Fiume Sarno, arriva la svolta dopo decenni: 407 milioni per risanamento e sicurezza
Il governatore Roberto Fico “Vogliamo essere la giunta che in quattro o cinque anni avrà riconsegnato il fiume pulito del tutto alle comunità che vivono lungo il suo corso e all’intera Campania. Il nostro è un obiettivo ambizioso ma molto concreto”
Una svolta attesa da decenni per il fiume Sarno, a lungo considerato uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa. Il Consiglio regionale della Campania ha approvato all’unanimità una risoluzione dedicata al risanamento ambientale e alla messa in sicurezza idraulica dell’intero bacino idrografico.
L’aula, presieduta da Massimiliano Manfredi, ha raggiunto una convergenza tra maggioranza e opposizione su un piano di interventi da circa 407 milioni di euro. Le risorse saranno gestite attraverso un accordo quadro quadriennale, suddiviso in sette lotti, con l’obiettivo di risanare il territorio, ridurre il rischio idrogeologico e tutelare le comunità che vivono lungo il corso del fiume.
Il confronto in aula e l’obiettivo della Regione
La seduta straordinaria e monotematica è stata caratterizzata anche da momenti di tensione politica. L’opposizione, guidata da Gennaro Sangiuliano, ha portato in aula un’ampolla contenente acqua prelevata dal Sarno, per richiamare l’attenzione sulle condizioni ancora critiche del corso d’acqua.
Il vicepresidente Mario Casillo ha replicato rivendicando il lavoro svolto nell’ultimo decennio: 104 dei 113 punti di sversamento censiti sarebbero stati chiusi, con il collettamento dei reflui prodotti da oltre 360mila abitanti. I nove scarichi ancora attivi, secondo quanto annunciato, saranno disattivati entro il prossimo anno.
A indicare l’orizzonte politico e amministrativo dell’intervento è stato il presidente della Regione, Roberto Fico: «Vogliamo essere la giunta che in quattro o cinque anni avrà riconsegnato il fiume Sarno pulito del tutto alle comunità che vivono lungo il suo corso e all’intera Campania. Il nostro è un obiettivo ambizioso ma molto concreto”.
Accanto agli investimenti, la Regione prevede pene più severe per chi inquina e sistemi di monitoraggio automatico per contrastare gli sversamenti industriali illegali.
Fognature, dragaggio e vasche di laminazione
La risoluzione affronta le due principali emergenze del bacino: l’inquinamento e il rischio idrogeologico.
Gli interventi riguarderanno:
– il completamento e il potenziamento della rete fognaria;
– il dragaggio dei fondali;
– la pulizia e il ripristino dell’alveo;
– il recupero delle vasche di esondazione e laminazione;
– la messa in sicurezza delle aree più esposte agli allagamenti;
– il controllo degli scarichi industriali e civili.
Per garantire il rispetto dei tempi, la Giunta regionale dovrà presentare ogni sei mesi una relazione dettagliata alla Commissione Ambiente, presieduta da Salvatore Flocco. Il monitoraggio periodico dovrebbe consentire di verificare l’avanzamento dei cantieri e intervenire tempestivamente in caso di ritardi o criticità.
Castellammare di Stabia attende la rinascita del litorale
Tra i territori maggiormente interessati dal piano figura Castellammare di Stabia, situata alla foce del Sarno. La città ha pagato per decenni le conseguenze dell’inquinamento del fiume, con pesanti ricadute sulla qualità delle acque, sulla balneabilità e sull’immagine turistica del litorale.
Gli effetti attesi per il territorio stabiese riguardano soprattutto tre ambiti.
Il recupero della balneabilità
Il completamento del sistema fognario e la chiusura degli scarichi ancora attivi a monte dovrebbero ridurre drasticamente il trasporto di sostanze inquinanti verso il Golfo di Napoli. Il risanamento del Sarno rappresenta quindi una condizione essenziale per il recupero stabile della balneabilità lungo la costa di Castellammare.
La sicurezza della foce
Il dragaggio dei fondali e la pulizia dell’alveo contribuiranno a migliorare il deflusso delle acque e a diminuire il rischio di esondazioni. La foce, storicamente vulnerabile durante gli eventi meteorologici più intensi, potrebbe beneficiare di una maggiore capacità di smaltimento delle portate di piena.
Il rilancio economico e turistico
Un litorale più pulito e sicuro potrebbe favorire nuovi investimenti nelle attività balneari, nella ricettività e nella riqualificazione del lungomare. Il risanamento del fiume trasformerebbe così una storica emergenza ambientale in un’opportunità di sviluppo per Castellammare e per l’intero comprensorio stabiese.
Il completamento delle opere strutturali è previsto entro il 2032. I primi risultati, tuttavia, potrebbero emergere già nei prossimi mesi con la chiusura degli ultimi scarichi e l’avvio dei nuovi cantieri.
Con il voto unanime del Consiglio regionale, la Campania prova dunque ad aprire una nuova fase. La sfida sarà trasformare gli impegni e le risorse stanziate in interventi concreti, continuativi e verificabili, restituendo il Sarno alle comunità che vivono lungo il suo corso.
GiSpa


