenza dei Sindaci, guidata dal presidente Fortunato Della Monica e dal delegato alla sanità Andrea Reale, si presenterà giovedì mattina alla Direzione Generale dove, “in pieno accordo, e spirito di fattiva collaborazione” si cercherà di trovare “le giuste misure per non depotenziare l’Ospedale Costa d’Amalfi”.
Riusciranno i nostri eroi a non farsi “scippare” i preziosi cardiologi proprio ad un passo dalla finale?
Per sapere se la Costiera riuscirà a “mettere il tappo” e a blindare la sua prima linea, o se si dovrà assistere all’ennesimo “trasferimento di mercato” verso Salerno, non resta che attendere il verdetto del tavolo istituzionale.
Lo sapremo (forse) giovedì…