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Ravello oltre il Festival: la cultura in ostaggio della politica.

Cala il sipario sulla 74ª edizione del Ravello Festival e un’ombra si allunga sul Belvedere di Villa Rufolo, spostando l’attenzione dai palcoscenici ai palazzi del potere.

Non è un mistero che il futuro culturale di Ravello, centro di primo piano della Costa d’Amalfi, sia intrinsecamente legato a scelte strategicamente piegate ai ritmi della politica. Il Consiglio di Indirizzo, organo fondamentale per la definizione delle linee programmatiche, è decaduto da tempo, lasciando l’ente in un limbo di provvisorietà.

​La Fondazione è tuttora guidata dal presidente Alessio Vlad e dal Consiglio di Amministrazione nominato nel 2024 per decisione dell’ex governatore Vincenzo De Luca: una governance che, pur riflettendo una stagione politica “scaduta”, continua a determinare il presente.

​Le sollecitazioni del sindaco Paolo Vuilleumier — riprese di recente da un approfondimento di Bianca De Fazio su La Repubblica — mettono a nudo l’urgenza della situazione: la richiesta non più rimandabile alla Regione, ora guidata dal nuovo presidente Roberto Fico, di procedere al rinnovo degli organi gestionali per scongiurare la paralisi delle attività future.

​Tramite l’assessore regionale alla Cultura Ninni Cutaia sono giunte “rassicurazioni” su una soluzione entro settembre. Tuttavia, questa costante incertezza solleva dubbi sulla capacità di Ravello di autodeterminarsi e pianificare con serenità il proprio domani.

​Lo spoil system e il fantasma del 2024

​La necessità del rinnovo è sancita dallo Statuto della Fondazione, che prevede il meccanismo dello spoil system. Questo principio, teoricamente volto a garantire armonia tra indirizzo politico ed esecutivo, nel contesto ravellese si rivela un’arma a doppio taglio, capace di congelare le attività culturali ad ogni cambio di guardia. I recenti turni elettorali hanno reso obsolete le vecchie nomine, avviando un iter formale che però stenta a concludersi.

​È impossibile osservare questo stallo senza un pizzico di amarezza, ricordando il controverso avvicendamento del 2024, quando il notaio Dino Falconio fu rimosso repentinamente in favore di Vlad per decisione della Regione: un precedente che pesa come un macigno su un ente che rischia di essere trattato più come pedina politica che come bene comune.

​Tra vecchi schemi e nuove speranze: verso il 2027

​Mentre la cultura naviga a vista, la politica cittadina accelera verso le elezioni comunali del 2027, con una corsa iniziata in largo anticipo e innescata proprio dalle vicende della Fondazione. Il quadro che si delinea è frammentato:

​Il sindaco uscente Paolo Vuilleumier ha già espresso la volontà di ricandidarsi, difendendo l’operato del suo mandato.

La figura dell’ex sindaco Secondo Amalfitano continua a esercitare forza d’attrazione per un progetto alternativo.

​Emergono nuovi gruppi civici, come il movimento “Ravello è adesso”, che mira a stimolare la partecipazione attraverso un laboratorio programmatico.

Si registrano infine appelli al superamento di logiche personali e rancori, come quello di Nicola Amato, che sollecita un ricambio generazionale capace di interpretare le reali esigenze della comunità.

​In questo fermento pre-elettorale, il rischio è che la Fondazione Ravello e il suo inestimabile patrimonio diventino ancora una volta terreno di scontro anziché motore di sviluppo.

​Oltre l’estate: l’incognita della stagione invernale

​Il rinnovo del Consiglio di Indirizzo non è un mero passaggio burocratico, ma il prerequisito formale sia per impostare per tempo la macchina del Festival estivo, sia per garantire una programmazione invernale strutturata.

​Quest’ultima rappresenta la vera chiave di volta per favorire un’efficace destagionalizzazione turistica e migliorare la qualità della vita dei residenti dell’intera Costiera. Proprio nei mesi invernali, quando la viabilità permetterebbe una mobilità agevole, il territorio rischia invece di subire un isolamento culturale non più accettabile.

​In questo scenario resta in sospeso anche il destino dell’Auditorium Oscar Niemeyer, struttura nata per estendere l’offerta oltre il periodo estivo tra concerti, proiezioni e convegni internazionali.

Oggi cultura e turismo si intrecciano in modo indissolubile: senza una visione chiara, Ravello rischia di non dare risposte adeguate ai residenti e a un viaggiatore moderno che cerca esperienze fruibili durante tutto l’anno.