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Procida (NA). Il libro La diaspora dell’arte napoletana sarà presentato da Sergio Zazzera in conversazione con Roberto Boni

Segnalazione di Maurizio Vitiello – La diaspora dell’arte napoletana – Roberto Boni sarà presentata a Procida da Sergio Zazzera in conversazione con Roberto Boni

LA DIASPORA DELL’ARTE NAPOLETANA – ROBERTO BONI

Per chi si trova a Procida il 18 agosto 2026 un’interessantissima presentazione del libro di cui il suo autore è protagonista molto coinvolgente!

Ma chi volesse acquistarlo il libro si può acquistare sul sito https://www.kairosedizionishop.it/it/shop/products/la-diaspora-dell039arte-napoletana-roberto-boni e nelle librerie e su Amazon

L’OPERA

Tra XVII e XIX secolo la città di Napoli era una sorta di museo diffuso, che riservava al forestiero meraviglie in ogni strada: gran parte delle chiese e dei palazzi di prestigio contenevano infatti innumerevoli e preziose opere d’arte. Eventi drammatici (terremoti, spoliazioni straniere, sconvolgimenti urbanistici, soppressioni di ordini religiosi, ecc.) hanno purtroppo provocato la dispersione di tale patrimonio artistico, proseguita sino ai giorni nostri e solo in parte contrastata dalle “musealizzazioni”. L’autore, nell’analizzare cause ed effetti di questa diaspora, ha rintracciato centinaia di mirabili opere, costrette nel corso dei secoli a migrare da collezioni private, palazzi o chiese napoletane.

Le numerose immagini che arricchiscono il testo e l’indicazione degli attuali “contenitori” consentiranno, sia al neofita che all’appassionato d’arte, di fruire a pieno di tanta “sofferta” bellezza.

L’AUTORE

Roberto Boni è nato a Napoli nel 1955 e risiede a Procida. Una felice vita coniugale gli ha donato due figli e un’incantevole nipotina. Dopo quaranta anni di attività ospedaliera, come medico internista, è passato dalla letteratura scientifica a quella storica. Ha pubblicato nel 2024 un testo sulla storia della famiglia d’Avalos, che ha avuto una favorevole accoglienza. L’amore incondizionato verso la città natale e la passione per la storia dell’arte lo hanno spinto a questo secondo lavoro.