Indignazione e Condanna
|Incendio a Positano: Fiamme all’Acquolella da tre giorni
Da tre giorni un vasto incendio sta devastando la zona dell’Acquolella a Positano. Un disastro ambientale incalcolabile: ferma condanna contro i piromani, criminali contro la natura e l’uomo.
POSITANO – Il buio della notte restituisce un’immagine drammatica, segnata dai bagliori rossastri di un nemico che non si arrende. Per il terzo giorno consecutivo, i costoni rocciosi che sovrastano Positano, nello specifico la delicata area dell’Acquolella, sono ostaggio di un vasto incendio. Un fronte di fiamme che, alimentato dal vento e dalla siccità, continua la sua inesorabile marcia distruttiva attraverso la preziosa macchia mediterranea della Costiera Amalfitana.
Le immagini che rimbalzano sui dispositivi dei cittadini, testimoniate dai tanti scatti notturni, raccontano di un disastro ambientale di proporzioni gravissime. Osservare i fianchi delle nostre montagne ardere genera nella comunità un dolore sordo, un’empatia viscerale verso luoghi che non rappresentano un semplice sfondo paesaggistico, ma l’anima stessa del nostro territorio. L’Acquolella è il polmone verde che si specchia nel mare, il rifugio di una biodiversità inestimabile che oggi viene ridotta in cenere.
Di fronte a questo scempio, al legittimo senso di lutto per la natura ferita, deve però affiancarsi una ferma e inappellabile condanna. Se, come spesso accade in queste circostanze, dietro le fiamme dovesse celarsi la mano dell’uomo, le parole per definire tali gesti devono essere chiare.
Chi innesca un incendio non commette una semplice infrazione, ma perpetra un atto criminale vile e codardo. È un attentato premeditato contro la natura nella sua espressione più pura; è un crimine contro la flora distrutta e contro la fauna, con centinaia di animali selvatici intrappolati, terrorizzati o condannati a una fine orribile.
Ma, soprattutto, è un crimine contro l’uomo stesso. Chi appicca il fuoco minaccia direttamente l’incolumità delle abitazioni, costringe gli eroici operatori antincendio, i Vigili del Fuoco e i volontari a sforzi disumani mettendo a repentaglio le loro stesse vite, e ruba il futuro alle nuove generazioni, privandole della bellezza e della salubrità della terra in cui sono nati.
Mentre le operazioni di spegnimento e bonifica proseguono senza sosta, con l’auspicio di poter dichiarare presto l’emergenza conclusa, l’imperativo categorico è non abbassare la guardia. La speranza è che le indagini possano stringere il cerchio attorno agli eventuali responsabili di questo scempio. Positano e la sua montagna sapranno rigenerarsi, seguendo il corso paziente della natura, ma l’infamia di chi tenta di distruggerla non dovrà essere dimenticata.




