Così non si fanno analisi, si esprimono solo impressioni.
|STAGIONE TURISTICA 2026 AD AMALFI: MA DOVE SONO I DATI?
Di Gaetano Mastellone
Come per Positano, sulla quale ho scritto una nota ieri, anche ad Amalfi si cominciano a tracciare i primi bilanci della stagione turistica 2026.
Leggo, come spesso accade, pareri contrastanti: c’è chi si lamenta e chi si rifugia nel classico “non è andata male”.
Non mi pare, però, di leggere molti commenti del tipo: “stagione più che positiva!”
Nel frattempo il marketing politico, come accade un po’ ovunque — e anche nella mia Sorrento — tende a presentare alcune iniziative come grandi soluzioni. Ad Amalfi, ad esempio, si parla molto della Carta di Amalfi, quasi fosse la panacea di tutti i problemi legati al turismo.
Ma il punto, secondo me, è un altro.
📊 DOVE SONO I DATI?
Uno dei veri e seri problemi delle nostre amate località turistiche è la difficoltà di disporre, in maniera tempestiva e trasparente, di dati certi, completi e confrontabili.
Arrivi, presenze, permanenza media, occupazione delle strutture, spesa pro capite, fatturati, valore aggiunto, occupazione, trasporti, flussi giornalieri, incidenza dell’extralberghiero etc.: senza questi numeri possiamo raccontarci tutto e il contrario di tutto.
E se qualcuno pensa che tenere i dati poco accessibili o poco leggibili sia una strategia, sarebbe una strategia inutile e, permettetemi, anche molto poco intelligente.
I dati sono indispensabili per capire, programmare e governare il turismo.
Nella mia Sorrento, circa vent’anni fa, fui il primo a diffondere e discutere pubblicamente dati su PIL, Valore Aggiunto, occupazione e andamento dell’economia locale, quando ero Vice Presidente dell’OBI – Osservatorio Banche & Imprese.
Ricordo ancora la prima riunione, organizzata presso l’Hotel Bristol, in occasione di una conferenza stampa.
Invitai tutti i Signori Sindaci di allora della Penisola Sorrentina: parteciparono soltanto il Sindaco di Sorrento, Cuomo, e quello di Piano di Sorrento, Ruggiero.
Da allora ho continuato, attraverso analisi e articoli, a sostenere una convinzione semplice: l’economia di un territorio non si governa con le sensazioni, ma con i numeri.
Ricordo che organizzai due meeting sul territorio & turismo invitando due dei top consulenti internazionali sul turismo.
Negli anni ho avuto anche il piacere di vedere crescere sui social il contributo dell’amico Fabio Trenino Colucci che da allora affronta spesso questi argomenti con competenza e capacità di analisi sul suo social. Pur con qualche differenza di vedute, condividiamo da tempo l’importanza di partire dai dati. E insieme siamo per la costituzione di uno strutturato Osservatorio.
E allora torniamo ad Amalfi. In assenza di un quadro statistico puntuale, si stanno comunque facendo i primi bilanci e, almeno da ciò che leggo, emergerebbero diverse criticità.
Tra quelle maggiormente indicate:
🔹 imprenditori improvvisati che, talvolta, diventano più “prenditori” che imprenditori;
🔹 sbarchi e flussi giornalieri poco regolamentati, con una forte presenza di turismo mordi e fuggi e ridotta capacità di spesa sul territorio;
🔹 crescita di un extralberghiero di fascia bassa, non sempre accompagnata da adeguati criteri qualitativi e regole;
🔹 traffico, congestione e difficoltà nella mobilità, che rischiano di scoraggiare proprio il turista con maggiore capacità di spesa e interessato a soggiorni di qualità.
Sono problemi sui quali vale certamente la pena discutere. Ma continuo a non essere convinto delle analisi costruite prevalentemente sul “sentito dire”.
In economia, per capire cosa sta realmente accadendo e soprattutto per programmare il futuro, occorrono almeno tre cose: trend storico, dati attuali e previsioni attendibili.
Altrimenti non facciamo analisi: esprimiamo impressioni.
Amalfi, Positano, Sorrento e tutte le grandi destinazioni turistiche della Costiera hanno bisogno di una strategia che punti meno sulla quantità e molto di più sulla qualità, sulla permanenza, sulla capacità di spesa e sulla sostenibilità dei flussi.
Perché non basta contare quante persone arrivano. Bisogna capire quanto restano, quanto spendono, quale valore producono e quale impatto lasciano sul territorio.
Evviva il buon Turismo! 🏖️



