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Sorrento. Rifiuti tra i reperti della Villa di Agrippa Postumo: cartoni e bottiglie abbandonate sui resti antichi

Sorrento. Rifiuti tra i reperti della Villa di Agrippa Postumo: cartoni e bottiglie abbandonate sui resti antichi
Un patrimonio storico millenario trattato alla stregua di una discarica a cielo aperto. È un risveglio amaro quello che ha interessato i Ninfei della Villa Romana di Agrippa Postumo, uno dei siti archeologici e paesaggistici più suggestivi della costiera sorrentina.
A sollevare il velo su una situazione di profondo degrado è stato il giornalista Antonino Siniscalchi, che attraverso i propri canali social ha documentato e denunciato lo scempio perpetrato ai danni dell’area, a pochissimi giorni dall’inaugurazione del nuovo percorso pedonale di San Francesco che collega direttamente Marina Piccola ai Ninfei.

Il trionfo dell’inciviltà tra reperti e scogli antichi

L’apertura del varco, garantendo un accesso libero e gratuito alla spiaggia, ha inevitabilmente richiamato un vasto afflusso di bagnanti, sia italiani che stranieri. Tuttavia, la democratizzazione della bellezza si è scontrata frontalmente con la totale mancanza di educazione civica di alcuni avventori.
Alle prime luci del mattino, lo scenario descritto è desolante e incompatibile con il rispetto dovuto a un’area archeologica:

  • Rifiuti abbandonati: L’arenile e il percorso sono stati disseminati di bottiglie di plastica, lattine e cartoni della pizza incastrati tra gli scogli.
  • Bivacchi storici: In un episodio emblematico e sconcertante, una coppia ha letteralmente utilizzato uno degli antichi scogli appartenenti al complesso monumentale romano come un tavolo da picnic improvvisato, consumando pizza e birra per poi dileguarsi lasciando i resti del pasto sulla pietra millenaria.

Un gesto che, come sottolinea Siniscalchi, testimonia “la totale assenza di consapevolezza del valore culturale del luogo“.

Una lunga battaglia civile calpestata

Lo scempio di questi giorni assume contorni ancora più gravi se si riavvolge il nastro della storia recente dei Ninfei. Il recupero di questo spazio non è stato un regalo calato dall’alto, ma il frutto di oltre quindici anni di strenua battaglia civile.
A guidare questa rinascita è stata l’associazione Asso Vel’a Tarchia, che è riuscita a ottenere la concessione dell’area promuovendo un nobile progetto di harbour heritage: un “porto della tradizione” destinato a ospitare imbarcazioni storiche e a preservare l’autentica cultura marinara sorrentina. Un percorso di tutela portato avanti con inesauribile determinazione dai coniugi Giancarlo Antonetti e Rosaria Iaccarino, con il fondamentale supporto del compianto Giò Antonetti.