SAVIO: “CON Il CALDO OPPRIMENTE E’ DOVEROSO POSTICIPARE L’APERTURA DELLA SCUOLA”
«Molte scuole e molte classi degli istituti scolastici delle regioni del centro-sud interessate dal caldo torrido sono ancora vergognosamente sprovviste dei condizionatori e persino delle tende e per questo motivo- ha spiegato Gennaro Savio- al loro interno potrebbero mancare le necessarie condizioni di vivibilità. Ecco perché personalmente ritengo che col persistere del caldo torrido, sia doveroso, più che giusto, posticipare l’apertura delle scuole». Il forte caldo che quest’estate ci ha travolto e continua a toglierci il respiro, complice anche un altissimo tasso di umidità, e che in Europa si stima abbia causato circa 35.000 decessi, sembra non volersi attenuare nemmeno con l’avvento del mese di settembre. Previsioni alla mano, e mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo considerato il lungo termine previsionale, sembrerebbe che le temperature di giorno rimarrebbero molto più alte rispetto alla media stagionale anche dopo la metà di settembre. Questo significa che farà ancora molto, ma molto caldo e che ci vorrà del tempo affinché ci si possa riprendere dall’eccezionale ondata di calore che mai come quest’anno ci ha letteralmente spossati a livello fisico e per cui siamo a dir poco provati anche a livello mentale. E visto che anche il mare quest’anno si avverte surriscaldato sulla pelle quando ci si fa il bagno, l’unico modo per sfuggire alla sofferenza del caldo e ai conseguenti rischi per la salute, è spostarsi in macchina con l’aria condizionata accesa, stare in casa o sui luoghi di lavoro con l’aria condizionata azionata sempre senza ovviamente mai esagerare nel raffreddamento.
Il dramma maggiore lo vivono senz’altro coloro che sono costretti a spostarsi a piedi, su strade e piazze ormai desertificate e trasformate in colate di cemento, o utilizzando i mezzi pubblici come i pullman, non tutti dotati del climatizzatore e spesso pieni zeppi come uova tanto da trasformarsi in vere e proprie saune per i viaggiatori. Ed è in queste situazioni, come anche nei luoghi al chiuso privi di aria condizionata, che si creano le condizioni che provocano collassi e malori.
Come rileva Savio: «La domanda che giustamente tutti oggi dobbiamo porci è la seguente: in questa situazione di autentica emergenza caldo, è giusto posticipare l’apertura delle scuole? Per quanto sopra premesso, per il fatto che spostarsi per strada specialmente in certe ore del giorno diventa rischioso, personalmente ritengo che sia doveroso, più che giusto, posticipare l’apertura delle scuole soprattutto tenendo conto del fatto che in alcune scuole, o in alcune classi di istituti scolastici, mancano i condizionatori e persino le tende alle finestre. In questo caso particolare negli istituti scolastici, e nelle aule sprovviste di condizionatori, e sono tantissime in Campania e sull’isola d’Ischia, al di là delle decisioni che le istituzioni competenti dovessero assumere sulla data di apertura della scuola, dovrebbe essere direttamente l’ASL a vietarne di autorità la frequenza in quanto al loro interno potrebbero mancare le necessarie condizioni di vivibilità».
La verità è che questo problema probabilmente non si sarebbe neppure posto se negli ultimi decenni l’Italia non fosse stata governata dalla peggiore classe politica, di centro, centrodestra e centrosinistra della storia repubblicana la quale, nonostante l’allarme lanciato tanti anni fa dagli esperti circa il surriscaldamento globale, anziché piantumare milioni di alberi in tutto il Paese, realizzare pensiline refrigerate sulle fermate e nei capolinea degli autobus e dotare tutte le scuole d’Italia dei condizionatori, ha preferito, tanto per fare un solo esempio, sperperare i soldi degli italiani per investire nell’industria bellica e finanziare guerre che non solo non ci appartenevano e non ci appartengono, ma che spesso, soprattutto nel passato, si aveva anche il coraggio di definire “missioni umanitarie”. «E allora basta finanziare conflitti e conseguente morte di decine di migliaia di persone. Si investa finalmente nella vita creando le condizioni per una sana vivibilità, a scuola come in tutte le città, nonostante l’avanzare e il persistere del caldo torrido. E questa non è una scelta da fare, ma un obbligo da assecondare visto che gli esperti hanno definito questa estate la più “fresca” dei prossimi dieci anni» ha infine concluso Savio.

