La nostra notte di vicinanza e vigilanza
|“Adda passà a nuttata”: la notte di fuoco a Capodacqua tra paura, resistenza e il grido della prevenzione
“Adda passà a nuttata” diceva il grande Eduardo De Filippo. E la nottata l’abbiamo passata anche noi, con il fiato sospeso, accanto alla nostra famiglia che presidia una montagna dove vive e coltiva di tutto. Siamo a Capodacqua, a Positano, al confine con Tordigliano e Fiosse, terre completamente devastate dalle fiamme.
I Canadair hanno lavorato duramente e bene, ma alla fine delle operazioni di spegnimento aeree era rimasta lì, minacciosa, una striscia di fuoco a forma di serpente. Uno spettacolo impressionante, alle spalle della casa di nonna Camilla. Sembrava il male impersonato che voleva divorarsi la casa: le fiamme si vedevano distintamente nel buio della notte.
Eppure, nessuno è scappato. Io sono andato semplicemente a esserci, perché la vicinanza, a volte, è la cosa più importante che si possa offrire. Abbiamo fatto i turni per guardare le fiamme e restare pronti con le pompe dell’acqua. Più di questo non potevo fare. Era un’attesa fiduciosa: non avevo paura, sentivo dentro di me che qualcosa ci proteggeva — i nostri genitori, San Michele. Sapevo che bisognava solo far passare la nottata e che all’alba sarebbero arrivati gli elicotteri a salvarci. E così è stato.
Un doveroso grazie e una ferma richiesta
Un doveroso, immenso grazie va a tutti coloro che si sono spesi per salvare la nostra terra. Ma ora, spenti gli ultimi focolai, deve passare anche un’altra nottata: quella della prevenzione che è mancata, dei controlli che sono stati assenti.
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Le responsabilità istituzionali: La Regione Campania è l’ente preposto, ma le responsabilità coinvolgono direttamente anche lo Stato.
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La richiesta: Non possiamo più affidarci solo alla buona sorte o al coraggio dei singoli cittadini. Dobbiamo investire seriamente nella protezione civile, nella difesa del territorio, nelle risorse umane e nelle nuove tecnologie.
Non vogliamo più passare una notte del genere. La nostra terra, la nostra montagna e le nostre famiglie meritano rispetto e sicurezza.



