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Positano, monitoraggio abusi edilizi: 4 ordinanze a luglio. Nel mirino parcheggi e depositi alla Fontana Vecchia

Operazione di ripristino della legalità alla Fontana Vecchia, contestata l’abusiva occupazione del vecchio sentiero “Calcarella” che da Positano conduceva alla vecchia “calcara” ubicata nel Bosco del Pertuso

POSITANO – Pubblicato dal Comune di Positano il report mensile relativo al monitoraggio dell’abusivismo edilizio per il mese di luglio 2026, in ottemperanza a quanto previsto dal Testo Unico dell’Edilizia (art. 31, comma 7, D.P.R. 380/2001).

Il documento, firmato dal Segretario Comunale Dott.ssa Carmela Mancino e inviato alla Prefettura di Salerno, alla Procura della Repubblica e agli enti preposti, sintetizza le attività di controllo effettuate sul territorio comunale nell’ultimo mese.

Quattro ordinanze dell’Ufficio Tecnico

Dal report emerge che nel mese di luglio 2026 il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Edilizia Privata, Dott. Sergio Ponticorvo, ha emesso 4 Ordinanze tra ingiunzioni e diffide alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.

Nel mirino i cambi di destinazione d’uso alla Fontana Vecchia

Tutti e quattro i provvedimenti sanzionatori emessi dall’Ufficio Tecnico riguardano irregolarità individuate in località Fontana Vecchia (tra via Montepertuso e via Mons. Saverio Cinque). Le contestazioni vertono principalmente su cambi di destinazione d’uso non autorizzati e occupazioni di suolo:

  • Diffide e Ingiunzioni per aree a parcheggio abusivo (Ord. n. 23, 24 e 25 del 23 e 28 luglio 2026): Contestato il cambio di destinazione d’uso di terreni agricoli (qualità pascolo) trasformati in aree di sosta e parcheggio per autoveicoli e vetture a noleggio in uso a ditte locali. Riscontrata anche un’occupazione di suolo pubblico per circa 30,50 metri lineari in prossimità della vecchia “Strada Comunale Calcarella”.
  • Ingiunzione per deposito e cantiere non autorizzato (Ord. n. 26 del 28 luglio 2026): Contestato il cambio di destinazione d’uso di aree agricole (bosco ceduo e pascolo) adibite a deposito di materiale edile, parcheggio di mezzi da cantiere (tra cui minipale, escavatori e cassoni scarrabili) e stoccaggio di sabbia e pietrisco.

Per le violazioni riscontrate – che toccano gli artt. 31, 35 e 37 del D.P.R. 380/2001 e l’art. 146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004) – sono state ingiunte la demolizione delle opere abusive e la rimessa in pristino dei luoghi.