Vergogna estiva all’ASL Napoli 3 Sud: licenziati 25 fisioterapisti, 300 pazienti fragili lasciati da soli senza preavviso
In piena estate, quando l’assistenza dovrebbe essere garantita con ancora più attenzione verso chi soffre, dalla sanità campana arriva un colpo durissimo a centinaia di famiglie. Questa mattina l’ASL Napoli 3 Sud non ha rinnovato i contratti a progetto per 25 fisioterapisti. Un taglio netto e improvviso che ha provocato l’immediata interruzione del servizio di fisioterapia domiciliare per circa 300 pazienti.
A rendere la situazione ancora più grave e inaccettabile è la totale mancanza di comunicazione: nessuno ha avvisato le famiglie.
Dramma a domicilio: “Mia madre, malata di Sclerosi Multipla, lasciata senza cure”
Tra i 300 pazienti rimasti improvvisamente privi di assistenza figurano persone anziane, disabili e malati cronici con patologie altamente invalidanti.
«Questa mattina ci siamo ritrovati senza il servizio domiciliare per mia madre, affetta da Sclerosi Multipla, senza che nessuno ci dicesse nulla», è la testimonianza disperata e sdegnata di uno dei familiari coinvolti.
Per chi affronta ogni giorno patologie come la Sclerosi Multipla, la terapia riabilitativa non è un “extra” o un lusso estivo: è un presidio salvavita indispensabile per rallentare il decadimento fisico, contrastare i dolori e garantire un minimo di dignità e qualità di vita. Sospendere le cure dall’oggi al domani significa condannare i malati a regressioni fisiche dolorose e spesso irreversibili.
Un territorio enorme abbandonato a se stesso
L’ASL Napoli 3 Sud copre un bacino di utenza vastissimo e complesso, che parte dalla Penisola Sorrentina (con Sorrento in testa), passa per la fascia stabiese come Castellammare di Stabia, fino ad arrivare all’area vesuviana e a San Giorgio a Cremano.
Un territorio immenso in cui la sanità pubblica dimostra ancora una volta falle drammatiche sul fronte della continuità assistenziale. Non rinnovare i contratti a 25 professionisti della salute nel mese di agosto — senza aver predisposto un piano di riserva o una transizione graduale — rappresenta una scelta incomprensibile e vergognosa.
Un’offesa ai diritti fondamentali e all’operato dei lavoratori
Non c’è solo il dramma dei pazienti, ma anche quello dei 25 fisioterapisti, professionisti che fino a ieri hanno garantito con dedizione un servizio fondamentale entrando nelle case delle persone più fragili e che oggi si ritrovano senza contratto.
La vicenda chiama in causa direttamente i vertici dell’ASL e le responsabilità della Regione Campania sulla gestione della sanità pubblica. Come si può parlare di tutela della salute quando si tagliano servizi essenziali a domicilio senza nemmeno prendersi la briga di avvisare i cittadini?
Servono risposte immediate. I familiari e i malati non possono aspettare i tempi della burocrazia o la fine delle ferie estive: il servizio riabilitativo domiciliare va ripristinato subito. Lasciare soli i più deboli non è solo una scelta sbagliata: è una sconfitta per l’intero sistema civile e sanitario del nostro territorio.


