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La prima mossa del Ministero del Turismo dopo la stretta europea sull’emergenza casa
La scure dell’Unione Europea sugli affitti turistici fa tremare i territori a forte vocazione turistica e spinge Roma a correre ai ripari. Il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha convocato d’urgenza un tavolo istituzionale per mercoledì 16 settembre 2026 alle ore 9:30 presso la sede del Ministero del Turismo, chiamando a raccolta le principali associazioni di categoria.
Al centro del vertice c’è la risposta italiana all’“Affordable Housing Act”, la controversa iniziativa presentata a inizio settembre dalla Commissione europea per arginare la crisi abitativa e il caro-affitti nelle città e nelle aree ad alta pressione residenziale.
La bozza comunitaria punta a concedere alle autorità locali il potere di introdurre severi paletti e limitazioni alle locazioni brevi nei contesti in cui il valore degli immobili superi di otto volte i redditi medi annui. Una misura che rischia di colpire al cuore l’economia della Costa d’Amalfi, dove la preferenza dei viaggiatori internazionali per gli alloggi autonomi è in costante crescita.
Secondo l’ultimo report analitico del Distretto Turistico Costa d’Amalfi in collaborazione con The Data Appeal Company, il comparto extralberghiero costiero registra un aumento delle tariffe medie del +8,8% su base annua e un incremento della saturazione del +3%. Un trend in netta controtendenza rispetto agli hotel tradizionali – rimasti stabili – che spinge il tasso di occupazione mediano degli alloggi al 71% complessivo.
Il settore in Italia, e in particolare nei borghi verticali della Divina, si trova così stretto tra due fuochi: da un lato la necessità di preservare la residenzialità e frenare lo spopolamento dei residenti invernali, dall’altro l’esigenza di difendere un comparto economico trainante. Le associazioni di categoria arrivano all’appuntamento del 16 settembre con una linea di forte preoccupazione, denunciando il rischio di un’invasione di campo nella libertà contrattuale e nella gestione della proprietà privata, soprattutto in un momento in cui l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) aveva già tracciato la rotta della trasparenza e della legalità.
Per la Costiera Amalfitana, la partita che si gioca a Roma e a Bruxelles non è una questione accademica, ma un bivio cruciale sul futuro del modello di accoglienza. Gli esiti del tavolo ministeriale chiariranno se il governo sceglierà la via di una difesa rigida del mercato turistico o se si aprirà a una regolamentazione condivisa che lasci ai sindaci e agli amministratori locali il timone delle decisioni, evitando fughe in avanti punitive per l’economia costiera.