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Vico Equense. Litorale e disabili, l’accusa del PD: «Una vergogna la passerella che non arriva al mare»

Una «pacifica invasione» per riaffermare il diritto inalienabile di vivere il mare. È con questa immagine che il Circolo del Partito Democratico di Vico Equense incornicia le recenti mobilitazioni dei cittadini sulle spiagge locali, trasformando la protesta popolare in una vera e propria requisitoria politica contro l’amministrazione cittadina.
Sotto la lente d’ingrandimento dei Dem c’è quello che viene definito senza mezzi termini un “ventennale fallimento amministrativo” nella gestione della risorsa costiera.

I cancelli della discordia e i divieti “irragionevoli”

Al centro della bufera politica e mediatica ci sono le barriere fisiche che da tempo limitano l’accesso al litorale vicano. Per il PD, la gestione delle aree demaniali – beni collettivi che andrebbero concessi solo nel rigoroso rispetto delle normative – fa acqua da tutte le parti.
«I cancelli sulle spiagge sono anacronistici e sbagliati», tuonano i rappresentanti del Partito Democratico, puntando il dito contro le recenti restrizioni orarie. «Come è stato possibile immaginare di impedire ai cittadini di raggiungere le spiagge dopo le ore 20, proprio nel pieno delle ondate di calore delle scorse settimane?».
A questo si aggiunge la totale carenza di controlli istituzionali. Una lacuna che, secondo l’opposizione, ha generato un «abuso diffuso», portato recentemente alla ribalta nazionale dai blitz del deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, con un inevitabile e pesante danno d’immagine per la città.

La passerella per i disabili: “Una vergogna inaccettabile”

Le critiche più feroci del dossier redatto dal PD colpiscono però un’opera specifica: la passerella in legno, installata teoricamente per agevolare l’accesso al mare e ai vicini resti archeologici della Villa romana.
La struttura viene etichettata come un fallimento totale, uno specchietto per le allodole che non risolve minimamente il problema dell’accessibilità. L’accusa mossa all’amministrazione è pesantissima:

«È una vergogna aver speculato sulle persone disabili. Chi ha potuto mai pensare che un disabile possa raggiungere quella pedana e, da lì, arrivare al mare?».

Oltre all’impossibilità di raggiungere la battigia, i Dem denunciano come il percorso in legno si interrompa bruscamente a notevole distanza dai resti della Villa romana, confinando un’area di enorme pregio storico in una zona definita «irragionevole e irraggiungibile persino per i normodotati».

Assenza di visione e l’ombra del Project Financing

Spostando il focus sulle strategie di sviluppo a lungo termine, l’opposizione contesta la totale inerzia dell’amministrazione nel pianificare il futuro del litorale. Le mancanze programmatiche si riassumono in due punti critici:

  • Mancata adozione del PAD: Il Comune non si è ancora dotato del Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali, lo strumento fondamentale per regolamentare in modo trasparente l’uso delle spiagge.
  • Il nodo del Project Financing: Al posto di una programmazione pubblica chiara, si è scelto di avallare una procedura di finanza di progetto che il PD bolla come «priva di un reale interesse pubblico». A preoccupare sono soprattutto i previsti e «fantasiosi quanto pericolosissimi interventi sulla foce di un torrente».

“Mandiamoli a casa”

Il documento politico si chiude con una sentenza inappellabile sull’operato della giunta, colpevole di aver innescato un corto circuito democratico per la sua incapacità di mediare tra il sacrosanto diritto alla libera fruizione e i legittimi interessi dei privati.
«L’incapacità di questa amministrazione ha creato nette contrapposizioni e una profonda lacerazione sociale di cui non si sentiva il bisogno», sentenzia il Circolo PD di Vico Equense. Da qui, l’inevitabile e perentorio appello finale rivolto alla cittadinanza: «Mandiamoli a casa».