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Amalfi torna nel Medioevo: il grande Corteo del Capodanno Bizantino attraversa la città

C’è un momento in cui Amalfi sembra cambiare volto. Le voci si fanno più basse, la folla si dispone lungo le strade, i telefoni si alzano per catturare un’immagine e, improvvisamente, il suono dei tamburi annuncia che il passato sta per tornare.

È il momento del Corteo Storico del Capodanno Bizantino, uno degli appuntamenti più suggestivi della tradizione amalfitana, che oggi torna a riempire le strade della città e a condurre cittadini e visitatori in un affascinante viaggio nel Medioevo.

Ad aprire la rievocazione gli Sbandieratori e Musici Città Regia, protagonisti alle 18 della sfilata e dell’esibizione che partirà dalla Valle dei Mulini e arriverà in Piazza Duomo. Qui, alle 18.30, prenderà forma il grande Corteo Storico.

E da quel momento Amalfi sarà un’altra Amalfi.

Il corteo attraverserà il cuore della città per poi dirigersi verso Atrani, seguendo un percorso che idealmente riannoda i fili di una storia antichissima. Oltre cento figuranti in abiti d’epoca daranno vita a una rappresentazione ricca di colori e suggestioni: dame e cavalieri, nobili, popolani, musici e personaggi che sembrano uscire dalle pagine della storia per camminare nuovamente tra le antiche strade della Repubblica Marinara.

Non è soltanto una sfilata. È la memoria di una città che per secoli ha guardato al Mediterraneo come a una grande strada, intrecciando rapporti commerciali con l’Oriente e costruendo la propria fortuna sul mare. È il racconto di Amalfi nel periodo in cui il 1° settembre segnava l’inizio dell’anno fiscale e giuridico nei territori dell’Impero d’Oriente e coincideva con l’avvicendamento dei vertici della Repubblica Marinara nella sua fase aristocratica.

Il fascino della rievocazione sta proprio qui: nella capacità di trasformare la storia in qualcosa di vivo.

Le stoffe degli abiti, il rumore dei passi, il ritmo dei tamburi, le bandiere che si innalzano nel cielo e le antiche insegne restituiscono per qualche ora un’immagine di Amalfi lontana nel tempo, ma ancora profondamente presente nella memoria collettiva.

Il corteo raggiungerà quindi Atrani, dove alle 19.30, nella Chiesa di San Salvatore de’ Birecto, si svolgerà la cerimonia di investitura del nuovo Magister di Civiltà Amalfitana, lo chef Enrico Cosentino. Il rito, ispirato all’antica incoronazione dei Duchi di Amalfi, rappresenta il momento centrale della giornata.

Quest’anno il riconoscimento è dedicato alla memoria di Ezio Falcone, figura di riferimento nello studio della cultura gastronomica campana e amalfitana, e viene conferito a Cosentino, inventore degli scialatielli e protagonista di una lunga storia professionale legata alla valorizzazione della cucina del territorio.

Poi il ritorno ad Amalfi, dove il Magister sarà presentato alla cittadinanza e agli ospiti nell’atrio della Cattedrale di Sant’Andrea.

Sarà allora che la festa tornerà idealmente al presente.

Ma per le ore della sfilata, Amalfi avrà ancora una volta il privilegio di guardarsi indietro. E saranno proprio le sue strade, le sue piazze, le sue architetture e il suo rapporto indissolubile con il mare a fare da scenografia naturale a questo grande racconto.

Il Capodanno Bizantino non è soltanto una rievocazione. È una dichiarazione d’identità.

È Amalfi che racconta Amalfi.

È una comunità che, almeno per un giorno, riscopre il valore delle proprie radici e le affida alle nuove generazioni. Perché la storia non rimanga chiusa nei libri o custodita nei monumenti, ma continui a camminare per le strade, accompagnata dal suono dei tamburi e dal volo delle bandiere.

E quando il corteo passerà, tra gli applausi e gli sguardi meravigliati di residenti e visitatori, sarà difficile non pensare che, in fondo, il passato di Amalfi non è mai davvero passato.

È ancora lì.

Pronto, ogni anno, a tornare a vivere.